Il "No" del Patt alla quotazione in borsa: "Ci sono altre vie. Sfruttiamo la normativa provinciale per blindare le concessioni in Trentino e coinvolgere tutte le valli"
Il Patt ha deliberato l'indirizzo strategico sul futuro di Dolomiti Energia tra il rinnovo delle concessioni e l'ipotesi di quotazione in borsa

TRENTO. Contrarietà alla quotazione in borsa di Dolomiti Energia e precedenza al rinnovo delle concessioni idroelettriche. A intervenire è il Patt. Il Partito autonomista trentino tirolese ha approvato all'unanimità una delibera di indirizzo strategico sul futuro del colosso trentino.
"Il rinnovo delle concessioni idroelettriche rappresenta il vero snodo della questione e la sfida decisiva per il futuro economico e autonomistico del Trentino nel settore energetico", spiegano le Stelle Alpine sull'indirizzo strategico. "Si tratta di una posizione giunta al termine di un percorso di approfondimento e confronto interno, nato e sviluppatosi a partire da un'importante serata organizzata dai Giovani Autonomisti, che esula da qualsiasi condizionamento ideologico per guardare esclusivamente e unicamente all’interesse concreto del territorio e della comunità trentina".
Il Patt esprime "una netta contrarietà all'ipotesi di quotazione in borsa nell'attuale congiuntura storica e politica. Pur riconoscendo che il dibattito ha chiarito come tale opzione garantisse comunque il controllo pubblico della società e non avesse come scopo quello di alienare un bene territoriale, reperendo al contempo le risorse necessarie agli investimenti, il Partito ritiene che la borsa sia una strada inopportuna, soprattutto in un campo strategico come quello dell’acqua e dell’energia prodotta: ora è prioritario individuare strade per offrire ai cittadini e ai territori garanzie sufficienti sulla rappresentanza dell’intero Trentino, la tutela degli interessi dei territori e sul futuro delle concessioni".
Per le Stelle Alpine l'alternativa esiste già e va cercata all'interno delle regole dell'Autonomia. "Devono essere privilegiate, infatti, le opportunità già offerte dalla normativa provinciale vigente, a partire dal modello della società mista a prevalente capitale pubblico. Questa opzione, con la cessione del 30% al capitale privato, si configura come una delle strade più concrete e solide per garantire che le concessioni rimangano saldamente in mano trentina, dando una prospettiva per salvaguardare le competenze e il valore futuro di Dolomiti Energia. Ma anche anche dal punto di vista del reperimento delle risorse esistono alternative più sicure alla quotazione, la quale di fatto, al netto del reperimento di capitali, non garantisce nulla in termini di rinnovo delle concessioni".
Sono altre le direzioni da prendere per gli autonomisti. "Per proteggere la nostra risorsa più preziosa non ci si può affidare al mercato. La normativa provinciale ci offre strumenti per mantenere la regia pubblica e difendere il patrimonio idrico trentino", dice il Patt. "E' su questa strada che dobbiamo concentrare gli sforzi. Il Partito, inoltre, chiede alla politica e alle amministrazioni di attivare tavoli di lavoro e di confronto istituzionali, in modo che il controllo pubblico si traduca in una governance realmente partecipata e diffusa, capace di coinvolgere direttamente le Comunità di Valle e tutti i Comuni del Trentino".
Infine, il Partito Autonomista Trentino Tirolese mette l'accento sulla giustizia territoriale: "Il nuovo assetto dovrà prevedere precisi meccanismi perequativi che riconoscano il 'peso' ambientale e infrastrutturale sopportato dai Comuni montani su cui insistono i bacini, le opere di presa e le centrali di produzione. Un passaggio che richiederà responsabilità e dialogo per individuare anche i nuovi equilibri finanziari e amministrativi necessari a garantire la tenuta dell'intero sistema".














