Caro gasolio e immobilismo della politica, l’autotrasporto in difficoltà (IL VIDEO) lancia l’ultimatum: “Senza risposte il Paese si ferma”
“Oggi un pieno costa tra il 30 e il 40% in più rispetto a qualche mese fa” ha spiegato i Sergio Zanon, presidente di Appia Cna Fita di Belluno

BELLUNO. Se i camion si fermano, non è solo il traffico a bloccarsi ma è l’intero Paese che rischia di spegnersi. Questo l’allarme lanciato dal settore dell’autotrasporto, stretto tra rincari fuori controllo e l’assenza di risposte concrete da parte della politica.
Un equilibrio fragile che rischia di rompersi con l'avvicinarsi di una possibile mobilitazione nazionale che potrebbe arrivare a metà maggio.
E' chiara la posizione di Sergio Zanon, presidente di Appia Cna Fita di Belluno, in merito alle difficoltà attraversate dal settore dell'autotrasporto.
Sono oltre una cinquantina le aziende di trasporto conto terzi associate a Cna Fita Belluno e occupano oltre 150 dipendenti, alle quali si aggiungono le decine di imprese di trasporto locale non di linea.
Il tema centrale è quello del caro-gasolio e dell'assenza di interventi da parte della polizia che possano aiutare le categorie in difficoltà.
“Oggi un pieno costa tra il 30 e il 40% in più rispetto a qualche mese fa” spiega Zanon che continua “il gasolio è passato da 1,60 euro al litro a 2,10 euro, il che vuol dire che ogni 1000 litri di gasolio servono 3-400 in più. In più c'è il caro-autostrade e un generale aumento dei costi che non sono più sostenibili per le aziende. Dobbiamo essere in grado di poter mantenere prezzi concorrenziali perché non è possibile scaricare i costi sui committenti: il Governo e la politica devono trovare delle soluzioni per evitare che il sistema si blocchi”.
In provincia, così come nel resto d'Italia, il trasporto merci viaggia all'80-90% su gomma.












