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Belluno
10 luglio | 18:48

''Un passo dal cielo'', cancellata la nona stagione e il Cadore perde una delle fiction Rai più guardate. “Era una promozione per tutta la provincia”

Ormai è confermato: la produzione di “Un passo dal cielo” non tornerà in Cadore. Cancellata la nona stagione dai palinsesti Rai: Il Dolomiti ha contattato il sindaco di San Vito Franco De Bon, per farsi raccontare cosa ha significato per il territorio e quali prospettive ci sono (se ci sono) per il futuro

SAN VITO DI CADORE. “Le montagne, le acque cristalline dei laghi e dei fiumi, i prati verde smeraldo, il cielo azzurro sul quale si stagliano le cime innevate. Giù in basso, a fondovalle, abitano i guardiani di questa natura meravigliosa, uomini forti e trasparenti come l'aria: le guardie forestali”. Con queste parole RaiPlay descrive Un passo dal cielo, la fiction che per otto stagioni ha tenuto incollati in prima serata milioni di spettatori in tutta Italia.

 

Spettatori che hanno potuto ammirare sul piccolo schermo, tra gli altri, anche i panorami del Bellunese, in particolare San Vito di Cadore, ma che ora non lo potranno più fare. La nona stagione è stata infatti cancellata dai palinsesti Rai: un duro colpo per il Cadore.

 

“Li abbiamo portati noi il primo anno nel 2020 come amministratori - dichiara a Il Dolomiti Franco De Bon, sindaco di San Vito - dopodiché tutti i rapporti erano tenuti dal Consorzio, che qualche tempo fa mi ha confermato che purtroppo quest’anno non verranno. A me personalmente dispiace molto perché per noi come territorio è stata un’esperienza bellissima e gratificante. Inoltre sono arrivate molte persone a seguito di questa fiction e a San Vito abbiamo aperto un distretto, che a Cortina c’era già, che è quello dello spettacolo per promuovere il territorio. Sono infatti approdate qui anche altre produzioni, tra cui ultimamente una piccola produzione del Veneto”.

 

De Bon definisce poi un rapporto quasi di famiglia quello instaurato con gli stessi attori. “Li conoscevamo ormai molto bene. Avevamo un ottimo rapporto con loro - sottolinea - ad esempio con lo stesso Daniele Liotti, che addirittura aveva una compagna bellunese. Oppure con Giusy Buscemi, che portava i suoi figli nel nostro asilo comunale: si era quindi sviluppato davvero un legame personale. Era un bell’appuntamento, un ritrovarsi ogni due anni”.

 

Per il futuro, al momento, resta un punto di domanda. “Il primo anno c’è stata una sponsorizzazione dai partner della Regione - conclude - ora so che la Provincia riceverà delle risorse dai canoni e trovo che questa forma di promozione sia davvero utile al territorio. Fin dall’inizio, infatti, non abbiamo parlato solo di San Vito, anche se la stazione di polizia era sul lago di Mosigo. Consapevoli infatti dell’esperienza del lago di Braies, travolto dall’overtourism e costretto a limitare gli accessi dopo la fiction, abbiamo incentivato a girare su tutto il territorio, quindi la promozione c’è stata anche su Cortina, Auronzo, Vodo, Pieve, Belluno con Villa Miari, fino alle Colline del prosecco. L’intenzione era quindi promuovere un territorio più vasto e, visto che secondo l’audience della prima serata era la trasmissione più guardata, è stata un’ottima promozione per tutti”.

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