“Grande blocco autonomista”, tra distinzioni e porte chiuse. Il Patt: “Abbiamo colto nel segno” e Marchiori si prepara a incontrare le forze civiche, popolari e territoriali
L'intenzione, aveva spiegato nei giorni scorsi Marchiori, è quella di “costruire un grande blocco politico territoriale capace di arginare il centralismo dei partiti nazionali e di mettere al primo posto i valori e il sentimento autonomista"

TRENTO. “Il dibattito che si è creato dimostra la centralità della nostra proposta. Ora usciamo dalle tattiche e confrontiamoci sui contenuti”, a dirlo è il segretario del Patt, Simone Marchiori, dopo la proprosta che è stata lanciata nei giorni scorsi.
L'intenzione, aveva spiegato Marchiori, è quella di “costruire un grande blocco politico territoriale capace di arginare il centralismo dei partiti nazionali e di mettere al primo posto i valori e il sentimento autonomista. Non una sommatoria di partiti ma un fronte comune in grado di riaffermare 'anomalia' positiva e quella funzione di laboratorio che spesso hanno caratterizzato il Trentino”.
A tal fine è stato lanciato un appello per unire l'intera area popolare, civica e moderata sotto un'unica, grande visione. “Lo dobbiamo dire subito: non cerchiamo alchimie strane, non siamo alle prese con tentativi nostalgici, né vogliamo far perdere la riconoscibilità che ciascuno si è conquistato sul campo” ha spiegato Marchiori. “Ma è giunta l’ora di proporre a questi partiti di trovarsi attorno ad un tavolo lasciando le legittime ambizioni e aspirazioni fuori dalla discussione: l’obiettivo è far tornare il Trentino a quella funzione di laboratorio politico e di 'anomalia' positiva rispetto allo schema nazionale".
Sì al dialogo per il Trentino, ha risposto Achille Spinelli della “Lista Fugatti” ma “saldamente ancorati alla coalizione civica popolare autonomista che nei fatti rafforza la nostra Autonomia”.
Ben più fredda è stata la reazione di altri partiti come gli espondenti di Casa Autonomia, Paola Demagri e Michele Dallapiccola. “Davanti a certe uscite – hanno spiegato i due esponenti - la domanda sorge spontanea: stiamo parlando di un centro per il Trentino o semplicemente dell'ennesimo tentativo di mettere 'Tione al centro' delle poltrone? Dalla maggioranza (e non solo) arrivano già le prime, inevitabili repliche a quella che si configura come un’idea sinceramente balzana. Pensare di coinvolgere liste civiche che oggi sono chiaramente posizionate nell'emiciclo consiliare – chi a destra, chi a sinistra – avendo come regista chi, storicamente, si colloca solo dove più gli conviene, è pura fantascienza politica”.
A seguito del dibattito che si è creato ora il segretario del Patt ha deciso di intervenire nuovamente per spiegare il progetto lanciato è “una suggestione politica forte e ambiziosa. Non abbiamo mai preteso che qualcuno firmasse 'cambiali in bianco' il giorno successivo. Ci aspettavamo esattamente che ci fossero dei distinguo, delle cautele e delle diverse sfumature di pensiero, come quelle espresse. I distinguo sono il sale della politica e si affrontano con il confronto. Il dato politico reale, e per noi un ottimo risultato, è che al netto delle normali schermaglie, quasi nessuno ha chiuso le porte a priori al dialogo”.
Per Marchiori serve uscire dalla logica delle tattiche e dei posizionamenti. “A chi ci accusa di ambiguità, di fare 'alchimie' o di cercare semplici riposizionamenti tattici, rispondiamo con un appello chiaro: usciamo dalla logica esasperata della tattica e del posizionamento preventivo. In politica si può (e si deve) parlare e dialogare, anche se poi, alla fine di un percorso, si dovesse decidere di non condividere la stessa strada. Chiudere il dialogo prima ancora di sedersi al tavolo, magari chiedendo azioni preventive, appartiene a un modo di fare politica che non fa il bene del Trentino”.
La proposta delle Stelle Alpini si basa su alcuni pilastri, l'Autonomia sartoriale, la funzione di terra di confine, il ruolo dell'Euregio, i servizi nelle valli, la distanza casa-lavoro per fermare lo spopolamento. “Il nostro percorso – continua Marchiori - prosegue esattamente come annunciato. Prima ci sarà un doveroso passaggio interno agli organi del Partito per consolidare e declinare i temi e le priorità programmatiche. Successivamente, avvieremo gli incontri con tutte le forze civiche, popolari, territoriali e moderate che avranno colto il senso costruttivo del nostro invito”.












