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Bolzano
10 luglio | 19:59

Dolomiti, laghi, scorci meravigliosi e perfette location per le nozze: tutti vogliono sposarsi in Alto Adige e i Comuni sono costretti a limitare il numero dei matrimoni

C'è chi limita i matrimoni dei non residenti, chi li impedisce, chi applica tariffe raddoppiate

Immagine generata con l'Intelligenza Artificiale
Immagine generata con l'Intelligenza Artificiale

BOLZANO. L'Alto Adige, meravigliosa terra dagli innumerevoli e unici scorci, è divenuta, nel corso degli ultimi anni, una delle mete preferite per il turismo mordi e fuggi. Non che sia una novità: di overtourism, di code e di tornelli se ne parla quasi quotidianamente. Si arriva, si vede il più possibile nel minor tempo possibile, si fotografa tutto ciò che si può e si riparte per la destinazione successiva.

 

Ma perché limitarsi solo a un foto? Perché non sposarsi vista Sciliar? Perché non dire si in Val di Funes, all'Alpe di Siusi o al lago di Braies?

 

Ed ecco che il turismo matrimoniale, detto anche Destination Wedding, diventa un fenomeno che va oltre il turismo da selfie. Sono sempre di più, infatti, gli stranieri che scelgono la provincia di Bolzano per dire “si”, o, a volte, solo per realizzare il servizio fotografico di nozze.

 

A fare la parte del leone sono i cittadini tedeschi, che hanno il primato assoluto per ragioni di vicinanza culturale e geografica. Seguono percentuali consistenti di sposi da Stati Uniti, Austria e Australia.

 

Basta una brevissima ricerca su Google per scoprire che sono decine i siti specializzati o che forniscono informazioni importanti su come sposarsi in Alto Adige. “Vuoi realizzare il tuo sogno di bambina – si legge in alcuni siti – fallo in Alto Adige!”. 

 

E allora ecco, tutti pronti non solo a convolare a nozze ma, che è ben più importante, a realizzare il servizio fotografico con vista sul lago di Braies o nei nei più bei siti che offrono le dolomiti. Sui siti specializzati vengono offerti interi pacchetti, con tanto di mappa dell'alto Adige con indicati i punti “più romantici” per dire si, le chiese e chiesette più gettonate e le zone migliori per un viaggio di nozze a prova di feed.

 

“E' possibile sposarsi in un luogo e fare lo shooting in un altro?”, chiedono gli sposi.

“Tutto è possibile”, rispondono wedding planner di tutto il mondo. Ed è vero, possibile è possibile. Che poi magari tra una location e l'altra ci siano di mezzo 120 kilometri poco importante. In fondo è “il giorno più importante della nostra vita”.

 

Sono anche le coppie italiane non residenti a scegliere la provincia di Bolzano: provengono principalmente dalle grandi aree urbane di Lombardia, Veneto e Lazio. Oltre il 75,8% di queste coppie sceglie il rito civile, celebrato in municipi storici, castelli o rifugi d'alta quota autorizzati. Costa eh, perché costa, e in alcuni casi veramente parecchio.  Ma se si hanno le disponibilità economiche, perché no.

 

Ed è a questo punto che i comuni altoatesini hanno iniziato a storcere il naso. O quantomeno a cercare di limitare un fenomeno che impatta fortemente sui territori. Molti piccoli comuni montani registrano nei propri registri di Stato Civile più matrimoni di non residenti (sia italiani che stranieri) rispetto a quelli della popolazione locale.

 

E così, a causa dell'alto numero di richieste, diversi Comuni hanno introdotto regole specifiche. Fiè allo Sciliar ad esempio ha inserito un limite massimo di 15 matrimoni stranieri all'anno. “La scelta degli sposi – spiega il Comune – è legata a Castel Presule, che viene scelto come luogo per la cerimonia e alla sua vicinanza con una vista panoramica sulle Dolomiti che è molto gettonata. Molte persone decidono di sposarsi qui. I matrimoni erano decine all'anno, ma abbiamo dovuto limitarli a 15, proprio per questioni organizzative”.

Appiano ha invece deciso di raddoppiare le tariffe applicate ai non residenti, Nalles consente l'accesso al rito civile per le coppie straniere solo il giovedì pomeriggio mentre Caldaro garantisce la precedenza ai residenti nelle giornate più richieste (in particolare il sabato), concedendo deroghe solo in casi specifici. E' il comune di Lana ad aver adottato la linea più restrittiva, celebrando esclusivamente i matrimoni dei residenti.

 

Il fenomeno genera importanti ricadute economiche positive per i settori dell'ospitalità, della ristorazione e dei servizi legati agli eventi. Ma, come il turismo in generale, può avere ricadute negative per le popolazioni residenti. E così intervengono le singole amministrazioni locali perché si, l'Alto Adige è molto bello, ma chi vive in provincia non deve pagare il dazio dell'instagrammabile.

 

Prima gli altoatesini, insomma.

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