Clamoroso voto in Consiglio provinciale, la maggioranza si divide e il candidato di Fugatti alla Corte dei Conti non passa: "Sonora sconfitta politica del presidente"
Al termine del voto segreto Barbara Balsamo ha ricevuto 16 voti (14 delle minoranze a cui vanno sommati due della maggioranza) mentre Lorenzo Bertoli si è fermato a 15 voti. Alleanza Democratica Autonomista: "La maggioranza si è spaccata e il presidente è stato sconfitto"

TRENTO. La maggioranza si spacca e il governatore Fugatti rimane senza numeri. E' successo oggi nel momento di eleggere il giudice di nomina consiliare della Corte dei Conti.
Il candidato proposto da Fugatti non è riuscito a ottenere i voti necessari. Un risultato che certifica divisioni interne al centrodestra sempre più evidenti.
La scelta dell'aula di eleggere Barbara Balsamo, proposta dal consigliere Walter Kaswalder, e non il candidato sostenuto dal presidente, Lorenzo Bertoli, arriva al termine di un confronto nel quale le forze di minoranza avevano espresso forti perplessità rispetto a una candidatura che presentava evidenti profili di criticità.
Al termine del voto segrete il risultato: Barbara Balsamo ha ricevuto 16 voti ( 14 delle minoranze a cui vanno sommati due della maggioranza” mentre Lorenzo Bertoli si è fermato a 15 voti.
“L'esito della votazione per la nomina del componente di nomina provinciale della Corte dei conti rappresenta una sonora sconfitta politica per il presidente Maurizio Fugatti e certifica una profonda spaccatura all'interno della sua stessa maggioranza. Quella che doveva essere una prova di forza si è trasformata in una dimostrazione della sua debolezza” hanno spiegato in una nota i partiti dell'Alleanza Democratica Autonomista.
Al di là delle appartenenze politiche e delle logiche di schieramento le minoranze avevano posto anche una questione di metodo. “Su una nomina di questa rilevanza non è accettabile che il presidente presenti il proprio candidato all'ultimo momento, senza alcun confronto preventivo e senza alcuna ricerca di condivisione, tanto più in presenza di una maggioranza evidentemente divisa. Le nomine di questa caratura – spiega Ada - non possono essere gestite con i muscoli né con l'arroganza. Si tratta di incarichi che richiedono autorevolezza, indipendenza e la più ampia condivisione possibile tra le forze rappresentate in Consiglio provinciale. Se il regolamento non prevede quorum rafforzati, dovrebbe essere la sensibilità istituzionale di chi governa a cercare comunque la massima trasversalità”.
Invece, ancora una volta, Fugatti ha scelto una strada senza condividere la scelta. “Era già successo con il Tar – spiegano le minoranze - ma alla fine gli si è ritorta contro: la maggioranza si è spaccata e il candidato del Presidente è stato sconfitto”. Felice per la nomina, invece, è stato il Walter Kaswalder: “Al di là delle appartenenze politiche questa è una scelta di alto livello, una vittoria per tutto il Trentino”.












