Nuovo terremoto in consiglio comunale a Bolzano: Dragogna abbandona il Team K e passa dall'opposizione con il sindaco Corrarati
Una mossa che ha sollevato più di un polverone politico. Cologna: "Questa vicenda è l'ennesima conferma della debolezza politica di questa maggioranza"

BOLZANO. In consiglio comunale a Bolzano la matematica non è mai stata un’opinione, ma ultimamente somigliava pericolosamente a un esercizio di equilibrismo estremo.
Il sindaco Claudio Corrarati, che fino a ieri doveva fare i conti con una maggioranza tenuta insieme con lo scotch e la buona volontà di qualche "esule", può finalmente tirare un sospiro di sollievo, o almeno smettere di contare i presenti ogni cinque minuti prima di ogni votazione.
Il merito, o la colpa a seconda di quale scranno si occupi, è di Giuliana Dragogna, che ha deciso di salutare i banchi del Team K per traslocare tra le fila de "La Civica per Bolzano", portando la coalizione di governo alla fatidica soglia dei 23 consiglieri.
Si tratta del numero magico per la sopravvivenza, la quota minima su quarantacinque eletti che permette di blindare l'aula senza dover necessariamente dipendere dal meteo o dagli umori del Gruppo Misto. Barbara Pegoraro e i due ex Fdi, Giuseppe Martucci e Andrea Lucci, hanno sempre garantito che voteranno con la maggioranza.
Ma in politica le promesse sono scritte sulla sabbia e, come suggerisce il buon senso, tra il dire e il fare c'è di mezzo il "chi lo sa" .
Se dovessimo limitarci alla calcolatrice, insomma, tecnicamente sarebbe tutto a posto.
L'ingresso di Dragogna rappresenta ossigeno puro per una maggioranza che ora non può più essere accusata di non avere i numeri.
Ma il problema è che, probabilmente, le resta solo quello.
Sul resto il dibattito è apertissimo, davanti a una manovra che ha scatenato un polverone immediato.
Il primo a tentare di calmare le acque è stato Gabriele Repetto, capogruppo de “La Civica”: "Nel caso di Giuliana parlerei di un ritorno a casa. La nostra lista era la sua area di riferimento, poi alle provinciali si era candidata con il Team K perché noi non eravamo presenti".
Secondo Repetto la stabilità non era comunque in discussione, date le garanzie del Gruppo Misto, ma è evidente che incassare il ventitreesimo voto "in casa" sposti sensibilmente gli equilibri.
La scelta ha fatto infatti saltare sulla sedia gli ex compagni di viaggio di Dragogna e chiunque non vedesse l'ora di sottolineare la fragilità politica della giunta.
Il clima tra le opposizioni è infatti di aperta ostilità. Matthias Cologna, volto e anima del Team K bolzanino, è stato durissimo: "Il passaggio di Giuliana Dragogna in maggioranza non è solo un comportamento scorretto verso il Team K, ma un comportamento profondamente non etico che fa male a tutta la politica. Questa vicenda è inoltre l'ennesima conferma della debolezza politica di questa maggioranza a trazione FDI-SVP, che cerca di stare a galla collezionando pezzi di puzzle spesso difficilmente incastrabili".
Un'analisi che trova sponda nei Verdi di Chiara Rabini, la quale parla di un "calciomercato" ormai fuori controllo: "Un altro cambio di casacca, un altro ribaltamento del voto. A quasi un anno dall’insediamento non passa settimana senza uscite dai partiti o episodi di imbarazzo politico. Dragogna dà una mano a un Sindaco in difficoltà e a una maggioranza che, per sopravvivere, ha bisogno di continui spostamenti politici. Una situazione pur di conservare il potere".
Anche il Partito Democratico ha affondato il colpo con Stefano Fattor, che con il suo consueto piglio sarcastico ha osservato come la coerenza a Bolzano sia diventata un lusso: "Il cambio di casacca non fa più notizia: è routine amministrativa. Dall’opposizione alla maggioranza il passo è breve, soprattutto quando le convinzioni sono evidentemente leggere. Diceva Winston Churchill che un opportunista è un uomo che quando soffia il vento, si mette a soffiare anche lui. Non stupiamoci se la gente non va più a votare".
Eppure, in questo coro di proteste, c'è chi guarda alla praticità del risultato con sollievo. Persino la Svp ha dato la sua benedizione col vicesindaco Stephan Konder: "Finalmente possiamo tornare a concentrarci sul lavoro da fare e non su altro. Con il nuovo ingresso nella civica del sindaco contiamo su una maggioranza effettiva e non ibrida".
Il risultato finale è che la maggioranza Corrarati ha ritrovato la sua bussola numerica, ma dando l'impressione di aver smarrito molto altro lungo la strada.












