"Caro carburanti, la crisi partita dal centro sud presto potrebbe arrivare in Trentino Alto Adige: in un anno aggravio spesa di 350 milioni, intervenire senza aspettare lo Stato"
Secondo le stime riportate dalla Flp, nel 2026 l’aggravio di spesa per il Trentino Alto Adige potrebbe raggiungere i 350 milioni di euro. Il sindacato lancia l’allarme sul rischio che la crisi energetica si estenda anche alla regione e chiede interventi immediati: più servizi pubblici digitali, lavoro da remoto e meno spostamenti per ridurre consumi e costi

TRENTO. “L'aumento dei prezzi dei carburanti rischia di pesare sempre di più sulle famiglie e sulle imprese del Trentino Alto Adige, mentre la crisi energetica che sta interessando diverse regioni del Centro-Sud potrebbe presto avere ripercussioni anche sul territorio regionale”. A lanciare l'allarme è la Flp, Federazione Lavoratori Pubblici del Trentino, che torna a chiedere alla politica locale e ai vertici della Pubblica Amministrazione interventi concreti per ridurre i consumi energetici e contenere i costi.
Secondo le stime riportate dal sindacato, l'aggravio di spesa per il Trentino Alto Adige potrebbe raggiungere i 350 milioni di euro nel 2026 rispetto al 2025: da qui la richiesta di accelerare sulla digitalizzazione dei servizi pubblici, potenziare il lavoro da remoto e ridurre gli spostamenti quotidiani di cittadini e dipendenti. Un appello che il sindacato rivolge anche al presidente della Regione Arno Kompatscher, affinché si intervenga sfruttando le competenze dell'autonomia regionale, senza attendere necessariamente decisioni da Roma.
“Già a partire dalla scorsa primavera – si legge nella nota diffusa - Flp è intervenuta più volte per sollecitare la classe politica e dirigenziale per adottare iniziative rivolte a contenere i consumi di prodotti energetici ed i disagi, per i lavoratori, cittadini ed imprese”.
L’ultima iniziativa in tal senso, viene rimarcato, risale al 4 settembre con un apposita conferenza stampa che aveva come leitmotiv una nostra proposta tesa a potenziare la digitalizzazione nella Pubblica Amministrazione per ridurre gli spostamenti giornalieri di migliaia di cittadini, contribuenti e dipendenti pubblici.
“Digitalizzazione che consiste nell’adottare nuove modalità di fruizione dei servizi offerti dalla Pubblica Amministrazione attraverso l’utilizzo delle videochiamate – spiega la Flp – e lo sviluppo dell’intelligenza artificiale. Videochiamate che in pratica, su apposita prenotazione dell’utente, consentono ai medesimi di interagire con gli uffici, evitando di recarsi fisicamente agli sportelli. E’ incredibile che quasi tutti gli Uffici pubblici di Trento e Bolzano non dispongono di collegamenti da remoto per le videochiamate”.
In sostanza la proposta è quella di ampliare l’offerta dei servizi mediante l’impiego delle moderne tecnologie da remoto con “notevoli vantaggi in fatto di risparmio di tempo, di risorse economiche, nonché di alleggerimento del traffico e riduzione dell’inquinamento nelle nostre città”. Così come che tutte le ore di formazione obbligatorie degli impiegati pubblici “si facciano da remoto e quindi da casa, evitando di recarsi in ffficio”.
Da non sottovalutare, continua la Flp, il fatto che l’impennata dei prezzi dei carburanti in Trentino Alto Adige “colpisce duramente l’intera popolazione” e che “apprendiamo che la crisi energetica si è ulteriormente aggravata nelle regioni del Centro-Sud, sia per le difficoltà di approvvigionamento di carburanti a causa del blocco delle raffinerie, sia per gli scioperi degli autotrasportatori e degli agricoltori”.
Ciò, specifica il sindacato, sta causando la chiusura dei distributori di carburante e la scarsità di prodotti alimentari nei vari supermercati. “Questo contesto di crisi – prosegue la nota – ci preoccupa molto a causa di un reale rischio di allargamento anche alla nostra Regione, già sotto pressione, ad esempio con l’autostrada del Brennero, a due corsie, che deve fare i conti con lavori importanti nei cantieri e limitazioni alla circolazione che causano rallentamenti e code”.
L'invito del sindacato alla politica locale ed ai dirigenti degli Uffici Pubblici, che hanno la responsabilità ed il dovere di prendere decisioni in favore della comunità, è quello a “intraprendere le opportune iniziative tese alla riduzione dei consumi energetici e delle corrispondenti spese che incidono fortemente sui bilanci familiari ed aziendali”.
“Noi pensiamo che a livello regionale – chiosa il sindacato – si possa intervenire in autonomia e senza aspettare lo Stato centrale. Altrimenti, che senso ha avere potere decisionale e finanziario?”












