Triplica il prezzo del gas, l'allarme di Confindustria: erosa pesantemente la capacità delle imprese locali a competere sui mercati internazionali
Confindustria chiede interventi strutturali paralleli, come la modernizzazione delle reti e la realizzazione di sistemi di stoccaggio adeguati, inserendo l'energia pulita, sicura e competitiva al centro di un piano a lungo termine pensato per rilanciare e proteggere il tessuto industriale

BOLZANO. L'allarme energia torna a far tremare le aziende altoatesine, con il prezzo del gas che è tornato a fare i capricci sui mercati internazionali toccando quota 100 euro al megawattora sul contratto olandese TTF, il punto di riferimento europeo.
Il livello è stato raggiunto brevemente intorno alle 13.35 GMT, dopo che nei giorni precedenti le quotazioni si erano mosse appena sotto, attorno ai 96,6 euro e ai 99,39 euro, riportandosi sui massimi dal dicembre del 2022 a causa delle tensioni legate alla domanda, alle condizioni climatiche e all'instabilità in Medio Oriente, con il Brent che nei giorni scorsi viaggiava sopra i 107 dollari.
Una fiammata che, secondo Confindustria Alto Adige, ha praticamente triplicato i costi rispetto a un anno fa, erodendo pesantemente la capacità delle imprese locali di competere sui mercati internazionali, soprattutto nei confronti di colossi come Cina e Stati Uniti. La struttura dei prezzi energetici in Italia, del resto, risente del fattore gas più che nel resto d'Europa, amplificando lo svantaggio competitivo.
Dal quartier generale dell'associazione economica, il presidente Alexander Rieper punta l'indice contro una situazione geopolitica instabile che funge da pesante aggravante e chiede a gran voce una politica industriale strutturale che si muova su tre livelli: europeo, nazionale e provinciale. Sul tavolo ci sono richieste immediate, come sgravi fiscali e una drastica semplificazione burocratica, suggerendo che il governo dovrebbe utilizzare le entrate extra generate dai prezzi alti per alleggerire il carico sulle aziende e accelerare la decarbonizzazione.
Sulla stessa linea Thomas Brandstätter, delegato all'energia nel Consiglio di Presidenza, secondo cui l'attuale impennata dei costi di gas e petrolio deve trasformarsi in uno sprone deciso verso le fonti rinnovabili, da incentivare anche in Alto Adige attraverso investimenti mirati sia pubblici che privati.
Per centrare l'obiettivo servono tuttavia interventi strutturali paralleli, come la modernizzazione delle reti e la realizzazione di sistemi di stoccaggio adeguati, inserendo l'energia pulita, sicura e competitiva al centro di un piano a lungo termine pensato per rilanciare e proteggere il tessuto industriale.













