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Bolzano
04 giugno | 18:59

L’onda queer che non si ferma: il Südtirolo Pride lancia un'estate di eventi in attesa del 2027

A un anno dalla grande sfilata di Bolzano, le associazioni presentano il cartellone "Pride Vibes" e rilanciano la battaglia politica: "Serve una legge provinciale contro l'omotransfobia". Il Centro antidiscriminazioni: "Nel 2025 boom di denunce, il Pride ha spinto le persone a difendersi"

BOLZANO. A un anno esatto dal grande corteo che ha colorato le strade di Bolzano, il movimento queer dell'Alto Adige traccia un bilancio che parla di continuità, reti di supporto e, soprattutto, di battaglie politiche che non hanno nessuna intenzione di fermarsi. Nel corso di una conferenza stampa affollata dalle realtà alleate sul territorio, il comitato organizzatore del Südtirolo Pride ha voluto fare il punto della situazione, mettendo in chiaro che, se per una nuova grande sfilata bisognerà pazientare fino al 2027, l'energia della comunità non è affatto evaporata. Lo slogan stampato sui volantini, "Il Pride non si ferma - si espande", fotografa perfettamente lo spirito delle nuove iniziative racchiuse sotto il cappello di "Pride Vibes", un calendario virtuale accessibile sul sito ufficiale che raccoglie tutti gli spazi accoglienti e inclusivi pensati per visualizzare le istanze Lgbtqia+ in tutta la regione. Sul tavolo restano rivendicazioni precise e concrete rivolte alla politica locale, a partire dall'approvazione di una legge provinciale contro l’omolesbobitransfobia fino all’inserimento obbligatorio dell’educazione sessuale e affettiva nei programmi scolastici.

 

A stringersi attorno al comitato ci sono diverse voci del panorama sociale altoatesino. Christine Clignon, parlando a nome di Frauenmarsch e Gea, ha ricordato l'importanza di creare ponti e riconoscere i sistemi di oppressione comuni per costruire alleanze che permettano davvero alle persone di "poter fare" e "poter vivere", mentre Giada Noto per Frauenarchiv ha sottolineato l'impegno nel rendere visibile una storia locale più sfaccettata, capace di tenere conto dei diversi livelli di discriminazione. Il calendario di appuntamenti della galassia queer è già pronto a partire e si preannuncia decisamente fitto per le prossime settimane: si comincia l’11 giugno a Bolzano con lo Swap Party mensile a Casa Goethe, per poi passare agli aperitivi "Spritzami Pride" del 13 giugno al Pfarrhof e "Queer Beers" del 17 giugno al Lemon. La carovana si sposterà poi a Brunico il 19 giugno e a Merano il 20 giugno con l'evento "Pride and Prejudice" all'Ost West Club Est Ovest, prima di culminare il 28 giugno in un grande pic-nic pomeridiano sui prati del Talvera a Bolzano, organizzato proprio per ritrovarsi e iniziare a immaginare insieme il Pride del futuro.

 

Accanto alla socialità, la conferenza ha acceso i riflettori sui sistemi di supporto attivi sul territorio, strumenti fondamentali per combattere l'isolamento. L'associazione Centaurus sta potenziando il proprio Help Center, un punto di ascolto prezioso per qualunque dubbio o urgenza legati all'identità di genere e all'orientamento sessuale, affiancato dalle attività online dei "Queer Peers" supportati da Ama. Sul fronte culturale e della sicurezza giovanile si muove invece la cooperativa sociale Eklektika, impegnata sia nella raccolta di storie orali con il progetto "Sempre Qui" sia nella creazione di spazi sicuri per i ragazzi queer all’interno dei centri giovanili dell'Alto Adige.

 

I frutti di questa crescente visibilità iniziano a vedersi anche sui registri del Centro antidiscriminazione della Provincia di Bolzano. La responsabile Priska Garbin ha evidenziato un trend significativo: se nel 2025 le segnalazioni per discriminazioni basate sull'orientamento sessuale erano aumentate moltissimo, quest'anno i numeri sono tornati a scendere, un segnale che dimostra come il Südtirolo Pride abbia incoraggiato le persone a difendersi e a non subire in silenzio. La strada da fare resta tuttavia in salita e le resistenze culturali non mancano. Come ricordato in chiusura dall'attivista queer Madu Alber, il dibattito politico locale sembra purtroppo concentrarsi ancora e soltanto sulle bandiere da esporre, faticando a prendere una posizione netta sul rispetto e la dignità delle persone Lgbtqia+, in un contesto in cui relativizzare la violenza e l'esclusione rischia troppo spesso di normalizzare l'odio.

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