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Bolzano
13 giugno | 19:24

Mobbing e discriminazioni in Alto Adige, crescono le richieste d'aiuto alla Consigliera di parità

L'incidenza delle denunce per mobbing configuri ormai una problematica che viene definita di tipo strutturale, che non può essere combattuta senza interventi di sistema altrettanto strutturati

BOLZANO. Il mobbing, le disparità di genere e gli ostacoli quotidiani nel bilanciare i turni di lavoro con gli impegni familiari rimangono i nodi principali da sciogliere all'interno del mercato occupazionale in Alto Adige. Il quadro emerge in modo nitido dalla relazione sull'attività del 2025 presentata da Brigitte Hofer, Consigliera di parità della Provincia di Bolzano, che nell'occasione ha illustrato anche i risultati e i prossimi obiettivi dell'Osservatorio provinciale sui diritti delle persone con disabilità. I dati complessivi mostrano una richiesta di supporto costante e in crescita sul territorio.

 

Nel corso dell'anno preso in esame, la struttura guidata da Hofer ha preso in carico complessivamente 728 casi tra segnalazioni e consulenze dirette, un dato che mette a verbale il quarto aumento consecutivo su base annuale. Analizzando le percentuali delle richieste d'aiuto, quasi la metà delle pratiche, nello specifico il 49,6%, è legata a episodi di mobbing e a discriminazioni basate sul genere. Un ulteriore 33% dei lavoratori si è rivolto agli sportelli per via delle complicazioni connesse alla conciliazione tra i tempi della vita privata e l'attività professionale, mentre i casi di molestie sessuali e stalking sul posto di lavoro hanno coperto il 6,6% delle istanze totali. A chiedere l'intervento degli uffici sono state soprattutto le donne, che rappresentano il 62% del pubblico totale, con una netta prevalenza di personale impiegato nel comparto privato.

 

La stessa Consigliera di parità ha evidenziato come l'incidenza delle denunce per mobbing configuri ormai una problematica di tipo strutturale, che non può essere combattuta senza interventi di sistema altrettanto strutturati. All'interno del report viene menzionato anche un esempio pratico gestito dagli uffici provinciali: una dipendente, al rientro dal periodo di congedo di maternità obbligatorio, era stata spostata senza alcuna giustificazione in un reparto differente, subendo un demansionamento e condizioni contrattuali peggiorative rispetto al passato. Soltanto l'azione di mediazione condotta dall'ufficio della Consigliera ha permesso di risolvere la controversia, obbligando l'azienda a fare marcia indietro e a restituire alla donna il proprio ruolo originale.

 

Tra le altre attività rilevanti portate a termine nel 2025 si registrano la stesura delle linee guida per formulare annunci di lavoro inclusivi (progetto sviluppato insieme a Eurac Research e alla Camera di Commercio), un convegno sul mobbing che ha registrato oltre 300 partecipanti e il varo del Piano d'intervento sull'analisi di genere focalizzato sulla pubblica amministrazione.

 

La seconda parte della relazione ha invece riguardato l'Osservatorio provinciale sui diritti delle persone con disabilità, la cui agenda nell'ultimo anno è stata assorbita principalmente dal tema della mobilità sul territorio. L'organismo ha formalizzato e approvato sei diverse prese di posizione ufficiali per segnalare e contestare le barriere architettoniche e i deficit di accessibilità ancora presenti all'interno della rete del trasporto pubblico locale, abbinando a queste azioni istituzionali un percorso didattico rivolto agli studenti delle scuole medie. Per il 2026, l'Osservatorio ha già pianificato di spostare il proprio raggio d'azione sul tema della violenza subita dalle persone con disabilità, una piaga che verrà affrontata attraverso una campagna di informazione mirata e una seduta pubblica già fissata per i primi mesi del 2027. Sullo sfondo, l'attività di Hofer riconferma come priorità d'azione la trasparenza nei salari, la prevenzione delle condotte vessatorie e la salvaguardia dei diritti per tutti i lavoratori e le categorie più fragili.

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