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Trento
30 aprile | 19:34

Rapporto grandi carnivori, nel 2025 nessun orso problematico ma 3 uccisi dai bracconieri. E c'è chi rimuove i cartelli trasformandoli in souvenir

Pubblicato il "Rapporto grandi carnivori 2025" a cura del servizio faunistico della Provincia autonoma di Trento: i branchi di lupi sul territorio sono calati da 27 a 22. Preoccupano i danni alla cartellonistica: "Chi rimuove i cartelli, magari trasformandoli in souvenir, ostacola un importante processo di diffusione delle regole di sicurezza. Questi comportamenti sono sanzionati penalmente"

(foto Fabio Ghisu/Filippo Bergamaschi)
(foto Fabio Ghisu/Filippo Bergamaschi)
di Redazione

TRENTO. In Trentino e nei territori limitrofi sono presenti 118 esemplari di orso (esclusi i piccoli dell’anno; intervallo di confidenza: 99-141). Per quanto riguarda i lupi, nel 2025 sono stati censiti 12 branchi nel Trentino orientale e 10 in quello occidentale. Un totale di 22 branchi in calo rispetto ai 27 censiti nel 2024. 

 

Numeri, attività di gestione e approfondimenti scientifici. Tutto ciò che c’è da sapere su orsi, lupi e sciacalli dorati è contenuto nel “Rapporto grandi carnivori 2025”, a cura del Servizio Faunistico della Provincia: secondo il monitoraggio genetico intensivo svolto lo scorso anno,

 

La presenza dello sciacallo dorato risulta in aumento e diffusa su gran parte del territorio provinciale, con 4 nuclei riproduttivi accertati. “La parola chiave è gestione – osserva l’assessore provinciale Roberto Failoni –. Una gestione che non si limita all’osservazione, ma che si fonda su quattro pilastri: monitoraggio continuo, prevenzione, informazione e, quando necessario, interventi mirati sugli esemplari problematici”.

 

Prosegue, quindi, la distribuzione dei cassonetti anti-orso sul territorio, con l’obiettivo di ridurre il rischio che gli animali selvatici si avvicinino ai centri abitati in cerca di cibo. Allo stesso tempo, la protezione di allevamenti, apiari e strutture contribuisce a limitare i danni e a garantire maggiore serenità a chi lavora in montagna. Dove le opere di difesa – in primis le recinzioni elettrificate concesse gratuitamente dalla Provincia – sono presenti e utilizzate correttamente, i risultati sono evidenti.

 

Il Pacobace (Piano d’azione interregionale per la conservazione dell’orso bruno nelle Alpi centro-orientali) rappresenta il documento di riferimento per la gestione delle emergenze anche nella provincia di Trento (così come in Friuli Venezia Giulia, Veneto, Lombardia, Piemonte e nella Provincia autonoma di Bolzano). Su questa base, il Trentino ha individuato, formato e attrezzato il personale forestale. Per quanto riguarda i lupi che mostrano particolare confidenza con l’uomo o frequentano abitualmente aree urbanizzate, si applica un protocollo di intervento elaborato da Ispra, basato su documenti tecnici della Lcie (Large Carnivore Initiative for Europe). Tale protocollo definisce i comportamenti indesiderati e le condizioni per l’attivazione di misure di dissuasione o rimozione. La rimozione gestionale di un lupo, effettuata lo scorso autunno, si inserisce in questo contesto: un intervento circoscritto e fondato su dati oggettivi.

 

Nel 2025 non sono stati registrati comportamenti problematici da parte di esemplari di orso. “È verosimile – si legge nel rapporto – ritenere che a questo risultato abbia contribuito anche il fatto che, nel 2024, tutti e tre gli esemplari problematici individuati sono stati prontamente rimossi mediante abbattimento, in applicazione del Pacobace. Resta comunque possibile che nuovi soggetti pericolosi o responsabili di danni ripetuti si manifestino anche in futuro, indipendentemente dalle attività di prevenzione e comunicazione messe in campo”.

 

Nessun abbattimento, ma secondo il rapporto nel 2025 è stata registrata la morte di 4 esemplari di orso, tre dei quali vittime di bracconaggio come emerso dagli esiti delle indagini tossicologiche e dalle autopsie veterinarie dell’Istituto Zooprofilattico Sperimentale delle Venezie.

 

Si tratta dell'orsa adulta F32 rinvenuta morta il 15 marzo 2025 nel comune di Caldes (colpo di arma da fuoco), l'orsa adulta F104 anch'essa uccisa con un colpo di arma da fuoco (il 18 settembre), e un giovane orso identificato come M119 i cui resti sono stati rinvenuti lo scorso 25 settembre in un parco giochi di Fondo. La quarta morte è l'investimento di un cucciolo dell'orsa radiocollarata F7 in località Due Laghi (Vallelaghi). 

 

Sul fronte della comunicazione e dell’informazione, sono oggi migliaia i cartelli con le regole di comportamento da adottare nelle aree di presenza degli orsi, distribuiti capillarmente sul territorio. Tuttavia, circa il 30% di questi ha subito almeno un episodio di rimozione o manomissione, con punte di cinque interventi consecutivi nello stesso sito.

 

Chi rimuove i cartelli, magari trasformandoli in souvenir, ostacola un importante processo di diffusione delle regole di sicurezza, promosso dall’amministrazione anche attraverso spot televisivi e campagne stampa. Questi comportamenti sono sanzionati ai sensi dell’articolo 635 del Codice penale.

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