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Bolzano
06 novembre | 13:00

Elicotteri che sorvolano le Dolomiti, il WWF dichiara guerra ai voli turistici: "Devono essere contati e regolamentati. I divieti esistono ma nessuno li applica"

"Sulla carta esiste già, e invita contemporaneamente ad osservare attentamente l’intero preoccupante quadro che abbiamo di fronte"

Elicotteri che sorvolano le Dolomiti, il WWF dichiara guerra ai voli turistici: Devono essere contati e regolamentati

BOLZANO. Non accenna a placarsi il dibattito intorno ai voli turistici in elicottero che permettono di raggiungere o sorvolare le Dolomiti.

 

Alberghi che costruiscono piazzole apposta per l'atterraggio, agenzie viaggi che offrono pacchetti di volo, possibilità di spostarsi a bordo di elicotteri per raggiungere le malghe.

 

Insomma una situazione che, forse, è un po' sfuggita di mano.

 

Se ne è accorta, ad esempio, la Civica di Castelrotto che ha portato in consiglio comunale una mozione per limitare “gli elicotteri che fanno la spola con i turisti”. L’iniziativa è il risultato di una petizione che ha già superato le 3 mila firme.

 

Se ne sono ovviamente accorte le associazioni che lottano per la difesa dell'ambiente e tra tutte WWF, che punta il dito contro la Provincia di Bolzano.
 

“Hanno chiaramente ammesso di non sapere quanti voli passino sopra i parchi. Il territorio alpino è quindi sottoposto a pressioni che sono in continua crescita e si rafforzano a vicenda – scrive il WWF.

“Come WWF Trentino Alto Adige – Südtirol ODV chiediamo che i voli siano contati e che il loro numero sia regolamentato, in modo da rendere verificabile un divieto che sulla carta esiste già, e invita contemporaneamente ad osservare attentamente l’intero preoccupante quadro che abbiamo di fronte”.

 

Perché come sottolineato dal WWF, ogni singolo intervento se preso da solo, può sembrare marginale, ma la somma di tutti gli interventi sta mettendo in ginocchio la natura tutta.
 

“Una strada forestale in più. Un bosco golenale centenario abbattuto in una mattina a Bressanone per far posto a capannoni e parcheggi. Qualche migliaio di visitatori in più nello stesso fine settimana. Il belvedere sul Lago di Garda, sul Monte Creino, spianato per installare file di sedute davanti a un panorama che non aveva certo bisogno di bizzarre cornici. Metti tutto insieme e il disastro è servito” sottolinea WWF.
 

“Le strade forestali e le piste di servizio aprono l’accesso a zone finora tranquille, frammentano gli habitat e portano traffico e disturbo dove la fauna trovava rifugio. Nel fondovalle i terreni agricoli continuano a lasciare spazio a capannoni, aree commerciali e nuove urbanizzazioni: un suolo che, una volta consumato, non torna più agricolo né naturale, come documentano ogni anno i rapporti ISPRA sul consumo di suolo. Lungo fiumi e torrenti cadono gli ultimi boschi ripariali, che ospitano una grande varietà di specie, filtrano le acque, collegano tra loro gli ambienti e aiutano a contenere le piene. Il bosco dell’Isarco a Bressanone, abbattuto a marzo nonostante anni di proteste e un giudizio paesaggistico negativo, è l’esempio più recente”, scrive ancora il WWF.
 

Tutto questo, senza prendere in considerazione le grandi opere e i numerosi cantieri realizzati per le Olimpiadi invernali Milano Cortina 2026: gli impianti di Predazzo e Tesero in Val di Fiemme, lo stadio del biathlon di Anterselva. E poi ancora la circonvallazione ferroviaria di Trento, legata al corridoio del Brennero, il progetto, tuttora discusso, del prolungamento a nord dell’autostrada Valdastico i nuovi collegamenti sciistici e bacini in quota per l’innevamento artificiale.

 

La lista è lunga. Opere diverse, con finalità diverse, ma che pesano tutte sullo stesso territorio.
 

“In quota, l’iperturismo concentra in pochi luoghi e in poche settimane flussi che sentieri, laghi, prati e fauna non riescono ad assorbire, mentre il sorvolo a scopo turistico porta rumore e disturbo anche dove a piedi non arriva nessuno – prosegue il WWF, che ritiene che queste pressioni vadano assolutamente regolate con norme chiare.

 

“E' ovvio che poi bisognerà vigilare sui divieti – aggiunge la nota - Non è una questione di sfiducia verso le persone, ma un dato di fatto e di esperienza: un divieto che nessuno controlla prima o poi viene disatteso, anche nelle comunità più attente e rispettose. Il caso degli elicotteri lo dimostra: il divieto di sorvolo a bassa quota dei parchi è in vigore da quasi trent’anni, ma pare che nessuno sia in grado di effettuarne un’applicazione affidabile, e pur nell’evidenza delle violazioni nell’ultimo anno non ci risulta sia stata comminata alcuna sanzione. La tutela della natura muore nel silenzio e nella disattenzione: per questo servono dati, monitoraggio e sanzioni applicate davvero”.

 

“L’offerta genera nuova domanda, e ciò che oggi viene costruito per rispondere alla pressione domani è già saturo e chiede altro spazio - conclude il WWF -. L’essere vissuta sempre e comunque da chiunque, a tutti i costi, semplicemente non è nella natura della montagna, le cui genti e specie vivono anche grazie all’accettazione dei suoi limiti: limiti che la Regione Trentino Alto Adige dimostra sempre più alacremente di non saper identificare, conoscere, rispettare, nonostante decenni di storia di convivenza con le bellezze e le particolarità alpine"

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