"In malga con l'elicottero, mangiano e vanno via. E' un circo". Sulle montagne dell'Alto Adige, tra hotel con piazzola d'atterraggio e limitazioni alle auto per i luoghi iconici
La denuncia del presidente del Cai Alto Adige Carlo Alberto Zanella: "Anche chi fa i lanci con la tuta alare si fa portare in quota dall'elicottero. E' un insulto alle nostre montagne"

BOLZANO. “Arrivate in elicottero? Disponiamo anche di una pista di atterraggio a vostra disposizione. Ecco le coordinate”.
Siamo a New York? Siamo a Los Angeles? No, siamo in un Hotel in Val Passiria, in provincia di Bolzano.

Tremila e seicento anime, cuore di una delle valli più visitate dell'Alto Adige, è diventato, negli ultimi anni, una delle mete più richieste dai turisti di tutto il mondo. In inverno si scia, in estate si fanno escursioni e si ammirano i paesaggi. Si mangia, si beve, si instagrammano gli incredibili paesaggi delle montagne. C'è chi arriva con il pullman chi con l'auto e chi, a quanto pare, con l'elicottero.
E quest'ultimo mezzo, soprattutto nell'ultimo periodo, è tra i più scelti dai ricchissimi frequentatori delle valli, come conferma anche il presidente del Cai Carlo Alberto Zanella. “Sta diventando una moda anche quello – commenta con una giusta punta di rabbia e delusione – non bastava il sushi a tremila metri, adesso per mangiarlo ci vanno anche in elicottero”.
“Ricevo decine di segnalazioni quotidiane – ci racconta – non solo per quanto riguarda gli alberghi che offrono il servizio, come quello in Val Passiria, ma anche e soprattutto dalle malghe. C'è chi arriva, mangia in malga e va via. In elicottero. Per fortuna in molti rifugi non si può fare, perché come sappiamo a una certa quota non possono volare. Ma sono ovunque: sul Seceda, sul Pordoi, in Badia, a San Cassiano. Arrivano con l'elicottero, soggiornano o semplicemente fanno un pranzo, e poi ripartono. Com'è accaduto quest'inverno con il soggetto che si faceva portare direttamente sulla pista da sci”.
“E' diventato un circo. Un circo che distruggerà la nostra montagna – prosegue Zanella - Come se non fosse già abbastanza quello che accade in giro tra overtourism, tornelli e divieti”.
Ed in effetti la provincia di Bolzano è scesa in campo con diverse misure proprio per combattere il turismo mordi e fuggi, quello che crea code interminabili, che inquina le valli. Ed è un contrasto che stride parecchio, se si pensa alla marea di paletti calati sul traffico via terra: dai contingentamenti al Lago di Braies e all'Alpe di Siusi alle navette obbligatorie per le Tre Cime, fino al fresco altolà della Provincia ai raduni di auto d'epoca sopra i 1.600 metri. Una stretta rigorosa per ridurre emissioni e rumore tra i passi, che pare però fermarsi di fronte alle eliche di chi decide di sorvolare le code e atterrare direttamente al ristorante. Con tutto quello che comporta.
“E poi però si può arrivare ovunque in elicottero. Anche chi fa i lanci con la tuta alare arriva in quota in elicottero. Se ti lanci con la tuta alare, vai su a piedi, non ti fai portare con l'elicottero. Anche perché, piccolo dettaglio non da trascurare, l'aria sposatata dal volo dell'elicottero fa cadere i sassi e li fa cadere in testa a chi si arrampica e si trova poco sotto il punto di atterraggio o di scarico”.
“Io vorrei che le persone capissero bene la portata di una cosa simile. Viaggiare in elicottero per raggiungere le Dolomiti è un insulto a tutto ciò che le Dolomiti stesse rappresentano. Che la Provincia faccia qualcosa contro questo e che lo faccia seriamente. Tanto più che esistono già divieti in alcune zone. Perché non viene rispettato? Non vale per gli elicotteri? O non vale per chi può spendere per arrivare in valle con l'elicottero?”. “Per fortuna – conclude Zanella – il presidente altoatesino Arno Kompatscher ha compreso il problema e proprio di recente ha accennato al fatto che devono essere introdotti divieti anche per gli elicotteri. Confido che arrivino, e che arrivino in fretta”.


















