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Sondrio
06 novembre | 13:21

Caro energetico, a rischio le piccole imprese in montagna: "Rincari si sommano a maggiori costi logistici e difficoltà infrastrutturali, servono interventi"

Confartigianato Imprese Sondrio lancia l’allarme sui costi energetici: a rischio la competitività delle piccole imprese valtellinesi e valchiavennasche. L'allarme di Confartigianato: "Risorse sottratte agli investimenti, all’innovazione e alla crescita delle nostre aziende"

Caro energetico, a rischio le piccole imprese in montagna: Rincari si sommano a maggiori costi logistici e difficoltà

SONDRIO. Torna a crescere il costo dell’energia e aumenta la preoccupazione per le imprese artigiane della provincia di Sondrio: a ottobre 2026 le quotazioni delle materie prime energetiche sono aumentate del 10,8% rispetto al mese precedente, con rincari che per alcune attività superano il 50% su base annua. A lanciare l’allarme è Confartigianato Imprese Sondrio, che denuncia le pesanti ripercussioni sui bilanci delle piccole aziende valtellinesi e valchiavennasche e chiede interventi strutturali per contenere i costi e sostenere la competitività del settore.

 

Il quadro,  viene specificato, "è particolarmente preoccupante nel confronto europeo: le micro e piccole imprese italiane pagano l’elettricità il 22,1% in più rispetto alla media Ue, con un extracosto nazionale stimato in 4,6 miliardi di euro". La Lombardia, sottolinea la nota, è inoltre la regione maggiormente penalizzata, con un aggravio di circa 870 milioni di euro.

 

"Una situazione - spiega Confartigianato - che interessa direttamente anche la provincia di Sondrio, dove l’artigianato rappresenta una componente fondamentale dell’economia".

 

E poi alcuni numeri. "Le simulazioni elaborate da Cenpi su alcune tipologie di imprese artigiane lombarde evidenziano rincari particolarmente pesanti, che possono interessare anche le attività valtellinesi e valchiavennasche. Per una piccola impresa del legno-arredo, con consumi annui di 60 mila kWh, la bolletta elettrica di ottobre aumenta del 51,2% rispetto al 2025, con un maggior costo annuo stimato in circa 3.800 euro. Un’impresa meccanica registra un incremento del 51,5%, con oltre 5 mila euro di aggravio annuo, mentre per le attività di trattamento dei metalli l’aumento raggiunge il 53,7%, con oltre 40 mila euro di maggiori costi annuali. Sul fronte del gas, i rincari arrivano al 70,6% per le lavorazioni dei metalli e al 46,6% per quelle delle carni".

 

Ad entrare nel merito della situazione è Gianni Gritti, presidente di Confartigianato imprese Sondrio, che sottolinea come i dati più recenti della Camera di Commercio dicano che l’artigianato provinciale è vivo e continua a crescere, con oltre 4 mila imprese attive "che rappresentano quasi un terzo del nostro sistema imprenditoriale".

 

E poi l'affondo: "Non possiamo permettere che nuovi e pesanti rincari energetici finiscano per frenare questa vitalità. Molte aziende lavorano con margini contenuti e commesse già definite, senza la possibilità di trasferire gli aumenti sui prezzi finali. Significa sottrarre risorse agli investimenti, all’innovazione e all’occupazione".

 

Per Confartigianato, viene ribadito. il problema assume "una rilevanza ancora maggiore in un territorio montano come quello valtellinese e valchiavennasco", dove ai rincari energetici si sommano maggiori costi logistici e difficoltà infrastrutturali, con il rischio di ampliare ulteriormente lo svantaggio competitivo delle imprese locali.

 

Accanto alla necessità di interventi strutturali per contenere il costo dell’energia, Confartigianato richiama l’importanza degli investimenti in efficienza energetica, autoproduzione e fonti rinnovabili. In questa direzione, spiega Coffartigianato, si inserisce anche l’impegno dell’Associazione nella promozione delle Comunità Energetiche Rinnovabili, attraverso l’esperienza di So.Cer, per favorire modelli di produzione e condivisione dell’energia a beneficio delle imprese e del territorio.

 

"L’efficienza energetica e l’autoproduzione sono scelte sempre più strategiche – conclude Gritti – ma le piccole imprese devono essere messe nelle condizioni di affrontare questi investimenti. Servono strumenti accessibili, incentivi stabili e una politica energetica che garantisca maggiore competitività alle nostre aziende".

 

Qualche segnale incoraggiante, chiosa la nota, arriva però dai mercati, "con le quotazioni per il 2027 recentemente scese del 4% per l’elettricità e del 5% per il gas. Prospettive che non cancellano tuttavia le difficoltà immediate delle imprese né la necessità di affrontare strutturalmente il problema del costo dell’energia".

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