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Bolzano
26 marzo | 19:18

Arianna e Graham e il loro sogno che si realizza: ecco l’enoteca e paninoteca “Le sirene cantano” vero tour enogastronomico in giro per l’Italia

Una vita che cambia radicalmente, il sogno dell'enogastronomia realizzato con fatica. La coppia racconta la soddisfazione di vedere realizzato ciò che desideravano da tempo

di Margherita Tomadini

BOLZANO. “Cosa vuoi bere? Anzi, dove vuoi andare?”: è così che i due proprietari accolgono i loro clienti nel loro locale, nel centro di Bolzano.

 

“Le sirene cantano”, enoteca e paninoteca, ha aperto già da un anno e presenta tutte le carte in regola per conquistare sia i cuori degli esperti di vino sia quelli di coloro che se ne intendono poco.

 

Arianna Rebora, 40enne bolzanina e il marito Graham Cox, 44enne americano-irlandese sono i due proprietari che raccontano com’è nata la loro avventura e qual è la filosofia che regola il loro locale. 

 

“Io prima insegnavo lingue, mentre Graham era un traduttore. Abbiamo però sempre avuto il pallino enologico e col tempo maturato l’idea di aprire un locale diverso dal solito nella mia città -. racconta Arianna al giornale - Il fatto di cambiare radicalmente le nostre vite non è stata una decisione sofferta, eravamo pronti e ora ne siamo felicissimi nonostante sia un’attività che richiede tanta organizzazione”.

 

L’offerta non si ferma solamente ai vini: “Noi vogliamo essere ricordati anche per i panini” spiega Arianna a Il Dolomiti -. Andiamo a prendere il pane morbido in montagna, perché non ci siamo voluti accontentare delle proposte della città. I prodotti con cui li farciamo sono rigorosamente italiani e riconosciuti per la loro artigianalità: la porchetta di Ariccia, i formaggi del Grappa, il prosciutto dell’Emilia. Non mancano le opzioni vegetariane e vegane con hummus e melanzane sott’olio fatti da noi”. Circe, Ulisse, Penelope, il cavallo di Troia: questi i nomi curiosi dei panini che alludono ai miti greci". 

 

I vini presentati dai due osti sono speciali, arrivano da piccole realtà che li producono con un’attenzione assoluta rivolta al territorio: “Il sapore della terra passa attraverso il vino, come anche il calore del sole – spiega Arianna -. Ci siamo fatti una cultura enologica assaggiando moltissimi vini e ancora oggi assaggiamo tutto prima di proporlo qui”.

 

Ogni vino ha la sua storia quindi ed è il motivo per cui questo locale attrae molte persone. Ci vuole tanto impegno e ricerca però: “Ci teniamo parecchio a conoscere i vignaioli dai quali poi ordiniamo i vini, la ricerca e la passione in questo ambito quindi diventano fondamentali, ogni regione ha le proprie caratteristiche e tutte le modalità di produzione dei vignaioli ci incuriosiscono” spiega Arianna.

 

È così che anche il territorio diventa protagonista del locale: “Ci piace un sacco parlare dell’origine di un vino: ci affidiamo solamente a realtà che hanno modalità “naturali” e sostenibili di fare il vino e che soprattutto - ribadisce Arianna - abbiamo avuto la possibilità di conoscere. Alcuni esempi? Viti che nascono dalla sabbia o che crescono sui pioppi”.

 

Da poco sono diventati un punto di affezione FIVI (Federazione Italiana Vignaioli Indipendenti): un’organizzazione senza scopo di lucro che riunisce vignaioli poco conosciuti che si occupano di tutto il procedimento di produzione: dall’uva all’imbottigliamento, “dalla a alla z”. Un locale con questa “etichetta” espone e vende i vini dei vignaioli che, rispetto alle grandi cantine, spesso rischiano di diventare invisibili. Arianna ci spiega come appartenere a questa lista sia un onore: “questi vini incarnano perfettamente i valori che io e Graham vogliamo trasmettere, artigianalità e stretto contatto con la terra. Essere un punto di affezione ci rende parte di un gruppo (diffuso su territorio nazionale) che tutela e sostiene i piccoli imprenditori che emergono dalla scena enologica solo se ricercati”.

 

Il prezzo per tutti i calici è di 5 euro: “non vogliamo fare distinzioni tra un vino e l’altro. Ognuno merita di essere gustato e siamo convinti che il vino non debba essere una bevanda di lusso, ma accessibile a tutti, come una volta” ci tiene a precisare Arianna.

 

L'atmosfera del locale è calda, mediterranea: un grande murales del Monte Vesuvio che erutta rende l’atmosfera ancora più unica e iconica. C'è molto legno, un grande bancone e niente tavolini: “abbiamo preferito organizzare il locale in questo modo per non far sentire nessuno solo, anzi, così speriamo di invogliare le persone a parlare con noi e con gli altri”.

 

 

“Le Sirene Cantano”, in via dei Conciapelli, è aperta a tutti: ai locals, ai turisti più coraggiosi, ai flâneurs che amano perdersi per le vie della città di Bolzano: “da noi vengono spagnoli, argentini, napoletani e pugliesi che spesso addirittura ritrovano i vini delle loro terre” racconta Arianna. Inoltre, anche i bolzanini, scettici inizialmente, hanno iniziato ad apprezzarli: “sarà forse perché siamo aperti anche di domenica?” conclude scherzosamente Arianna

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