Un brutto 25 aprile, da Roma a Torino da Perugia a Bologna insulti, botte e minacce a chi ha una bandiera ucraina. Cacciata la Brigata Ebraica: "Siete saponette mancate"
Da Milano a Roma, da Bologna a Perugia, una Festa della Liberazione ad alta tensione. Il presidente di +Europa e dei Radicali, Matteo Hallissey, e Ivan Grieco, inviato di Pulp Podcast, sono stati aggrediti con lo spray al peperoncino mentre sono state strappate le bandiere dell'Ucraina. Emanuele Fiano sulla cacciata della Brigata Ebraica: "E' un precedente orribile"

TRENTO. Da Milano a Roma, da Perugia a Bologna è stato un 25 aprile di alta, altissima, tensione. Una Festa della Liberazione con manifestanti allontanati perché si sono presentati con la bandiera dell'Ucraina mentre sono state bruciate anche quelle dell'Unione europea. Spari verso i militanti dell'Anpi. E poi ci sono i gravi casi delle aggressioni al gruppo che ricordava la Brigata Ebraica da parte dei manifestanti pro-Pal.
"Oggi era il 50esimo anno che venivo al corteo nazionale del 25 aprile. La prima volta era con mio padre con i cartelli dei lager. Oggi siamo stati sbattuti fuori. Non saprei trovare altre espressioni", il commento di Emanuele Fiano. "La Brigata Ebraica che combatté in Italia al fianco dei partigiani contro i nazifascisti, Sinistra per Israele - Due popoli due Stati, le persone della Comunità ebraica di Milano, i ragazzi del Movimento scout ebraico socialista, sono stati sbattuti fuori dal corteo nel quale bisognerebbe celebrare la libertà. Di ognuno però. Ma oggi no. A Milano ha deciso una minoranza estremista, che qualcuno può partecipare e qualcuno no. E' una vergogna per tutto il paese. Qualcuno ci ha lasciato soli. E non parlo delle forze dell’ordine. Parlo di una parte consistente dell’opinione pubblica che sta maciullando secoli di convivenza. E' un precedente orribile".
Inoltre Fiano riferisce che sono stati attaccati anche con "siete solo saponette mancate". I manifestanti hanno anche lanciato fischi all'indirizzo di Luciano Belli Paci, figlio di Liliana Segre, protetto dalle forze dell'ordine.
Gravissimo anche quanto registrato nella Capitale: il presidente di +Europa e dei Radicali, Matteo Hallissey, e Ivan Grieco, inviato di Pulp Podcast, sono stati aggrediti con lo spray al peperoncino mentre sono state strappate le bandiere dell'Ucraina.
"Oggi è il 25 aprile e per noi la Festa della Liberazione non è mai soltanto la celebrazione di una pagina di storia, ma celebrare tutte le resistenze vive, presenti, che ogni giorno si oppongono a poteri autoritari e violenti", commentano i Radicali. "Per questo abbiamo scelto di scendere in piazza a Roma, portando con noi le bandiere dei popoli che resistono, a partire da quella ucraina. Eppure, una minoranza intollerante, intrisa di cultura autenticamente fascista, ha preteso di decidere chi avesse diritto di esserci. Ha stabilito che quelle bandiere, e noi con esse, non dovessimo sfilare. Siamo stati aggrediti, spintonati, colpiti con spray al peperoncino. Le nostre bandiere sono state strappate, sottratte con violenza. Alcune nostre dirigenti e militanti sono state colpite e strattonate. Il nostro presidente Matteo Hallissey è stato soccorso da un’ambulanza. Questa è una realtà amara e inaccettabile: c’è chi vuole trasformare il 25 aprile, che appartiene a tutti, in una proprietà esclusiva. Chi pretende di stabilire non solo chi possa festeggiare, ma anche in che modo farlo".
Episodi che non sono casi isolati. Sempre a Roma marito e moglie sono stati feriti da un uomo arrivato con casco integrale nero e giacca verde militare in scooter all'altezza di Parco Schuster. La coppia, iscritta all'Anpi, sono stati colpiti da una distanza di circa dieci metri con una pistola softair.
A Perugia invece Arianna Ciccone è stata contestata e allontanata dalla manifestazione dopo aver esposto una bandiera ucraina, gesto che ha acceso polemiche e momenti di tensione nel corso del corteo. Una Festa per la Liberazione, che avrebbe dovuto rappresentare un momento di unione, che si è trasformata in momenti di aggressione, minacce e insulti in tante piazze d'Italia. Un brutto 25 aprile.
"Questo oggi è stato purtroppo il nostro 25 aprile, ma non accetteremo mai che la Liberazione venga sequestrata, tantomeno da chi porta le bandiere rosse ma si comporta da autentico fascista", concludono i Radicali.












