Elicottero parcheggiato sul prato in quota nelle Dolomiti, si accende la polemica: "C'è chi arriva a piedi, chi in funivia e chi atterra direttamente davanti al ristorante"
A segnalare l'accaduto è la consigliera provinciale altoatesina dei verdi Brigitte Foppa

BOLZANO. Le Dolomiti Patrimonio dell’Umanità si stanno trasformando in un parco giochi per elicotteri. Nonostante le tutele dell'UNESCO, i voli turistici sulle vette più fragili delle Alpi sono diventati un fenomeno strutturale che ignora il diritto al silenzio e la salvaguardia della fauna.
L'ultimo episodio che ha scatenato la bufera sui social è stato segnalato dalla consigliera provinciale dei Verdi, Brigitte Foppa, che ha pubblicato la foto di un elicottero parcheggiato davanti a un ristorante in quota, nella zona di San Genesio.
"C’è chi sale a piedi, chi con la funivia, chi paga il parcheggio e poi c’è chi atterra direttamente davanti al ristorante", ha scritto la consigliera, sottolineando come l'immagine rappresenti un turismo che ha perso ogni misura e rispetto per la montagna.
Di fronte ai numerosi commenti che la accusavano di essere solo invidiosa, Foppa ha replicato con fermezza: "Trovo che quello dell'invidia sia un aspetto del tutto inaspettato e interessante, che viene sollevato qui molto spesso. Posso dirvi che tutti gli escursionisti presenti hanno osservato la scena e nessuno era invidioso. Tutti erano molto soddisfatti della loro escursione. Hanno scosso la testa sul fatto che tutto questo sia possibile. Ma era molto chiaro che nessuno avrebbe preferito venire con l'elicottero piuttosto che a piedi".
In molti nei commenti, continuano in ogni a caso a sostenere che le polemiche siano inutili. Anzi, numerosi utenti vedono “nell'elicottero elettrico” il futuro della montagna.
“Tra dieci anni – si legge – di mezzi come quelli ce ne saranno a decine sullo stesso prato”.
Il caso sollevato dalla consigliera si inserisce in un contesto di forte protesta contro l'eliturismo, un fenomeno che, anche quest'inverno, si è manifestato in tutta la sua brutalità. Partendo da chi andava sulle piste da sci in elicottero per risparmiare tempo, al trasporto di neve per le olimpiadi.
Mentre aziende come Heliunion pubblicizzano tour personalizzati attorno ai luoghi simbolo dei monti pallidi, la cultura della responsabilità e del limite sembra essere stata cancellata. La richiesta che arriva dal territorio è unanime: un immediato cambio di rotta che restituisca dignità e silenzio a un patrimonio naturale che non può essere ridotto a una pista d'atterraggio.












