“Casa la priorità. Soddisfatti del lavoro, ma i tempi delle aziende non sono quelli della politica". Delladio sul Piano industriale 2040: "Strada giusta, ma ora serve fare presto"
Il presidente di Confindustria Trentino dopo la presentazione del Piano industriale Trentino 2040: “Obiettivi ambiziosi? Sì, ma programmare il futuro è la scelta giusta”

TRENTO. Non ha dubbi il numero uno di Confindustria in Trentino: tra i moltissimi temi presentati all'interno del Piano industriale Trentino 2040 – il documento che traccia il perimetro dello sviluppo economico del territorio per la fine del prossimo decennio – il più importante oggi è quello abitativo. Una priorità sulla quale Lorenzo Delladio aveva già acceso i riflettori negli ultimi mesi – ponendola come “il primo problema” da affrontare a livello lavorativo in Trentino – e che rientra tra gli ambiti d'intervento delineati nel Piano per aumentare l'attrattività del territorio e favorire così l'arrivo di lavoratori da fuori Provincia. Il tutto in un contesto segnato da previsioni demografiche tutt'altro che incoraggianti, con una riduzione di circa 23.500 lavoratori stimata entro il 2040.
“Il territorio – sottolinea infatti Delladio a il Dolomiti – non può essere attrattivo se non è in grado di fornire un contesto abitativo dignitoso ai lavoratori. Nel delineare questo Piano è stato fatto un lavoro di squadra, al suo interno ci sono moltissimi spunti, idee e proposte, ma questo dev'essere il punto di partenza: il tasso di natalità oggi è bassissimo ed è quindi necessario favorire l'ingresso di persone dall'esterno. Senza la garanzia di una casa, questo semplicemente non è possibile”.
Paradossalmente, come ribadito dal vicepresidente Achille Spinelli nella conferenza di presentazione del Piano stesso, proprio la crisi demografica potrebbe ridurre la pressione dal punto di vista abitativo - meno abitanti porterebbero a una domanda inferiore. “Se saremo in grado di attrarre nuove persone – aggiunge però Delladio – l'obiettivo deve essere anche quello di farle rimanere sul territorio. La casa oggi è un problema sociale, sentito non solo dal mondo lavorativo, che sia legato all'industria o ai servizi, ma dalla popolazione in generale. Per questo è necessario affrontare il tema in maniera organica, partendo dal pubblico, con un approccio il più ampio possibile: che si parli di casa, istruzione o lavoro, la priorità rimane quella di rendere il territorio il più attrattivo possibile”.
Proprio questo approccio, continua Delladio, è quello tenuto dalle varie parti – Confindustria compresa – chiamate a collaborare nella stesura del Piano: “Noi siamo soddisfatti – spiega – e pensiamo di essere sulla strada giusta. Adesso però la priorità è di mettere a terra le proposte e le iniziative delineate: starà a noi a questo punto spingere in particolare sulle tempistiche. I tempi delle aziende sono ben diversi dai tempi della politica, e questo vale anche per quanto riguarda la necessità di semplificare i processi burocratici”.
L'apporto del mondo privato, sottolinea infatti il presidente di Confindustria Trentino, è estremamente importante nei calcoli di sviluppo presentati nel Piano – per quanto riguarda la ricerca e sviluppo, per esempio, l'obiettivo al 2040 è di vedere un aumento della spesa rispetto al Pil di 1,4 punti percentuali, circa 350 milioni l'anno, in capo proprio alla componente privata – ma la logica di relazione con il pubblico deve essere win-win: “Oggi siamo in una situazione di emergenza ed è necessario lavorare per creare un terreno fertile sul quale le aziende possano lavorare al meglio. Da questo punto di vista la politica, tanto a livello provinciale quanto locale, può contribuire con una maggiore elasticità, in particolare per quanto riguarda i vincoli normativo-burocratici legati alla gestione dell'emergenza abitativa”.
D'altronde, gli obiettivi presentati all'interno del piano sono decisamente ambiziosi – a partire dalla crescita attesa del Pil provinciale, stimata al +40% al 2040. “L'obiettivo è alto, certo – dice ancora Delladio – ma personalmente credo che guardare al futuro, avere un progetto di lungo periodo, sia importante per non rimanere bloccati in una gestione emergenziale dei problemi. Ben vengano quindi gli obiettivi concreti, in quanto numerici, presentati dalla Provincia: vuol dire che la Giunta si è messa in gioco. Da parte nostra ci sentiamo ascoltati: ora il nostro compito sarà fare in modo che i tempi di realizzazione siano il più possibile rapidi”.














