"Il mio amato nonno è morto due volte: l'insensato abbattimento di Casa Nave e la mediocrità moderna hanno ucciso l'eredità e la memoria dell'architetto Gian Leo Salvotti"
La testimonianza di Scipio Salvotti De Bindis Cesarini Sforza, giovane nipote dell'architetto scomparso lo scorso dicembre: "Abbattimento di Casa Nave, notizia dolorosa. Il nostro territorio, da decenni, subisce sventramenti che vengono definiti 'progresso', ma che spesso sono semplici distruzioni. Non è vero progresso quello che distrugge ciò che ha valore, anche culturale e ambientale, per sole finalità economiche. È, piuttosto, un omicidio della grande bellezza, compiuto in pubblica piazza"

TRENTO. "In questi giorni abbiamo appreso una notizia dolorosa: la Casa Nave, una delle opere più iconiche progettate nel 1975 da mio amato nonno, l’architetto Giovanni Leo Salvotti de Bindis, è stata abbattuta. Quell’edificio non era soltanto un’abitazione, ma un simbolo del percorso intellettuale che mio nonno, figura di spicco dell’architettura italiana del secondo Novecento, ha lasciato: il segno di una Trento non come città di montagna, ma come ultima spiaggia del Mediterraneo, come la definiva Goethe".
Sono parole cariche di delusione, dolore ma anche profonde e propositive, quelle che sceglie di usare Scipio Salvotti De Bindis Cesarini Sforza, giovane nipote dell'architetto scomparso lo scorso dicembre e che ha contribuito ad oltre mezzo secolo di trasformazioni urbane, culturali e sociali del capoluogo trentino. Non ultima, appunto, Casa Nave, conosciuta anche come "l'Arca", costruita nel 1975 a Meano e recentemente demolita dopo anni segnati da polemiche e tentativi di salvarla da parte della sovrintendenza ai beni culturali. Al suo posto invece sorgerà un condominio.
"Quell’opera, pur criticata per presunte criticità estetiche e funzionali - spiega Scipio Salvotti in una lunga lettera che ha inviato alla redazione de il Dolomiti -, manteneva un’inconfondibile unicità. Il Fai l’ha definita 'probabilmente l’unico esempio di architettura civile navale modernista in Italia'. La sua originalità non risiede soltanto nella forma di nave, ma nel complesso uso delle geometrie e della luce, tipico del linguaggio salvottiano, che trasformava gli interni in veri e propri 'pensatoi'. Questo gioco di luce, spesso frainteso come semplice mancanza di illuminazione, era invece parte integrante di un preciso concetto spaziale. Le critiche alla scarsa praticità, spesso rivolte alle opere di Salvotti, appaiono infondate. Lo stesso architetto ha più volte sottolineato che molte trasformazioni degli interni sarebbero state il risultato di interventi successivi degli appaltatori, guidati da logiche economiche".
"L’idea stessa di 'mancanza di praticità' applicata all’arte è priva di senso - prosegue il nipote dell'architetto -. Molte forme della cultura e dell’arte non rispondono a criteri funzionali contemporanei, ma sono essenziali nella costituzione della bellezza. Basti pensare agli edifici religiosi o antichi, come le chiese, monumentali e poco funzionali, ma riconosciuti come patrimonio dell’umanità e simbolo del genio umano. Nessuno si sognerebbe di abbatterli o ridurne il valore in nome della praticità. Ciò che è accaduto è un fatto profondamente anticulturale. La perdita più grave non è l’opera in sé, bensì il simbolo: la nave incastonata nella collina di Trento, che ricordava ciò che siamo davvero. Non una città di montagna, ma, l’ultima spiaggia del Mediterraneo. Una consapevolezza che continuiamo a rimuovere, vivendo come se fossimo in un paesino di montagna alla Heidi e non di certo nella città del concilio".
"Proprio in questi giorni - riprende Scipio - ho compiuto 20 anni e mi sono trovato, subito dopo questo passaggio personale, davanti a una perdita che avrei voluto evitare. Questa perdita non riguarda solo la mia famiglia, ma la comunità intera. Con l’abbattimento dell’Arca non è stato distrutto soltanto un edificio: è stato cancellato un pezzo dell’identità di Trento e della memoria di mio nonno. che con questo gesto mi è stato tolto un’altra volta. Non è solo una questione personale, ma il segno di un rapporto malato con l’identità e ciò che ci precede. Un segno di come la mediocrità e la pecunia prevalgano sulla bellezza. Un paradosso, se pensiamo ai principi rinascimentali che oggi celebriamo, ma che allora producevano opere che se realizzate oggi definiremmo 'inutili', dilapidando le loro finanze. Confido che non sia un precedente, poiché già un altro edificio fuori Trento progettato da lui era stato abbattuto pochi anni fa, senza comunicazione pubblica. Il nostro territorio, da decenni, subisce sventramenti che vengono definiti 'progresso', ma che spesso sono semplici distruzioni. Non è vero progresso quello che distrugge ciò che ha valore, anche culturale e ambientale, per sole finalità economiche. È, piuttosto, un omicidio della grande bellezza, compiuto in pubblica piazza".
"Viviamo in una società che spesso sacrifica la memoria, lo stile, l’identità e la bellezza in nome di un'apparente utilità. Io sono ancora giovane, ma confido che questo sistema destinato alla sola logica del denaro sia destinato a morire. Ma ciò che deve essere salvaguardato è soprattutto il pensiero di Salvotti: un pensiero costruito in decenni di studio, complesso e antisistema, che la sua epoca non ha pienamente compreso. Un pensiero che merita di essere tramandato, perché egli, prima ancora che architetto, era un filosofo. Confido che l’opera di mio nonno e di tutti gli illuminanti che hanno cercato di salvare la bellezza sarà preservata nel tempo. In caso contrario, non riusciremo mai a colmare la perdita e quando ce ne accorgeremo, sarà troppo tardi".
"Desidero concludere rivolgendomi a tutti i suoi critici con una sua frase, pronunciata nel 2021 in occasione di una mostra a lui dedicata: 'Voi che dite che la gloria non esiste più, perché ormai il mondo è cambiato, perché tutto è diventato tecnica, non è vero niente: voi state sbagliando, perché voi state lavorando per un tipo di società e di situazione che nega la bellezza, nega la verità; è praticamente una menzogna'".












