Contenuto sponsorizzato
| 04 luglio | 20:45

In Austria nel 2026 ogni 8 giorni viene abbattuto un lupo e le associazioni ne hanno abbastanza: "Gestione 'sparatutto' per fini politici. Emblematico il caso di Mirco"

A metà 2026 già superato il numero degli abbattimenti autorizzati dello scorso anno (23 a 22). Romito (Io Non Ho Paura del Lupo): "Non si vede applicazione di parametri scientifici ma solo un approccio poco strutturato: in questi giorni ci stiamo confrontando con tante realtà e associazioni internazionali e nei prossimi giorni daremo un forte segnale”

TRENTO. "Al di là dei casi specifici, una cosa è certa. I parametri legislativi utilizzati in Austria per l’individuazione di lupi problematici e i successivi abbattimenti ci sembrano a dir poco fragili e discutibili. Talmente paradossali che una domanda sorge spontanea: l’Austria si sta comportando in infrazione rispetto alle normative europee?”.

 

Va dritto al punto Francesco Romito, vicepresidente e responsabile comunicazione dell’associazione Io Non Ho Paura del Lupo, nel commentare quanto avvenuto in territorio austriaco nelle ultime settimane e negli ultimi mesi.

 

“Ad oggi non sembra emergere l’applicazione di parametri tecnici e scientifici particolarmente solidi – spiega Romito a il Dolomiti – e questo rischia di lasciare spazio a un approccio gestionale poco strutturato, che appare spesso influenzato più dal clima di tensione sul lupo che da una pianificazione fondata su criteri oggettivi. Ciò che preoccupa maggiormente è un approccio focalizzato quasi esclusivamente sulla rimozione degli individui. Una criticità che emerge soprattutto nelle modalità con cui alcuni esemplari vengono classificati come ‘problematici’ o confidenti, senza che vi siano sempre elementi sufficientemente chiari e verificabili, arrivando così ad abbattimenti che rischiano di colpire individui semplicemente presenti nell’area, senza la certezza che si tratti effettivamente dell’animale oggetto delle segnalazioni”.

 

“Siamo di fronte a una deriva pericolosa che potrebbe interessare anche altri Paesi – aggiunge l’esperto -, una gestione ‘sparatutto’ che se dovesse essere utilizzata come esempio creerebbe un precedente molto pericoloso. Ecco perché in questi giorni ci stiamo confrontando con tante realtà e associazioni internazionali e nei prossimi giorni daremo un forte segnale”.

 

SISTEMA AUSTRIACO.

 

In effetti la temperatura sul fronte della gestione dei grandi carnivori al di là del Brennero si sta alzando: con la fine di giugno abbiamo superato il giro di boa del 2026, e in Austria sono già stati abbattuti più lupi che nell’intero anno precedente (23 animali uccisi contro i 22 del 2025).

 

“In media, quest’anno è stato abbattuto un lupo ogni otto giorni. Si tratta di un approccio assolutamente eccessivo nei confronti di una specie protetta la cui popolazione in Austria rimane esigua e fragile”, ha spiegato ad alcuni media Christian Pichler, del Wwf austriaco.

 

Anche per l’associazione ambientalista, la pratica di abbattimento messa in azione dal Paese è in contrasto con i rigidi requisiti della legge europea sulla protezione delle specie. A complicare il quadro, la diversità di legislazioni regionali all’interno del Paese: oltre il 90% degli abbattimenti di lupi ufficialmente autorizzati nella prima metà del 2026 si sono verificati in Carinzia (12) e Tirolo (9).

 

IL LUPO MIRCO.

 

Ad alzare ulteriormente il livello dello scontro c’è anche, e non potrebbe essere altrimenti, il dibattito intorno all'abbattimento del lupo 'Mirco' in territorio austriaco.

 

L'animale, che indossava un radiocollare ed era utilizzato all'interno di un progetto di ricerca sostenuto dal Parco Nazionale delle Dolomiti Bellunesi, dall'Università di Sassari e dalla Provincia di Belluno, è stato infatti ucciso dai cacciatori lo scorso 21 giugno: un episodio che ha aperto una serie di questioni ancora irrisolte.

 

Dopo l'intervista de il Dolomiti al professor Marco Apollonio (qui l'articolo), che ha fatto rapidamente il giro del web, in Austria ora il Wwf è tornato all'attacco con chiare richieste di trasparenza indirizzate al governo tirolese.

 

Come raccontato da Apollonio, anche l'associazione ambientalista ha verificato l'analisi dei dati di geolocalizzazione del lupo: un'analisi che "mette in dubbio la legittimità dell'abbattimento".

 

"Il governo tirolese - prosegue il Wwf - ha giustificato la sua azione con ripetuti avvistamenti nelle immediate vicinanze di edifici residenziali, nonché con prove fotografiche e video. Tuttavia, secondo i dati di geolocalizzazione del suo radiocollare, Mirco non si trovava in Austria il giorno in cui è stato emesso l'ordine di abbattimento. Solo nei giorni successivi l'animale è passato nei dintorni di Schlitters per appena due ore nel cuore della notte, per poi allontanarsi dalle zone abitate".

 

"I dati disponibili mostrano un lupo poco appariscente, non un esemplare confidente o a rischio. Il governo regionale deve spiegare perché Mirco sia stato comunque ucciso e come sia stato escluso un caso di errore di identificazione. Non è possibile che animali selvatici protetti vengano puniti semplicemente per la loro esistenza", incalza ancora il Wwf.

 

L'organizzazione ambientalista chiede pertanto al governo statale di rendere pubblici tutti i dati, le immagini, i video e le motivazioni della decisione in questo caso: quali avvistamenti e prove hanno costituito la base dell'ordine emesso il 2 giugno, perché sono stati attribuiti a Mirco e quale ruolo hanno avuto i dati di geolocalizzazione trasmessi nella successiva uccisione?

 

LAND TIROLO.

 

Il Land Tirolo è intervenuto con una nota ufficiale sull’argomento per tentare di abbassare i toni dello scontro e respingendo categoricamente le accuse del Wwf.

 

I regolamenti per gli abbattimenti secondo l’amministrazione si basano sul comportamento e sulla posizione degli animali: “Le osservazioni scientifiche per quanto indubbiamente preziose – si legge – non sostituiscono i requisiti legali derivanti da un valido regolamento di rimozione”.

 

Insomma, le autorità tirolesi sostengono che gli avvistamenti multipli vicino alle abitazioni e alle zone residenziali, supportati da prove fotografiche e video, giustificassero l’intervento.

Contenuto sponsorizzato
Contenuto sponsorizzato
Contenuto sponsorizzato
In evidenza
Cronaca
| 05 luglio | 06:00
Comunicazioni continue sui pannelli informativi e controlli a tappeto della Polizia Stradale per disincentivare l'uso selvaggio delle piazzole [...]
Cronaca
| 04 luglio | 21:47
Il Marocco ha sconfitto il Canada e si è qualificato ai quarti di finale del Mondiale, i tifosi in piazza Dante a festeggiare
Cronaca
| 04 luglio | 21:21
L'allarme è stato lanciato nella serata di giovedì 2 luglio dai familiari. Partendo da San Giacomo di Brentonico, i soccorritori hanno battuto un [...]
Contenuto sponsorizzato
Contenuto sponsorizzato
Contenuto sponsorizzato