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FVG
26 agosto | 18:54

Bracconaggio contro le marmotte? Il Partito Animalista: “Stanno scomparendo. Abbiamo fatto segnalazione”. Ma il rifugio smentisce: “Ci sono come sempre, non ci risulta”

La sezione del Pai del Friuli-Venezia Giulia ha espresso una segnalazione al Corpo forestale e alla Procura di Udine, chiedendo accertamenti e monitoraggio 

Bracconaggio contro le marmotte?

CHIUSAFORTE (UDINE). Marmotte sempre più rare sull'altopiano del Montasio e nella zona del rifugio Brazzà, a causa di una “sistematica attività di bracconaggio”, denunciata dalla sezione regionale del Partito Animalista Italiano (Pai).

 

Secondo il gruppo il numero di esemplari sarebbe visibilmente crollato anche rispetto a solamente un anno fa, ma la gestione del rifugio, raggiunta da Il Dolomiti, smentisce, dichiarandosi sorpresa dal fatto.

 

E' il caso che in queste ore sta facendo molto discutere e in effetti il quadro prefigurato dagli animalisti immortala una situazione che, se confermata, si rivelerebbe estremamente grave, e richiederebbe urgenti provvedimenti da parte delle autorità. 

 

“Salviamo le marmotte uccise per la pelliccia – esordisce in una nota Irene Giurovich, giornalista e portavoce regionale del Pai -. A destare particolare preoccupazione è il crollo della popolazione di questi animali che secondo le testimonianze confidenziali sarebbe drasticamente diminuita rispetto all'anno scorso. Un dato che, se confermato sul campo, fotograferebbe l'ennesimo caso di fauna selvatica lasciata senza tutela reale nei territori delle nostre montagne”.

 

Ad aggravare ulteriormente la situazione sarebbe un clima di forte tensione che, secondo l'associazione animalista, aleggia tra i residenti di quelle zone montane, consapevoli, stando a quanto appreso, del diffuso fenomeno di bracconaggio nonché di “elementi utili a individuare i responsabili”, ma riluttanti tuttavia ad esporsi temendo ripercussioni.

 

Abbiamo inoltrato una segnalazione formale alla Stazione Forestale di Tarvisio – prosegue la giornalista e attivista -, e per conoscenza alla Procura della Repubblica di Udine, chiedendo interventi tempestivi: monitoraggio della popolazione di marmotte, sopralluoghi mirati e pattugliamenti costanti nell’area, oltre alla massima garanzia di riservatezza per chiunque fornisca informazioni, anche perché, da quanto appreso, spesso è capitato che nel tempo intercorso fra la telefonata di allerta e l’arrivo della pattuglia i bracconieri si dileguassero”.

 

Contestualmente dal rifugio Giacomo Di Brazzà, che secondo la nota sarebbe parte dell'area in cui si sta verificando l'importante decremento della popolazione di marmotte, Valentina Cecon, che gestisce la struttura, ha espresso a Il Dolomiti un punto di vista diametralmente contrapposto. “Di questa situazione sinceramente non ne ho mai sentito parlare – dichiara la gestrice -, e mi giunge completamente nuova. Io le marmotte da queste parti le ho viste quest'anno così come gli anni scorsi, non è un problema di cui abbiamo contezza, né che ci abbiano mai segnalato gli escursionisti”.

 

La situazione resta dunque da accertare. Ciò che rimane auspicabile è una maggiore presenza e capacità di ascolto delle istituzioni nei confronti di un territorio montano come l'altopiano del Montasio, che necessita, una volta di più, di attenzione, vicinanza e tutela.

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