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Belluno
04 giugno | 17:46

Un biglietto di sola andata e un sogno. La vita di Lara e Andrea, tra le Dolomiti e l’Asia: “Dovevamo salvare il nostro rapporto, non è vacanza ma bisogno di tempo”

La storia di Lara e Andrea, 33 anni lei e 37 lui: bellunesi d’origine, sono ora anche cittadini del mondo. “Prendere un biglietto di sola andata è sempre stato il sogno più grande. In più, dopo anni di routine, il nostro rapporto si stava perdendo e a quel punto devi fare qualcosa se vuoi risanarlo. Viaggiando ci siamo sempre chiesti come sarebbe stato se, invece di tornare, avessimo preso un altro aereo: volevamo essere liberi e abbiamo trovato il coraggio di farlo"

LONGARONE. “Prendere un biglietto di sola andata è sempre stato il sogno più grande. In più, dopo anni di routine, il nostro rapporto si stava perdendo e a quel punto devi fare qualcosa se vuoi risanarlo. Viaggiando ci siamo sempre chiesti come sarebbe stato se, invece di tornare, avessimo preso un altro aereo: volevamo essere liberi e abbiamo trovato il coraggio di farlo”.

 

Si chiamano Lara e Andrea, 33 anni lei e 37 lui: bellunesi d’origine e di cuore, sono ora anche cittadini del mondo. Il Dolomiti si è fatto raccontare la loro storia mentre parcheggiavano la casa per la notte in una cittadina del Queensland: al momento, infatti, vivono in auto. E conoscono il mondo.

 

“Il posto è bello - esordiscono - ma ci sposteremo già domani per cercare lavoro. Non è facile, ma se hai buone competenze non è impossibile”. Lara e Andrea sono arrivati in Australia lo scorso agosto. Lui, elettricista, è stato assunto subito grazie alle sue competenze, ma dopo sei mesi hanno ripreso a spostarsi. Ora di mesi lì ne mancano due e cercano “qualcosa da fare, magari insieme”.

 

Com’è nata questa scelta di vita? Lara, dopo la laurea in scienze ambientali, ha lavorato come impiegata in occhialeria, mentre Andrea è diplomato in elettronica e ha fatto l’elettricista in diverse realtà. “Ci siamo conosciuti nel 2012 - proseguono - eravamo piccoli e dopo tanto tempo, a un certo punto, tra di noi non andava più benissimo. Avevamo bisogno di cambiare rotta, così abbiamo deciso di partire”.

 

“Quando ero all’università - aggiunge Lara - non avevo soldi né tempo per i viaggi. Abbiamo fatto il primo breve nel 2016 a Tenerife, poi dopo la laurea qualcuno in più come Thailandia e Turchia, ma la svolta è arrivata nel 2023 quando siamo partiti per l’India con un biglietto di sola andata. Siamo rimasti un paio di mesi, poi da qui il sud-est asiatico fino a Cina, Giappone e Corea”.

 

Quel viaggio lungo è diventato un’esperienza di vita di un anno, seguita da nove mesi in Italia durante i quali hanno lavorato, adattandosi. Ma il richiamo si è fatto sentire di nuovo. “Per motivi di età - spiegano - era l’ultima possibilità per Andrea di chiedere il Working holiday visa per l’Australia. Così siamo ripartiti, non senza prima passare per Hong Kong, Hokkaido e Indonesia, pianificando in base alla stagionalità. Se poi quando arriviamo ci piace particolarmente, prolunghiamo: dipende anche dalle vibes del posto”.

 

Certo non è tutto rose e fiori. Come già ci ha raccontato Seiya (qui l’intervista), non mancano i sacrifici. Lara e Andrea hanno un budget giornaliero che (al di fuori dell’Australia) si aggira sui 20 euro, si spostano con i mezzi locali e razionano le spese. In Australia, invece, hanno un’auto e vivono in una tenda sul tetto. “Non è facile - commentano - ma la situazione in Italia, onestamente, non ci fa intravedere un futuro. Avevamo due stipendi buoni, nessun mutuo e vivevamo tra montagne meravigliose: molti potrebbero chiedersi perché lamentarsi. A mancarci era il tempo, per stare tra di noi e capire dove stessimo andando. Di fatto esci da scuola, vai a lavorare e non ti concedi nessuna pausa. Il percorso sembra già scritto. Non è detto che la nostra scelta sia giusta o sbagliata, c’è chi mette su famiglia e compra casa e va bene così: ma non sarebbe stata la nostra vita”.

 

Idee per il futuro? “Vogliamo fare tante cose - rispondono - ma non sappiamo in che ordine. Belluno è casa nostra e la montagna ci manca, però vogliamo un equilibrio tra stipendio, tempo per noi e viaggi. Abbiamo imparato a vivere con niente, ma non sappiamo se vale la pena tornare alla vita di prima. Al momento abbiamo molte idee e ben confuse, forse prenderemo in gestione un rifugio”.

 

In realtà, non sembrano confuse. Sembra piuttosto trovare il coraggio di buttarsi, che a molti giovani oggi non manca spinti da una società che sta stretta e una concezione del “si deve fare così” che ormai non funziona più (qui). “Adesso che abbiamo visto come si lavora in Australia - concludono - è difficile pensare di tornare. In più, quando in Italia dici che sei stato all’estero un anno ti guardano come se non avessi voglia di lavorare. Si pensa che si tratti di vacanza, ma non lo è: sui social postiamo le cose belle, ma a chi ce lo chiede diciamo la verità sulle difficoltà da affrontare”.

 

Al momento quindi sperano solo di trovare un lavoro, poi viaggeranno ancora un po’ e infine torneranno tra le Dolomiti. A quel punto, si vedrà. Sicuramente, la percezione è che partiranno da qualche via in montagna. Ma, se qui un futuro è quasi impossibile da intravedere, allora tanto vale costruirselo di giorno in giorno.

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