"Avvistamenti ravvicinati, ma nessun problema. Danni tra pollai e capanni da caccia", report sugli orsi nel bresciano. Come in Trentino sono stati posizionati i cartelli
Il corpo di polizia provinciale ha pubblicato la relazione attività di monitoraggio di orsi e lupi sul territorio: "Le segnalazioni hanno interessato tutta la zona montana del territorio bresciano, dall’Alto Garda alla Valle Camonica". Ecco il report

BRESCIA. Anche nel 2025 il territorio della Provincia di Brescia è stato interessato dalla presenza della specie Ursus Arctos: sono state 89 le segnalazioni pervenute durante il corso dell’anno (indici di presenza, avvistamenti, danni e così via), non tutte sono state verificate. Il corpo di polizia provinciale ha pubblicato la relazione attività di monitoraggio di orsi e lupi. E il territorio segue un po' l'esempio della Provincia di Trento. Le autorità, in accordo con la Regione Lombardia, hanno posizionato i cartelli informativi nelle aree di probabile frequentazione dei grandi carnivori mentre le analisi genetiche si avvalgono della collaborazione con la Fondazione Mach.

"Le segnalazioni hanno interessato tutta la zona montana del territorio bresciano, dall’Alto Garda alla Valle Camonica", si legge nel report firmato da Paolo Tavelli, sovrintendente della polizia provinciale di Brescia. "Suddividendo il territorio provinciale in 4 macro-aree, le segnalazioni possono essere così riassunte: Alto Garda e sinistra orografica Val Sabbia (lago d’Idro, zona a confine con la Val di Ledro), Valle del Caffaro, destra orografica Val Sabbia Valle, Val Trompia e Bassa Valle Camonica in destra orografica, Bassa e Media Valle Camonica versante orobico e Media e Alta Valle Camonica".
Per quanto riguarda la zona Alto Garda, ci sono stati alcune segnalazioni relative agli indici di presenza, avvistamenti e danni a pollai nella zona tra Tremosine -Tignale, Treviso Bresciano - Idro. C'è stata l'identificazione genetica di 1 esemplare: M110.

Anche dalla valle del Caffaro sono arrivate alcune segnalazioni e avvistamenti con riprese di alcune fototrappole. Sono stati registrati 8 eventi di danno agli animali da reddito (8 asini, 13 polli e 1 caprino), 2 agli appostamenti fissi di caccia, 1 a piante da frutto e 2 agli apiari. Sono stati identificati 5 esemplari: M74, M109, M108, M110 e M115.
Bassa e Media Valle Camonica non ci sono stati eventi dannosi, così come in Media e Alta Valle Camonica, anche se in quest'ultima area è stato geneticamente identificato M109.
Nel 2025 non sono arrivate segnalazioni di avvistamenti di femmine accompagnate da cuccioli nel territorio provinciale. Tuttavia si conferma un ampliamento dell’areale delle femmine verso la provincia di Brescia (come rilevato dalle osservazioni pubblicate sul sito istituzionale della Provincia di Trento), tanto verso la zona a sud (Valle del Caffaro Alto Garda ) quanto a nord (Passo del Tonale).
In collaborazione con il servizio foreste e fauna della Provincia di Trento è stato attivato in primavera/estate (dal 22 maggio al 19 luglio) e in estate/autunno, (dal 4 settembre al 18 ottobre) il “Monitoraggio sistematico della specie”.
Sono stati allestiti 10 "recinti cattura pelo", di cui 5 gestiti direttamente dalla polizia Provinciale , 3 gestiti da Ersaf Lombardia, 1 gestito dal Parco Adamello e 1 gestito dal Parco nazionale dello Stelvio.
"Durante le varie sessioni di controllo si sono rilevati 3 passaggi di orso che hanno permesso l’identificazione di 1 esemplare", si legge nel report. "Sono stati registrati 11 eventi dannosi attribuiti all'orso, in particolare 3 a M110 (pollai), 1 a M115 (apiari) e 1 a M74 (capanno da caccia)".
Durante l’anno, "nonostante le diverse segnalazioni, tra le quali alcuni avvistamenti diretti a breve distanza, non si sono verificate situazioni problematiche. Particolare attenzione è stata data agli eventi di danno a carico di equini (asini) che hanno interessato una limitata porzione di territorio trai i comuni di Bagolino e Breno alle pendici del Monte Bruffione".
Nell’arco di 30 giorni si sono registrati 4 eventi di danno "che hanno portato alla morte di 8 esemplari di asino, con la particolarità del consumo nullo o quasi delle prede. Si è dunque provveduto all'attivazione tutte le misure necessarie a una prima dissuasione passiva dell’esemplare fornendo, in collaborazione con Ersaf, recinti elettrificati. Si è provveduto a raccogliere materiale genetico al fine di identificare l’esemplare ed eventualmente porre in atto, in accordo con Ispra e Regione Lombardia, ulteriori azioni energiche sullo stesso in caso di ulteriori eventi similari. Il materiale raccolto non ha permesso di identificare l’esemplare e da fine luglio non si sono riscontrati ulteriori danni della medesima tipologia", si conclude il report della polizia provinciale di Brescia.












