Contenuto sponsorizzato
Trento
26 aprile | 17:51

Dopo le lauree e il trasferimento a Torino è tornata dove era felice da bambina, Alessia Paoli e Malga Cambroncoi: ''Rifarei questa scelta mille volte''

La 28enne trentina da tre anni gestisce la parte dell’agriturismo della Malga Cambroncoi che si trova nel Comune di Sant’Orsola Terme: ''Mia madre Giorgia si occupa del caseificio e Maurizio Casagranda, invece, si occupa da tempo di gestire la sua azienda agricola e il bestiame che sale in malga durante la stagione. Ho cambiato completamente stile di vita, ma non mi pento di nulla. Mi vedo vivere qua, sia dal punto di vista lavorativo che umano''

di Margherita Tomadini

SANT’ORSOLA TERME. ''E' un luogo del mio cuore dove mia mamma lavorava già da tempo come casara. Nel momento in cui l’agriturismo è rimasto senza gestore perché quello che c'era si è ritirato mia mamma, che voleva continuare a lavorare lì, me ne ha parlato. Serviva qualcuno che si occupasse di gestire quella fetta di attività per ottenere l’affidamento della malga: è così che mi sono inserita io”. A parlare è Alessia Paoli oggi 28enne ma all'epoca dei fatti appena 25enne. Trentina di Roncegno, dopo essersi laureata prima in Lettere a Trento e poi in Comunicazione a Torino, ha deciso di cambiare vita e di iniziare a gestire parte della malga Cambroncoi che si trova a quota 1.700 metri sopra Sant'Orsola in cima alla Valle dei Mocheni. 

 

Una struttura fantastica che anche se non in alta quota domina tutta l'area con una vista stupenda sui monti circostanti e che ha nel latte autoprodotto proprio il cuore dell'attività. La malga, infatti, d'estate ospita circa settanta vacche da latte che salgono per pascolare mentre la casara si dedica alla produzione di formaggio. E poi c'è l'agriturismo.

 

 

Tre attività così suddivise. Alessia Paoli gestisce la parte dell’agritur, Maurizio Casagranda, 45enne, è il gestore titolare che si occupa del bestiame, della mungitura e del pascolo, mentre la madre di Alessia, Giorgia continua ad occuparsi della produzione dei prodotti caseari: formaggio di malga, latte crudo, ricotta, yogurt, tosella e in più da una mano alla figlia come cuoca quando possibile.

 

 

“È stato molto facile prendere questa decisione - racconta Alessia Paoli - quando mi si è presentata l’occasione. Al tempo stavo facendo tutt’altro, ero a Torino quando mi hanno fatto questa proposta, ma è stato effettivamente molto semplice scegliere. Mi sono immaginata in questo ambiente e in questo contesto che già conoscevo a fare un tipo di lavoro che avevo anche già fatto negli anni. Ho tra l’altro sempre amato stare a contatto con le persone e stare in montagna, quindi, Torino e la vita che pensavo di creare nel capoluogo piemontese sono passati in secondo piano e ho deciso di seguire quel che mi sentivo di essere. A livello pratico è stato sicuramente un cambio di vita faticoso, ma tornassi indietro rifarei la stessa scelta. Da giugno a settembre mi trasferisco del tutto in malga e vivo lì tutti i giorni: è un tipo di vita che comporta dei sacrifici ed è un cambiamento piuttosto radicale, prevede un impegno abbastanza rigoroso, però non mi pento e sento dentro di me di aver preso la strada giusta”.

 

Il punto di partenza per arrivare alla malga è Passo Redebus e sono circa tre chilometri e mezzo di passeggiata: è possibile seguire la strada forestale (aperta da giugno a settembre) o il sentiero 404. La strada è asfaltata e facilmente percorribile anche da biciclette e passeggini. Dalla malga poi, si può proseguire e raggiungere il Dosso di Costalta, punto paesaggistico da dove si vedono i laghi di Piné, Caldonazzo e Levico. “Una delle cose più belle è il tipo di ambiente che abbiamo costruito e creato. Maurizio è un vero e proprio pastore, che fa questo lavoro sin da quando era bambino e quindi è stato interessante avere a che fare con lui. C'è una dinamica che secondo me permette sia a noi che a lui di imparare molto: un po' di 'scontro' generazionale ma anche vite diverse alle spalle – spiega la giovane gestrice trentina -. Abbiamo trovato un punto d’incontro, che ci ha portato ad ottenere tante cose belle. Lo staff è generalmente molto giovane, si spazia dai diciotto ai trent’anni: d'estate organizziamo tutti i mercoledì un aperitivo davanti al fuoco, ci piace organizzare diverse attività e serate dove magari qualcuno viene a suonare. Lo staff è quasi al completo, ma stiamo ancora cercando qualcuno che dia una mano in cucina.”

 

I piani per il futuro sono chiari, mancano ancora due estati prima del prossimo bando, e Alessia è più che felice ed entusiasta di riproporsi: “Ci sarà di nuovo un bando e noi ci riproporremo per riconfermare e continuare. Non è facile trovare presone disposte a fare questo tipo di vita, ma quando le trovi poi danno il massimo. I sacrifici ci sono, ed essere in una malga e in montagna aiuta anche a sopportare meglio quelle che sono le problematiche della valle. La malga è un bel punto di comunicazione e valorizzazione di quello che è il territorio che amo e che conosco sin da bambina: ci sono molto affezionata e mi vedo vivere qua, sia dal punto di vista lavorativo che umano”.  

Contenuto sponsorizzato
Contenuto sponsorizzato
Contenuto sponsorizzato
In evidenza
Società
| 26 aprile | 20:15
L'ex docente dell'Università di Bologna e attivista di Italia Viva, Tino Ferrari, è stato "allontanato" dal corteo degli antagonisti [...]
Cronaca
| 26 aprile | 20:25
La nota dell'associazione nazionale alpini per aggiornare sulla salute del presidente Sebastiano Favero: "Un problema cardiaco, fortunatamente [...]
Sport
| 26 aprile | 19:04
Il fenomeno dello skicross mondiale Simone Deromedis, vincitore della medaglia d'oro alle Olimpiadi, si racconta in una lunga intervista a il [...]
Contenuto sponsorizzato
Contenuto sponsorizzato
Contenuto sponsorizzato