Discriminazioni e molestie sul lavoro, si chiude la campagna della Provincia per sensibilizzare aziende e lavoratori: "Parlane è il primo passo: non siete soli"
Si conclude la campagna social lanciata dalla consigliera di parità della Provincia di Belluno per sensibilizzare aziende e lavoratori sui temi della violenza e delle molestie nei luoghi di lavoro. I materiali restano comunque scaricabili dal sito, mentre si ribadisce la continuità nella presenza del servizio di consulenza

BELLUNO. "Se c'è una cosa che questa campagna ha voluto lasciare, è questa: non sei tu che esageri. Mai. Ogni lavoratrice e ogni lavoratore hanno diritto a un lavoro dignitoso, sicuro e rispettoso della propria persona. Parlarne è il primo passo e non si è soli”.
Si chiude così la campagna social per sensibilizzare aziende e lavoratori sui temi della violenza e delle molestie nei luoghi di lavoro presentata a febbraio (qui). L’iniziativa è stata promossa dalla consigliera di parità della Provincia di Belluno Flavia Monego, in collaborazione con associazioni di categoria, organizzazioni sindacali e soggetti istituzionali del territorio.
In questi mesi si sono affrontati temi spesso sottovalutati, in particolare molestie, mobbing e discriminazioni. “Comportamenti - sottolinea Monego - che hanno nomi precisi, che vanno riconosciuti e non possono essere normalizzati. Attraverso i miei canali Facebook, Instagram e LinkedIn sono perciò stati diffusi contenuti informativi, storie concrete, risposte a domande che spesso non si ha il coraggio di fare e strumenti per sapere come agire”.
I numeri attestano infatti un aumento delle consulenze al servizio offerto dalla consigliera: 135 nel 2025 contro le 130 del 2024, mentre i casi di discriminazione sono aumentati da 12 a 15. C’è quindi sempre bisogno di fare informazione, soprattutto su come far valere i propri diritti sul posto di lavoro.
Tuttavia, la fine della campagna non significa fine del supporto. La consigliera fa sapere che i tre toolkit pensati per lavoratrici e lavoratori, datori di lavoro e responsabili delle risorse umane, nonché colleghi e testimoni, restano scaricabili gratuitamente dal sito della Provincia. Nei documenti (sotto la voce “Consigliera di parità”), si possono trovare ad esempio gli obblighi normativi delle aziende e le azioni preventive da mettere in atto, i segnali per riconoscere le diverse forme di molestia e i passi concreti per tutelarsi, ma anche come supportare concretamente eventuali colleghi e segnalare comportamenti scorretti di cui si è testimoni.
Nel frattempo, è stato fortunatamente superato il rischio di soppressione della figura della consigliera dal territorio. Risale infatti solo a un paio di mesi fa la lettera inviata dal presidente della Provincia alla presidenza del Consiglio dei ministri e ai Ministeri competenti per chiedere di intervenire contro quella che era stata definita “una scelta burocratica fatta lontano dalle Alpi” (qui il testo). A maggio, invece, è arrivata la conferma: “Il supporto di Flavia Monego - ribadisce ora la Provincia - sarà quindi continuativo, a disposizione di lavoratrici, lavoratori e imprese della provincia di Belluno per segnalazioni, orientamento e tutela dei diritti”.











