Presena, il ghiacciaio si ritira. Pat e Vermiglio insieme per ripensare il futuro dell’area: “Non possiamo limitarci a osservare i cambiamenti”
Firmato il protocollo d'intesa per il futuro dell'area. La Pat: “Il Presena è un patrimonio del Trentino e non possiamo limitarci a osservare i cambiamenti che lo stanno interessando. Siamo chiamati a governarli, con una visione di lungo periodo e questo protocollo serve proprio a questo: costruire un futuro per il ghiacciaio"

TRENTO. Un nuovo percorso per accompagnare la trasformazione del ghiacciaio Presena e valorizzare l’area di fronte ai cambiamenti in corso: è l’obiettivo del protocollo d’intesa tra Provincia di Trento e comune di Vermiglio.
Nello specifico il protocollo, approvato oggi dalla Giunta provinciale su proposta dell’assessore Mattia Gottardi, nasce dalla necessità di accompagnare l’evoluzione di un’area che negli ultimi decenni ha rappresentato “un importante punto di riferimento per il turismo e l’economia della Val di Sole”. Un’area, viene specificato, che sta affrontando profondi cambiamenti legati soprattutto alla progressiva riduzione del ghiacciaio.
“Il Presena è un patrimonio del Trentino e non possiamo limitarci a osservare i cambiamenti che lo stanno interessando. Siamo dunque chiamati a governarli – spiega l’assessore Gottardi – con una visione di lungo periodo. Questo protocollo serve proprio a questo: mettere attorno allo stesso tavolo Provincia e Comune per costruire un futuro per il ghiacciaio che tenga insieme tutela del territorio, sicurezza e capacità di continuare a generare opportunità di crescita per la Val di Sole”.
Il documento prevede una fase di approfondimento tecnico e ambientale per verificare l’attuale scenario e individuare gli eventuali interventi e adeguamenti necessari, anche attraverso l’aggiornamento degli strumenti di pianificazione. Il percorso, poi, coinvolgerà le strutture provinciali competenti e il Comune di Vermiglio, con l’obiettivo di arrivare a una proposta condivisa e coerente con l’evoluzione del ghiacciaio e dell’area circostante.
Il protocollo, sottolinea la Pat, riconosce “la necessità di approfondire l’evoluzione del ghiacciaio e le possibili conseguenze sulle infrastrutture e sulle attività oggi presenti, valutando anche scenari futuri e nuove modalità di fruizione”. Particolare attenzione sarà dedicata agli aspetti ambientali, paesaggistici, idrogeologici e turistici, così come alla sostenibilità degli eventuali interventi.


















