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Trento
01 giugno | 06:00

Sanità, Tonina difende le Case di Comunità e replica: “Stanno entrando a regime”. Rimane il nodo medici di famiglia e sugli infermieri: “Guardiamo anche all'estero"

C'è il tema della riforma che "trasformerebbe" i medici di famiglia da liberi professionisti in dipendenti, il nodo della carenza degli infermieri e le critiche che arrivano dall'opposizione sulle Case di Comunità definite delle "scatole vuole". L'assessore Mario Tonina risponde tracciando gli interventi che fino ad oggi sono stati messi in campo e quelli sui quali si sta lavorando. "Il personale non si crea dall'oggi al domani. Stiamo mettendo a terra dei presupposti importanti". E ammette: "E' un momento difficile" 

TRENTO. Dieci Case di Comunità già inaugurate e quattro ancora da completare. La vera sfida che il Trentino deve affrontare è quella della carenza di personale. Le opposizioni parlano di "scatole vuote" e di "riforma in stallo" (QUI L'ARTICOLO) ma l'assessore alla salute Mario Tonina rivendica il lavoro svolto spiegando che “le nuove strutture stanno progressivamente entrando a regime”.

 

Sullo sfondo, però, rimangono le problematiche legate alla carenza di medici di famiglia e infermieri, soprattutto in alcune zone del Trentino.

 

“Le maggiori difficoltà le stiamo incontrando in Vallagarina” dice a il Dolomiti l'assessore Tonina. “Il nostro impegno è quello di riuscire a dare risposte a quei pazienti che sono senza medico, cercando l'aiuto di chi in questo momento sta lavorando e ha dei posti liberi”.

 

Sulla mancanza di infermieri spiega: “Avremo bisogno anche di personale dall'estero. Ora stiamo lavorando per creare i presupposti giusti per accogliere questi professionisti. Con la speranza che anche i nostri giovani possano scegliere questi lavori”.

 

Assessore Tonina, di recente a fronte di 63 incarichi dei medici di medicina generale vacanti sono stati assegnati soltanto 2 posti. Qual è il piano concreto della Provincia per evitare che la medicina territoriale collassi?

Le difficoltà che ci troviamo davanti sono oggettive. Quando vengono fatte delle selezioni e poi non si ha la risposta che ci si aspetta bisogna chiedersi il perché è successo. Questo malgrado il fatto che in Trentino abbiamo riservato in questa legislatura risorse aggiuntive per i medici di medicina generale favorendo anche l'inserimento di personale amministrativo che possa aiutare.

Ci troviamo in un momento difficile e la mia speranza è che possa durare poco. Vedo degli spiragli nei primi laureati in medicina che avremo nei prossimi mesi. Si tratta di giovani che si laureeranno in Trentino e che sono in parte trentini e l'auspicio è che possano intraprendere la strada del medico di medicina generale. Anche a livello nazionale la situazione è la stessa e lo ha fatto capire anche il ministro della Salute al Festival dell'Economia. C'è una grossa difficoltà ed è per questo che in maniera non facile si sta portando avanti il ruolo unico. Perché diversamente non si riuscirebbero ad aprire Case di Comunità. Non tutte le sigle sindacali sono d'accordo e serve un giusto equilibrio. Se si va avanti senza condivisione può diventare tutto ancora più difficile. In Trentino il problema lo abbiamo in parte superato stipulando accordi e convenzioni.

 

Quali incentivi state mettendo in campo per rendere attrattiva la professione di medico di famiglia in Trentino?
Tra non molto avremo l'assestamento di bilancio e valuteremo con attenzione se ci sono altre forme che possono essere messe in campo e che possono essere di aiuto per superare alcune problematiche andando ancora incontro a qualche altra richiesta. Le valuteremo tutte ma verificheremo se c'è poi anche un ritorno. Fino ad ora non possono accusare il sottoscritto di non aver fatto a sufficienza in questi due anni e mezzo e di non aver tenuto in considerazione le richieste.

 

Dove abbiamo la maggiore criticità?
La difficoltà maggiore l'abbiamo sul territorio della Vallagarina. Il nostro impegno è quello di riuscire a dare risposte a quei pazienti che sono senza medico, cercando l'aiuto di chi in questo momento sta lavorando e ha dei posti liberi. Stiamo cercando anche altre strade per affrontare questo momento di difficoltà sperando in tempi migliori quando arriveranno nuove leve.

 

Parliamo delle Case di Comunità. L'opposizione parla di "scatole vuote" e di inaugurazioni fatte per rispettare il Pnrr. Come risponde?
Oggi possiamo dire che tutte le Case di Comunità del Trentino hanno ottenuto la certificazione prevista dal Pnrr entro le scadenze stabilite. Questo è un risultato importante e non scontato che in altre zone d'Italia faticano ad ottenere. Questo è il primo impegno ed è importante perché se io non riesco a certificarle nemmeno le apro.
Nelle nuove strutture sono operative e certificate le principali funzioni previste dal modello organizzativo nazionale. Parliamo del Punto Unico di Accesso, dell'Unità di Valutazione Multidimensionale e c'è anche l'integrazione con i servizi sociali e con l'assistenza primaria, la continuità assistenziale con presenza medica tra le 12 e le 24 ore, i servizi diagnostici di base, i punti prelievo, l'assistenza domiciliare e la presenza infermieristica per almeno 12 ore giornaliere.
Particolare attenzione è stata dedicata al ruolo dell'Infermiere di Famiglia e Comunità. Oltre alle funzioni di base, ogni Casa della Comunità sta sviluppando servizi specifici legati alle caratteristiche del territorio, alle esigenze della popolazione residente e, in alcune zone, anche alla forte presenza turistica.
L'opposizione critica? Ognuno fa il suo lavoro e non mi meraviglio, devono interpretare il loro ruolo. Aprendo una Casa di Comunità non è che dalla mattina alla sera si vedano i cambiamenti. Serve il suo tempo e serve un'evoluzione che avviene giorno dopo giorno, servono professionisti che un po' alla volta vengono inseriti e serve anche informare la popolazione.

 

Abbiamo 10 Case di Comunità inaugurate su 14 previste. Stanno funzionando concretamente?
Sì, stanno funzionando ma non al 100%. Abbiamo aperto quella di Trento la settimana scorsa e serve del tempo. Le prime che sono state inaugurate stanno svolgendo il loro compito e possiamo dire che ci sono dei risultati. Parliamo per esempio di Ala che è stata la prima oppure di Rovereto o quella della Val di Sole che io considero un modello da esportare visto il percorso che ha fatto assieme alla comunità.
Devo anche ringraziare la Consulta della Salute e quella delle Politiche sociali per i contributi e le osservazioni che sono state portate e che voglio tenere assolutamente in considerazione. Quella delle Case di Comunità è un'evoluzione. Non facciamo solo tagli dei nastri ma è giusto che, completata un'opera, far sapere che inizia un percorso importante che va a beneficio del cittadino.

 

Oltre alla questione dei medici di medicina generale c'è quella degli infermieri che rimane molto critica.
Anche qui abbiamo creato dei presupposti che ci permetteranno di ottenere dei risultati. Agli infermieri e agli Oss abbiamo riconosciuto una maggiorazione dal punto di vista economico significativa e importante. Il problema è che c'è una forte differenza in questo ambito tra privato e pubblico e bisognerebbe colmarla.
Abbiamo lavorato per essere più attrattivi ma il personale non lo si costruisce dalla mattina alla sera. La politica vuole dare dei segnali per incentivare le scelte che verranno fatte in particolare per determinati settori strategici davanti a un invecchiamento della popolazione e alla necessità crescente di servizi. È bene sapere, però, che gli investimenti che facciamo e gli stimoli portati sul territorio, non saranno sufficienti. Per questo stiamo pensando in maniera concreta e seria di recuperare personale dall'estero. Già avviene in qualche Rsa dove troviamo personale dall'Albania o dal Paraguay. Il problema rimane principalmente la lingua perché la formazione è aderente alla nostra. Ora stiamo lavorando anche per questo e per creare le condizioni affinché una parte del personale che ci serve possa venire da fuori. Con la speranza che anche i nostri giovani possano scegliere questi lavori.
Attraverso la nostra autonomia speciale vogliamo dimostrare che attraverso dei percorsi innovativi affrontiamo nel modo giusto anche le nuove sfide che abbiamo davanti.

 

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