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Trento
26 aprile | 20:15

"Un 25 aprile triste", Tino Ferrari a il Dolomiti: "Allontanato perché avevo la bandiera dell'Ucraina. C'è grande ignoranza e confusione. Un'intera generazione si informa sui social''

L'ex docente dell'Università di Bologna e attivista di Italia Viva, Tino Ferrari, è stato "allontanato" dal corteo degli antagonisti perché oltre alla bandiera dell'Italia aveva quelle dell'Ucraina e dell'Unione europea. "Ero lì per la manifestazione dell'Anpi. La piazza era piena di giovani e giovanissimi. Il 25 aprile si celebra la liberazione dall’oppressione e si ricorda il valore della resistenza, diventa inutile intonare 'Bella ciao' se poi non si accetta la bandiera dell'Ucraina, di un popolo che si è trovato l'invasore in casa""

BOLOGNA. "Sono stato bloccato in un modo un po' rude". A parlare a il Dolomiti è Tino Ferrari. E' l'ex docente dell'Università di Bologna che è stato "allontanato" dal corteo felsineo perché oltre alla bandiera dell'Italia aveva quelle dell'Ucraina e dell'Unione europea. "Ho avuto paura e ho desistito perché non sono stato avvicinato con tanto galateo, diciamo. E' stata una situazione molto triste".

 

La festa della Liberazione è particolarmente significativa per l'82enne. "Non conto il numero dei 25 aprile ai quali ho partecipato perché per me è un momento irrinunciabile", dice Ferrari. "Un obbligo essere presenti perché è una giornata che ha un grande valore simbolico. Un appuntamento emotivo e intenso in piazza dell'Unità: qui sono stati trucidati i partigiani e c'era anche un ospedale partigiano. Il 25 aprile rappresenta moltissimo e ci sono rimasto male".  

 

Classe 1944, attivista di Italia Viva e molto attivo anche nel volontariato è stato respinto dagli addetti di sicurezza del corteo degli antagonisti. Una scena ripresa da un video diventato virale sui social network. "Sono stati autorizzati due cortei un po' contrapposti negli stessi spazi e con partenze a un'ora di distanza più o meno", prosegue Ferrari. "Ero andato lì per partecipare alla manifestazione dell'Anpi e volevo attraversare la piazza ma sono stato fermato per mettere via le bandiere e mi è stato intimato di allontanarmi".

 

 

 

Non sono mancate le polemiche politica per una situazione grave e anche il Comune di Bologna è intervenuto per esprimere solidarietà a Ferrari. "Anche una donna è stata costretta a togliere le bandiere perché quello era un evidente e tassativo ordine. Poi è stata bruciata pure una bandiera dell'Unione europea. Ci sono rimasto male e sono perplesso. Il 25 aprile si celebra la liberazione dall’oppressione e si ricorda il valore della resistenza, diventa inutile intonare 'Bella ciao' se poi non si accetta la bandiera dell'Ucraina, un popolo che si è trovato l'invasore in casa".

 

Oltre a Bologna, ci sono stati altri gravi episodi in altre piazza d'Italia. Da Roma a Perugia c'è stata una forte tensione. Un 25 aprile, purtroppo, brutto (Qui articolo). "Onestamente non mi spingo in un'analisi sociologica", evidenzia Ferrari. "La piazza era piena di giovani e giovanissimi, mi preoccupa vedere un'intera generazione che si informa sui social senza approfondire. C'è una grande ignoranza ma anche tanta confusione. Una ragazza e un ragazzo di quella manifestazione si sono proposti di aiutarmi a sistemare le bandiere, senza evidentemente conoscerne i significati. Evidentemente non sapevano che non sarebbero state accettate da quella stessa piazza dove erano anche loro".

 

Una riflessione che Ferrari definisce triste. "Forse anche un po' paurosa. A ogni modo spero di poter festeggiare altri 25 aprile, magari non come questo che è stato brutto. Però continuo a lottare, questo sicuramente". E forse l'82enne farà tappa a Trento, invitato da Fabio Pipinato, coordinatore di Italia Viva in Trentino. 

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