"Abbattimento stupido e inutile, in Tirolo sparano a lupi a caso? 'Mirco' aveva un radiocollare, era fondamentale per il nostro studio e non ha mai creato alcun problema"
Intervista al professor Marco Apollonio (Università di Sassari): "Purtroppo il lupo abbattuto in Tirolo è proprio Mirco, l’esemplare che avevamo radiocollarato nel corso di un progetto a lungo termine nel Parco nazionale delle Dolomiti Bellunesi. Un abbattimento stupido e inutile, non ho altre parole per descriverlo, che dimostra una notevole mancanza di rispetto per il lavoro che svolgiamo"

TRENTO. “Purtroppo il lupo abbattuto in Tirolo è proprio Mirco, l’esemplare che avevamo radiocollarato nel corso di un progetto a lungo termine nel Parco nazionale delle Dolomiti Bellunesi. Un abbattimento stupido e inutile, non ho altre parole per descriverlo; e che al di là di tutte le questioni successive dimostra una notevole mancanza di rispetto per il lavoro che svolgiamo. Ho passato una brutta domenica, e un brutto lunedì. Che amarezza”.
Non si dà pace, il professor Marco Apollonio, zoologo dell'Università di Sassari e uno dei massimi esperti a livello nazionale in quanto a grandi carnivori. Nella giornata di ieri, 22 giugno, è arrivata la notizia comunicata dalle autorità del Tirolo dell’abbattimento di un giovane lupo nel distretto di Schwarz. Non si trattava però di un lupo “qualsiasi”, ma di uno dei tre esemplari dotati di radiocollare satellitare e oggetto di uno studio sul comportamento dei lupi, progetto nato da un accordo tra il Parco Nazionale Dolomiti Bellunesi, il Dipartimento di Medicina veterinaria dell’Università di Sassari e l’Amministrazione provinciale di Belluno.
Il giovane lupo Mirco, catturato il 15 marzo scorso, era un maschio tra il primo e il secondo anno di età, di circa 31 chili di peso, che dall’area di Cajada una volta lasciato il branco di origine, come fanno i lupi della sua età, tra aprile e maggio è andato in “dispersione”, alla ricerca cioè di un nuovo territorio e di una compagna con cui fondare un nuovo branco, passando per l’Alto Adige e raggiungendo quindi il territorio austriaco.
“Di fatto i tirolesi hanno abbattuto il lupo sbagliato – racconta senza nascondere amarezza e disappunto il professor Apollonio a il Dolomiti -; complessivamente direi che questo episodio dimostra, una volta di più, quanto sia stupido fare abbattimenti ‘a caso’. Io non riesco davvero a trovare alcun senso in questa presunta strategia. A scanso di equivoci, spesso vengo additato come uno che assume posizioni drastiche perché ritengo che in alcune situazioni sia sacrosanto abbattere un lupo responsabile di vari attacchi o danni a persone o animali domestici, ma qui siamo agli slogan politici applicati (male) alla gestione faunistica. Non c’è alcuna parvenza di contenuto tecnico, l’unico obiettivo probabilmente è far finire sui giornali la notizia dell’abbattimento di un ennesimo lupo per captare consenso politico”.
Le autorità tirolesi in effetti avevano autorizzato l’abbattimento di un lupo, con un’ordinanza firmata ancora il 2 giugno, dopo "ripetuti avvistamenti di un esemplare nelle immediate vicinanze di abitazioni nel territorio comunale di Schlitters".
“Parlando del caso specifico – riprende Apollonio -, credo che la cosa più ridicola tra le tante della sconclusionata tesi ‘difensiva’ degli austriaci sia la scusa della presunta pericolosità di quel lupo. Il nostro lupo il 2 giugno era in provincia di Bolzano, altro che Tirolo o zone residenziali. Poi abbiamo correttamente e tempestivamente avvertito le autorità austriache dell’arrivo di ‘Mirco’ in Tirolo qualche giorno più tardi, quando è in effetti passato nella zona a monte di Schlitters intorno alle 2 del mattino per passare gli ultimi giorni in un’area montana tra i 1.900 e i 2.100 metri di quota, lontano da qualsiasi centro abitato. Ma evidentemente da quelle parti una volta che scatta la ‘caccia al lupo’, si spara a tutto quello che si muove. Un lupo viene visto nei dintorni delle case e scatta il via libera all’abbattimento di un lupo. Attenzione, non di ‘quel’ lupo, ma di un esemplare a casaccio. È veramente una storia demoralizzante, una gestione che poggia su una fantasia e una malafede sfrenata”.
Con la morte di Mirco il progetto accademico subisce un duro colpo, anche dal punto di vista economico: “Mi ripeto – incalza il professore -, ma c’è anche un discorso di rispetto del lavoro e della professionalità delle persone. Come si fa ad uccidere un lupo che non crea problemi? Per il progetto questa perdita è particolarmente dolorosa, non tanto per la componente emotiva e di affetto che pure abbiamo sviluppato nei confronti dell’esemplare in questione ma anche perché di fatto interrompe parte di un lavoro enorme e complicatissimo: la cattura e il posizionamento del radiocollare ad un lupo in sicurezza costa tempo, sforzi, denaro, ore ed ore di lavoro tra preparazioni, notti in bianco perché l’animale è attivo di notte. Una volta che il collare satellitare è piazzato il lavoro non finisce, anzi, c’è tutta l’attività legata all’elaborazione di dati e all’analisi di tanti parametri delle aree interessate dal passaggio dell’animale”.
“Studiare i lupi in dispersione è importante, fondamentale – conclude Apollonio -: evidentemente la considerazione delle autorità tirolesi nei confronti nostri e del nostro progetto è sotto lo zero, questo abbattimento è un’assurda dimostrazione di disprezzo”.












