''Siamo al collasso. Le aziende lavorano in perdita. Senza interventi spegneremo i motori non per protesta ma per impossibilità economica a viaggiare. Basta con le speculazioni''
L'allarme lanciato da Andrea Pellegrini, presidente Fai Conftrasporto Trentino Alto Adige: ''Quella che stiamo vivendo non è più una semplice congiuntura negativa, ma una crisi strutturale profonda causata dall'impennata fuori controllo del costo del gasolio e da meccanismi di mercato speculativi''

TRENTO. ''Le nostre aziende stanno lavorando in perdita e il rischio concreto è il blocco della logistica. Questa crisi colpisce con ferocia doppia il nostro territorio del Trentino-Alto Adige''. E' un allarme pesante quello lanciato da Andrea Pellegrini, presidente Fai Conftrasporto Trentino Alto Adige. E' lui a spiegare che il settore dell'autotrasporto, spina dorsale dell'economia del nostro territorio e dell'intero Paese, si trova oggi di fronte a un bivio drammatico. ''Quella che stiamo vivendo - chiarisce - non è più una semplice congiuntura negativa, ma una crisi strutturale profonda causata dall'impennata fuori controllo del costo del gasolio e da meccanismi di mercato speculativi''.
Il Trentino Alto Adige, spiega il numero uno di Conftrasporto, è una regione logistica chiave, un corridoio europeo fondamentale che già sconta i costi e i disagi delle limitazioni unilaterali al Brennero. ''Far quadrare i bilanci aziendali qui, oggi, è diventato matematicamente impossibile. A peggiorare lo scenario si aggiunge un'insostenibile ingiustizia contrattuale. Moltissime piccole e medie imprese artigiane del nostro territorio non dispongono affatto di contratti con clausole di adeguamento al costo del carburante (fuel surcharge). Ma la beffa investe anche chi queste clausole è riuscito a contrattarle: le formule attuali di fuel surcharge non coprono in maniera proporzionale i reali aumenti subiti. I parametri di calcolo lasciano scoperto un enorme differenziale di costo, interamente scaricato sulle spalle dei trasportatori''.
Per Pellegrini va smontata ''una narrazione falsa e inaccettabile: l’aumento a catena dei prezzi dei beni di prima necessità, dall’alimentare a tutto il resto, non è assolutamente dovuto a rincari richiesti dagli autotrasportatori ai loro committenti. Per assurdo, mentre i prezzi sullo scaffale per i cittadini aumentano, le tariffe dei nostri noli rimangono al palo. Nessuno sta adeguando in maniera proporzionale i prezzi dei noli al costo del carburante. La verità è che i trasportatori stanno assorbendo le perdite per non fermare il Paese, mentre le speculazioni avvengono altrove lungo la filiera. Oltre al danno, assistiamo infatti alla speculazione delle grandi compagnie petrolifere sul mercato "extra-rete", ovvero i rifornimenti all'ingrosso che le aziende acquistano per i propri depositi''.
Un’anomalia commerciale nei fatti inaccettabile: il prezzo del gasolio extra-rete ha superato sistematicamente il prezzo del carburante alla pompa Eni di altre compagnie. ''Com'è possibile - si chiede Pellegrini - che chi acquista volumi industriali per far viaggiare le merci del Paese paghi il carburante più del singolo automobilista al distributore? È un cortocircuito che sta prosciugando la liquidità delle imprese trentine. Come Fai Conftrasporto Trentino, chiediamo con forza che il Governo mantenga le promesse sui ristorni e sui rimborsi del gasolio professionale ed emani provvedimenti urgenti a tutela della categoria''.
Le richieste? Tetto massimo e trasparenza sull'extra-rete: un intervento ispettivo e regolatorio immediato per bloccare le speculazioni delle compagnie petrolifere e garantire che il prezzo industriale all'ingrosso torni a essere inferiore al prezzo alla pompa; revisione della Fuel Surcharge e tutela dei noli: l'introduzione di un meccanismo di adeguamento obbligatorio, reale e proporzionale per tutti i contratti di trasporto, che agganci per legge le tariffe dei noli ai costi vivi del carburante; sblocco immediato dei ristorni: l'erogazione senza più paletti burocratici dei crediti d'imposta e dei contributi promessi dall'esecutivo.
''Le imprese di autotrasporto del Trentino-Alto Adige hanno sempre dimostrato responsabilità, garantendo i rifornimenti anche nei momenti più bui. Ma la responsabilità non può essere a senso unico. Senza interventi strutturali immediati, molte aziende saranno costrette a spegnere i motori non per protesta, ma per pura impossibilità economica di viaggiare. Il Governo - conclude Pellegrini - risponda adesso, prima che sia troppo tardi''.














