"La riforma è in stallo. I medici di famiglia nelle case di comunità? Se sono pochi rischia di non decollare il servizio". Il Pd attacca: "Le inaugurazioni sono una farsa"
La riforma che "trasformerebbe" i medici di famiglie da liberi professionisti in dipendenti non è stata praticamente trattata dal ministro durante il festival dell'Economia. Intanto il settore affronta tante criticità. L'ordine dei medici: "I medici di famiglia devono essere motivati e non dobbiamo farli scappare". Intanto Paolo Zanella attacca la Provincia sulle Case di Comunità: "Nessun coinvolgimento e manca personale: servono solo per le foto opportunity"

TRENTO. "La riforma è in stallo e oggi è difficile capire l'evoluzione della riforma. La strada è in salita perché non c'è stato il coinvolgimento dei professionisti e ci sono alcune rigidità". Queste le parole di Giovanni De Pretis, presidente dell'Ordine dei medici del Trentino. "Il testo del ministro non è particolarmente dettagliato e questo crea inevitabilmente molte incertezze e in questo momento di carenza di medici di medicina generale l'insicurezza assume contorni ancora più negativi".
"Siamo al collasso. Un circolo vizioso che porta al burnout. Ci sentiamo abbandonati. Le Case di Comunità rischiano di aggravare la situazione", l'allarme di un medico di medicina generale in Trentino. Operatori stretti tra la gestione di un numero elevatissimo di pazienti con un'età media progressivamente più elevata. Bisogni più complessi e multisettoriali. Le visite, ma anche le telefonate e le mail. Poi la burocrazia. "Il sistema attraversa una fase di profonda crisi, ormai divenuta strutturale" (Qui articolo).
Un aumento del carico assistenziale si associa a una riduzione del tempo medio dedicato al singolo paziente, con impatto sulla qualità dell’assistenza e sulla sostenibilità del lavoro clinico nel lungo periodo. Un sistema che boccheggia e che annaspa da anni. Recentemente a fronte di 63 incarichi vacanti, si sono presentati soltanto 12 candidati e, di questi, sono stati assegnati appena 2 posti.
Intanto in ballo c'è anche una riforma nazionale che però in prima battuta non sembra piacere a nessuno (Qui articolo). Un argomento trattato in maniera molto sfumata dal ministro Schillaci in un videocollegamento al Festival dell'Economia. A ogni modo un tema, quello di "trasferire" i medici di medicina generale nel pubblico in agenda da tempo (Qui articolo - qui articolo).
"L'incertezza allontana più che avvicinare eventuali professionisti. Il mancato coinvolgimento ha portato molto nervosismo e una reazione inevitabilmente forte dei sindacati", aggiunge De Pretis. "Poi una figura un po' diversa potrebbe essere una soluzione in più, tuttavia è fondamentale che un'eventuale scelta non sia obbligatoria. I medici di medicina generale sono pochi e non si devono far scappare". Forse il governo inserirà la retromarcia "ma le previsioni sono complesse".
Intanto il calendario delle inaugurazioni in serie della Case di comunità è serrato. Strutture che rischiano di trasformarsi in boomerang.
"Il futuro delle Case di comunità passa anche dai medici di medicina generale, pure per la parte della copertura di alcuni orari ma se sono pochi il servizio può far fatica a decollare", continua De Pretis. "Sicuramente in generale è importante motivare le persone a scegliere questa professione".
Critico Paolo Zanella sulle Case di comunità. "Si avvicina la scadenza del Pnrr e siamo all'11esimo taglio di nastro per l'inaugurazione di 10 delle 14 strutture. Undici perché ad Ala abbiamo assistito pure alla doppia inaugurazione. Probabilmente ne seguiranno tante altre, ogni qualvolta che si attiverà un nuovo servizio ecco pronto un nastro e la foto opportunity. D'altronde questa è la Giunta tutta apparenza e zero sostanza".
Il consigliere dem parla di farsa. "La Casa della Comunità di Trento Nord è tra tutte forse quella la cui programmazione è stata più improvvisata: un non luogo della città, tra ferrovia e via Brennero, privo di parcheggi e senza trasporto pubblico (come a Cles) che solo ex post si capirà come attivare, in un capannone in zona produttiva, lontano da quella comunità che dovrebbe essere il perno attorno al quale e con il quale costruire il progetto. Comunità infatti che mai partecipa alle inaugurazioni, ma non è stata mai coinvolta nelle progettualità".
Si inaugurano "le strutture solo per spuntare la check list delle cose fatte per rendicontare all'Unione europea, ma ci troviamo davanti a poliambulatori che cambiano etichetta, luoghi in cui si accorpano servizi che prima erano sparpagliati o scatole vuote che difficilmente verranno riempite. Troppo comodo ricordare a ogni inaugurazione che siamo solo all'inizio del percorso, perché questo percorso ha quattro anni di gestazione e c'era tutto il tempo per ragionare e pianificare, cosa che assessorato e Azienda hanno fatto, se non negli ultimi mesi solo in vista dell'apertura".
Le questioni di fondo, per il Pd, rimangono irrisolte: "Assenza di una seria programmazione iniziale, mancato coinvolgimento della comunità, mancanza di medici di medicina generale e soprattutto di chiarezza del ruolo e carenza di infermieri con sovraccarico dei pochi operativi. Sarebbe ora di smetterla di fare propaganda e illudere i cittadini e rimboccarsi le maniche con più onestà rispetto alla situazione reale e alle responsabilità di chi negli ultimi anni non l'ha governata", conclude Zanella.














