Gatti domestici che precipitano dai balconi, l'aumento dei casi preoccupa i veterinari: "Molti pensano che cadano sempre senza farsi male, ma non è così"
Fratture agli arti, al bacino e alla colonna, traumi al muso: tra i 32 casi presi in carico dalla clinica veterinaria "Città di Bolzano" nel giro di 5 mesi anche un gatto con tutte e quattro le zampe rotte. L’appello ai proprietari del direttore sanitario della struttura: “Mettere in sicurezza il balcone è la misura fondamentale”

BOLZANO. Trentadue gatti soccorsi tra giugno e ottobre dopo essere caduti da un balcone. È il bilancio della clinica veterinaria “Città di Bolzano” di via Resia, che segnala un sensibile aumento degli accessi per questo tipo di incidente e invita i proprietari a puntare sulla prevenzione.
“Abbiamo registrato 32 casi, con situazioni che hanno richiesto anche interventi urgenti”, spiega il direttore sanitario della struttura Tomaso Piaia. “La mortalità di questi incidenti si attesta intorno al 10%, ma anche quando l’animale sopravvive le conseguenze possono richiedere percorsi di cura lunghi”.
Le lesioni più frequenti, riferisce Piaia, sono traumi al volto, al naso, alla mandibola e al mascellare, oltre a fratture degli arti, del bacino e della colonna vertebrale. Il recupero può richiedere interventi chirurgici e tempi prolungati, anche se in molti casi permette all’animale di tornare a una buona qualità di vita.
Alcuni casi, però, sono particolarmente complessi: “Abbiamo seguito anche un gatto con tutti e quattro gli arti fratturati e, in un altro caso, si è resa necessaria un’amputazione - prosegue il direttore sanitario -. Quando si sospetta un coinvolgimento della colonna vertebrale, possono essere necessari approfondimenti come la risonanza magnetica per valutare l’integrità del midollo spinale”.
A far sottovalutare il rischio contribuisce pure la convinzione che i gatti cadano sempre senza farsi male. La capacità di raddrizzarsi durante la caduta esiste, osserva Piaia, ma non li protegge dalle conseguenze dell’impatto. “In una caduta breve il gatto può non avere il tempo necessario per orientare il corpo e può urtare il terreno con la schiena o con i fianchi. Questo, però, non significa che una caduta da un’altezza maggiore sia sicura: la capacità di assumere una posizione favorevole non basta a evitare traumi anche molto gravi”.
Conta anche la superficie su cui l’animale atterra: il cemento o l’urto contro un’automobile possono causare lesioni gravi, mentre un prato può attutire il colpo, senza però garantire che il gatto resti illeso.
Per questo la clinica invita a intervenire prima che l’incidente accada, con protezioni adeguate. Le reti vanno progettate e fissate in base alla forma del balcone, senza lasciare varchi o punti da cui il gatto possa scavalcare. Attenzione anche a piante, mobili e altri oggetti che l’animale può usare per arrampicarsi: una protezione solo parziale può non bastare.
“Mettere in sicurezza il balcone è la misura fondamentale - sottolinea Piaia -. Ogni spazio va valutato nella sua interezza, considerando anche i punti che l’animale può raggiungere salendo su vasi o altri appoggi”.
Installare le protezioni però può scontrarsi con l’estetica degli edifici e con i regolamenti condominiali, ecco perché il consiglio dell'esperto è di confrontarsi con l’amministratore per trovare soluzioni compatibili, valutando anche sistemi che svolgano una doppia funzione: proteggere il gatto e tenere lontani i colombi. Un’ipotesi da verificare caso per caso, assicurandosi che la soluzione scelta sia davvero adatta a contenere l’animale.
“L’agilità dei gatti non deve portarci a sottovalutare il pericolo”, conclude il direttore sanitario. “Una protezione adeguata può evitare sofferenze, interventi complessi e, nei casi peggiori, la perdita dell’animale”.














