Carenza di manodopera e burocrazia, il mondo agricolo lancia l’allarme: “Servono 20 mila lavoratori stagionali". Sulle grandi opere: "Attenzione al consumo di suolo"
Immancabile il tema dei grandi carnivori, Coldiretti Trento ha spiegato che il "declassamento del lupo da specie 'rigorosamente protetta' a 'protetta' è un traguardo inseguito per anni per consentire una gestione attiva dei grandi carnivori”. Barbacovi ha poi spiegato che il "Decreto Flussi" ha rappresentato un passo avanti cruciale per le aziende che necessitano oltre 20mila lavoratori stagionali in Trentino

TRENTO. Dalla carenza di manodopera alla peso crescente della burocrazia fino all'impatto sul territorio delle grandi opere. Nodi che rischiano di mettere sotto pressione un sistema produttivo chiamato a confrontarsi con mercati sempre più complessi e con una domanda di lavoro stagionale che continua a superare la disponibilità di personale. Queste le principali criticità al centro dell'assemblea di Coldiretti sul futuro dell'agricoltura.
Un appuntamento che ha visto la presenza di Coldiretti Trentino Alto Adige Gianluca Barbacovi e del direttore Enzo Bottos, con la partecipazione di molti ospiti illustri, come il noto analista geopolitico e direttore della rivista mensile Domino, Dario Fabbri.
Il settore si trova ad affrontare diverse criticità e molte nuove sfide considerando anche gli effetti dei conflitti che si ripercuotono pesantemente nella politica e incidono direttamente sulla tenuta economica delle imprese.
C'è poi il tema della concorrenza sleale e dell’abbattimento di una burocrazia oramai insostenibile. Grande attenzione durante l’assemblea è stata posta sul tema fondamentale della manodopera. Un tema, quest'ultimo, che nei giorni scorsi aveva messo al centro anche Mara Baldo presidente di Cia-Agricoltori italiani del Trentino.
L'impulso di Coldiretti, spiega l'associazione, sul nuovo "Decreto Flussi" ha rappresentato un passo avanti cruciale per le aziende, che necessitano oltre 20mila lavoratori stagionali in Trentino, in particolar modo per la raccolta frutticola. “Sburocratizzare e facilitare l'incontro tra domanda e offerta è l'unico modo per garantire la raccolta, sconfiggere l'illegalità e dare certezze alle imprese in un mercato sempre più complesso”.
C'è poi un altro tema sul quale è stato posta attenzione. Il presidente Barbacovi ha spiegato che Coldiretti farà “sentire la propria voce anche in merito alle grandi opere, come il Tunnel del Brennero, rispetto alle quali non siamo contrari ma chiediamo grande attenzione al consumo di suolo e alla tutela delle nostre aziende”.
Il 2025 è stato un anno in cui il settore primario è tornato prepotentemente al centro del dibattito nazionale ed europeo. “Non si è trattato di rivendicare privilegi -ha ricordato Barbacovi- ma di portare avanti battaglie a difesa della salute dei cittadini, della qualità del cibo e della tenuta economica delle imprese. Dodici mesi intensi in cui Coldiretti ha scelto di esporsi con visione e responsabilità, dimostrando come l'agroalimentare sia un pilastro imprescindibile sia a livello locale, sia per la stabilità geopolitica ed economica del Paese”.
Attenzione infine al tema dei fondi della Pac 2028 – 2034 e all’approvazione della legge sui reati agroalimentari, ispirata alla Legge Caselli, essenziale per stroncare le agromafie.
Non potevano in fine mancare i grandi carnivori. “A livello locale – ha sottolineato Coldiretti Trento - abbiamo celebrato il via libera del Parlamento italiano al declassamento del lupo da specie 'rigorosamente protetta' a 'protetta'. È un traguardo inseguito per anni da Coldiretti Trento per consentire una gestione attiva dei grandi carnivori”.












