Tutto per un selfie con i cervi: zone prese d'assalto dagli escursionisti e dai fotografi dilettanti. La Lipu: "Situazioni gravissime. Chiediamo un intervento delle autorità"
Troppi comportamenti irresponsabili in un periodo delicato per la fauna selvatica: la riproduzione dei cervi. A lanciare l’allarme sono le Delegazioni Lipu che in queste ore hanno inoltrato una segnalazione formale e una richiesta di intervento urgente alle autorità preposte alla tutela del territorio

BELLUNO. Zone prese d'assalto dagli escursionisti, fotografi dilettanti e proprietari di cani che, con comportamenti irresponsabili, compromettono in modo gravissimo il periodo più delicato per la fauna selvatica: la riproduzione dei cervi.
Nelle ultime settimane non sono mancati i casi di cervi, nel Parco nazionale Abruzzo Lazio e Molise, che hanno incornato due fotografi che si sono avvicinati agli animali per scattare dei selfie (Qui articolo). Ma il problema è diffuso e ci si sposta nel Bellunese.
A lanciare l’allarme sono le Delegazioni Lipu (Lega italiana protezione uccelli) di Treviso e di Belluno, che in queste ore hanno inoltrato una segnalazione formale e una richiesta di intervento urgente alle autorità preposte alla tutela del territorio.
Negli ultimi giorni, l’associazione ha ricevuto numerose segnalazioni relative a visitatori che, ignorando le regole basilari di convivenza con la natura, si spingono troppo vicino agli animali. Le situazioni più critiche riguardano gruppi di escursionisti e fotografi, in particolare nella Piana del Cansiglio e in val Cornesega, che si appostano a distanza ravvicinata per immortalare il bramito del cervo (Cervus elaphus), intralciando i rituali di accoppiamento e rischiando di compromettere il buon esito della riproduzione dell’intera popolazione locale.
A questo si aggiunge, prosegue la Lipu, la preoccupante e diffusa abitudine di lasciare i cani liberi e senza guinzaglio: Gli animali domestici, entrando incustoditi nel bosco, rappresentano una fonte di forte stress per la fauna selvatica e corrono a loro volta seri pericoli".
La Lipu sottolinea come l’impatto di questi comportamenti "non si limiti ai danni biologici e di conservazione della specie. Esiste un grave e concreto pericolo per l’incolumità delle persone stesse: avvicinare in modo imprudente i cervi maschi espone i turisti a reazioni imprevedibili e potenzialmente violente da parte degli animali. Inoltre, animali spaventati o in fuga aumentano drasticamente il rischio di incidenti stradali con i veicoli in transito nella zona".
La lettera formale di segnalazione è stata inviata al Reparto carabinieri biodiversità di Vittorio Veneto, al Nucleo carabinieri tutela biodiversità di Cansiglio, alla polizia provinciale di Treviso, a Veneto Agricoltura e alla Direzione turismo della Regione Veneto.
"Come ambientalisti siamo fermamente convinti che le persone abbiano il pieno diritto di usufruire e godere della natura e dei meravigliosi benefici ricreativi che offre il Cansiglio. Tuttavia, questo diritto non può prescindere dalla necessità di mantenere comportamenti consoni, non invasivi e di profondo rispetto nei confronti della fauna e dell’ambiente. Per questo chiediamo un intervento tempestivo delle autorità per ripristinare le condizioni di sicurezza e di tutela", il commento di Enrico Pavan e Niccolò Sovilla, rispettivamente Delegati Lipu per Treviso e Belluno.


















