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| 26 aprile | 17:39

"Le temperature sono un mese avanti e c'è stata poca neve sulle Alpi", la situazione in quota tra confronti fotografici e video di grandi ruscelli di fusione

Gli esperti di Meteo Valle d'Aosta: "Se parliamo con qualcuno dell’inverno appena trascorso ci dirà che 'quest’anno almeno di neve ne è venuta un sacco'. Purtroppo non è così e questo è frutto di un bias nato dopo le abbondanti nevicate di dicembre osservate in un angolo di Alpi"

TRENTO. Si prospetta un altro anno di bilanci negativi e di forte sofferenza per i ghiacciai tra scarse precipitazioni nevose d'inverno e le temperature particolarmente elevate, anche in quota, per il periodo. Tra confronti fotografici a Breuil-Cervinia e video di grandi ruscelli d'acqua di fusione sul Mar de Glace a Chamonix, gli esperti di Meteo Valle d'Aosta provano a fare un punto della situazione.

 

"Se parliamo con qualcuno dell’inverno appena trascorso ci dirà che 'quest’anno almeno di neve ne è venuta un sacco'. Purtroppo non è così e questo è frutto di un bias nato dopo le abbondanti nevicate di dicembre osservate in un angolo di Alpi: nel cuneese, o meglio tra Marittime e Liguri, che a loro volta rappresentano meno della metà delle Alpi cuneesi".

Questo bias "ha fatto credere ai più che la situazione neve delle Alpi Marittime e Liguri fosse la stessa di tutto l’arco alpino: falso", commenta Meteo Valle d'Aosta. "Sul resto delle Alpi Piemontesi e della Valle D’Aosta fino a fine gennaio le nevicate sono risultate in media o con un modesto deficit e la neve è riuscita a permanere al suolo grazie a temperature nella norma, questo è il vero punto. Tra fine gennaio e febbraio sulla nostra Regione c’è stato poi un buon recupero grazie alle correnti da nord-ovest, che tuttavia hanno sfavorito le zone di sud-est".

 

Da marzo è poi iniziata una fase sopra media a livello termico con una rapida fusione del manto, in parte controbilanciata dall’evento nevoso di metà mese, quando però la neve è scomparsa in pochi giorni per le alte temperature.

 

Poi aprile ha accelerato la fusione: dopo le tempeste di vento di fine marzo è arrivata una lunga fase con temperature bollenti, tanto che la stazione a Plateau Rosa a 3.467 metri ha registrato ben 10 massime ad aprile sopra lo zero e una media massime di -1,32 gradi fino a oggi, cioè la media di maggio.

 

"Siamo un mese avanti a livello termico, ma con poca neve: il risultato lo vedete nel confronto fotografico della cam di Plateau Rosa per le annate 2024, 2025 e 2026. Le due annate precedenti presentano un innevamento molto migliore: la 2024 è stata però una primavera eccezionale, con nevicate copiose, mentre la 2025 possiamo dire che si avvicina più all’atteso", continuano gli esperti di Meteo Valle d'Aosta. "Una forte fase di maltempo con 150/200 centimetri di neve a metà aprile 2025 aveva riportato l’innevamento vicino alle medie, dopo che a inizio mese già si raggiungevano livelli sotto media. Sapete a cosa assomiglia la stagione 2026? Al 2022, annata molto negativa per i ghiacciai".

 

 

Le conseguenze di un inverno con poca neve e seguito da temperature incredibilmente miti? Le immagini dal Mar de Glace a Chamonix inviate a Meteo Valle d'Aosta. "Il video non mostra le condizioni di un giorno qualsiasi d’estate, e già sarebbe un problema, ma di qualche giorno fa. Al 20 di aprile il ghiacciaio è privo di neve dell’inverno e quindi è solcato da grandi ruscelli di fusione. Gennaio, febbraio e marzo hanno chiuso sopra media a livello termico, mentre aprile si accinge a chiudere come uno di più caldi di sempre. Queste sono le basi per un’estate di grande sofferenza per i ghiacciai".

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