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Belluno
27 febbraio | 10:20

Violenza e molestie nei luoghi di lavoro: Belluno lancia una campagna social per sensibilizzare aziende e lavoratori

Si è svolto a Sedico il convegno “Welfare e parità nei contesti di lavoro”, promosso dalla consigliera provinciale di parità Flavia Monego e organizzato da Ablogos. Con l’occasione è stata lanciata la nuova campagna di sensibilizzazione su violenza, mobbing e molestie nei luoghi di lavoro: ecco in cosa consisterà

SEDICO. “Sarà una campagna efficace per far capire a lavoratori e lavoratrici, tramite frasi a effetto e immagini impattanti, cosa sono la violenza, il mobbing, le molestie sul luogo di lavoro. Vogliamo infatti dare un significato a queste parole e creare maggiore consapevolezza”. Così la consigliera di parità Flavia Monego lancia la nuova campagna di sensibilizzazione sul territorio, che definisce innovativa.

 

L’occasione per farlo è il convegno Welfare e parità nei contesti di lavoro”, promosso dalla consigliera e organizzato da Ablogos a Villa Patt nel pomeriggio di giovedì 26 febbraio. Diversi gli interventi, dall'analisi di cosa sono stereotipi e pregiudizi agli aspetti legislativi sui temi di genere nei contesti lavorativi.

 

Soprattutto, però, l'incontro ha dato il via alla nuova campagna, che partirà a marzo e durerà tre mesi. Frutto di un lavoro condiviso tra istituzioni, associazioni di categoria e organizzazioni sindacali, punta ad arrivare a lavoratori, imprese e parti sociali. “Abbiamo deciso di fare il convegno - spiega Monego a Il Dolomiti - in funzione di questa campagna provinciale, un progetto non solo importante ma anche innovativo, perché a Belluno non è mai stato fatto né lo ha fatto nessuna altra consigliera del Veneto”.

 

Il focus saranno i social network. L’obiettivo infatti è promuovere il benessere lavorativo contro discriminazioni, molestie e violenze nei luoghi di lavoro tra una platea quanto più vasta possibile. “Questa campagna - prosegue la consigliera - è la conseguenza di documenti sottoscritti nel 2024, cioè Protocollo e Linee guida, da Spisal, ispettorato del lavoro e associazioni di categoria. Con tutti loro abbiamo ora deciso di avviare un’iniziativa su Facebook, Instagram e LinkedIn: un'agenzia di comunicazione ha infatti estrapolato da quei documenti tutti i messaggi che saranno pubblicizzati in pillole social”.

 

Parliamo del Protocollo operativo di buone pratiche per la prevenzione e il contrasto delle discriminazioni sul lavoro e delle Linee guida per la prevenzione della violenza e delle molestie nei luoghi di lavoro: due testi sottoscritti per la prima volta in Provincia di Belluno a maggio 2024 e firmati non solo dai sindacati, ma anche Spisal, ispettorato del lavoro e associazioni di categoria datoriali. In particolare, le Linee guida riportano le azioni che ogni soggetto firmatario si è impegnato a portare avanti nelle aziende, mentre il Protocollo prevede incontri semestrali durante i quali discutere di cosa si può fare insieme, comprese iniziative di formazione che coinvolgono i ruoli apicali.

 

“Proseguiamo quindi su questa strada. La campagna - conclude - avrà una visibilità ampia, perché le pagine social della consigliera saranno sponsorizzate. Inoltre, già ai primi di marzo saranno affissi dei manifesti di richiamo nella città di Belluno. Ho scelto una modalità centrata sui social perché così i messaggi diventano trasversali e raggiungono un target molto più ampio”.

 

Che di strada da fare ce ne sia ancora molta non c’è, purtroppo, dubbio. Durante il convegno, spicca infatti un particolare sul lavoro svolto dalla consigliera. “Mi sto occupando di tanti progetti - sottolinea - ma questa campagna è particolarmente interessante. Ultimamente, i principali casi che affronto riguardano la conciliazione famiglia-lavoro, una tematica sempre più ricorrente ma di difficile risoluzione. Non ci sono infatti normative che dicono cosa le aziende devono fare e sempre più spesso mi ritrovo ad avere questi casi in mano. Con gli avvocati abbiamo seguito anche delle cause, a volte con risultato positivo ma anche, spesso, negativo: ci dobbiamo infatti affidare alla sensibilità dell’azienda, perché purtroppo per la risoluzione di queste tematiche funziona così”.

 

In attesa quindi che il governo per primo capisca l’urgenza di affrontare questi temi seriamente, l’informazione rimane l’unica strada percorribile perché, come ricordato poco dopo, spesso le aziende faticano a comprendere come investire sul benessere di lavoratori e lavoratrici significhi investire in produttività e in attrattività del territorio. Di cui c’è quanto mai bisogno.

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