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Trento
22 settembre | 13:49

Dalla "mini trasferta" a Bari per la festa del Governo Meloni, alla Polenta di Storo alla Camera, Zanetti: "Fratelli d'Italia in Trentino è questo? E sulle tessere tutto tace"

"Mi sono cadute le braccia per due volte nelle ultime settimane. Alla festa di Bari, per celebrare il Governo più longevo della storia repubblicana d'Italia la delegazione trentina da quante persone era composta? Una decina al massimo. E poi: ma veramente una parlamentare trentina ha organizzato la conferenza stampa di presentazione del Festival della Polenta di Storo nella sala stampa della Camera dei deputati, portando una quindicina di trentini di cui solo due di Fratelli d’Italia? E' evidente che manchi una guida che abbia un seguito all’interno del partito. Se siamo questi agli occhi di Roma e dei vertici... siamo a posto"

Dalla "mini trasferta" a Bari per la festa del Governo Meloni

TRENTO. Alzi la mano (la battuta verrebbe spontanea: quale delle due?) chi pensa ancora che Fratelli d'Italia in Trentino non abbia alcun problema. Qualcuno, veramente, può ancora sostenere che il quadro sia idilliaco?

 

Nessuno, pochissimi o chi è male informato, nonostante i continui tentativi di narrazione all'insegna del "volemose bene", "è tutto ok", "andiamo alla grande", con una comunicazione versione 1.0. (qualcuno, facendo un'altra battuta, direbbe da "Istituto Luce"), che prevede la divulgazione solamente delle notizie positive, o presunte tali.

 

Il partito è "spaccato" e a Roma, dove alla fine vengono prese tutte le decisioni (nei partiti nazionali funziona così, in Fdi "ancora di più"), la situazione trentina è "attenzionata" da tempo: le continue "fughe" dal partito di elementi di spicco del territorio, o se non di nome almeno "di peso", fatta la conta dei voti, stanno facendo parecchio riflettere chi di dovere.

 

Sotto una grande lente d'ingrandimento c'è la governance provinciale, o per meglio dire la presidente trentina Francesca Gerosa, la cui gestione "accentratrice" non piace praticamente a nessuno.

 

Né in provincia, né nella Capitale. I rapporti con il coordinatore regionale Alessandro Urzì non sono più idilliaci (bei tempi quelli in cui, alla vigilia delle Provinciali 2023, il coordinatore regionale la difendeva e la "promuoveva" sul campo, ancora prima di aver fatto i conti con il Governatore) anche se, in questo momento, il deputato altoatesino ha altre "gatte" da pelare, visto che non sa ancora in quale collegio verrà inserito (se verrà inserito) alle Politiche 2027.

 

Nel 2022, dopo ventiquattro anni trascorsi in Consiglio Provinciale a Bolzano, Urzì è stato eletto alla Camera nel Collegio plurinominale Veneto 2 con la quota proporzionale, ma stavolta per lui in Veneto potrebbe non esserci "posto". La concorrenza è già tanta in Veneto, figuriamoci se poi arriva qualcuno "da fuori".

 

A quel punto potrebbe essere schierato direttamente a "casa sua", in Alto Adige nel "nuovo" collegio (se la riforma passerà: c'è già stato l'ok del Senato) a maggioranza linguistica italiana, anche se pure in provincia di Bolzano la "concorrenza" non manca, visto che anche l'attuale vice presidente della Giunta altoatesina Marco Galateo sta facendo ben più di un "pensiero" di spostarsi da Bolzano a Roma.

 

Insomma, un altro problema per Fratelli d'Italia, in questo caso in provincia di Bolzano, ma che contribuisce ad accrescere la confusione sul territorio.

 

In Trentino la "spaccatura" è evidente, al di là delle fughe di presidenti di circolo, consiglieri provinciali, militanti, sostenitori. La gestione accentratrice di Francesca Gerosa sta dimostrando come il "mood" "una persona sola al comando e gli altri... agli ordini" non funzioni.

 

"Prendendo spunto da quanto accaduto recentemente - commenta Cristian Zanetti, lo sfidante sconfitto all'ultimo congresso e membro dell'attuale consiglio direttivo di Fdi in Trentino -, io mi chiedo come sia possibile che dal partito, il primo partito d'Italia, la "guida" della coalizione che governa il Paese, vengano fatte comunicazioni ufficiali "celebrative" per l'ingresso in Fdi di un ex esponente della Lega e, invece, non siano state spese due righe, nemmeno due, per ringraziare chi è uscito e aveva una "storia" all'interno di Fratelli d'Italia. Sia chiaro, non ho niente con il neoarrivato Clemente Covi, un consigliere circoscrizionale ex Lega che da sempre è molto operativo a Trento, ci mancherebbe altro ma, in un mondo in cui la comunicazione è parte fondamentale nel percorso di una forza politica, non capisco come si possano "ignorare" gli addii di esponenti del territorio che, alle ultime elezioni Provinciali, hanno portato chi quasi 1.000, chi 900, chi 800 voti, contribuendo in maniera decisiva all'ottimo risultato conseguito nel 2023. Lo trovo sconfortante. Il tutto, ovviamente, senza il minimo confronto con il consiglio direttivo: magari qualcuno poteva dare un "buon consiglio" al nostro presidente, spiegarle che non era il caso, ma in Fratelli d'Italia del Trentino funziona così. Le cose si vengono a sapere dai media, da chi ha visto "qualcuno che gli ha detto che...". E' pazzesco, ma è così. E non è finita: io, come tutti, stiamo aspettando che la presidente ci dica quante sono i tesserati in provincia e i dati riferiti ai singoli circoli. Dati che, non sarà un caso, vengono tenuti "segretissimi" e non disponibili nemmeno agli altri membri del direttivo".


E non è finita, perché Zanetti apre un altro dibattito: quale è il ruolo di Fratelli d'Italia del Trentino in ambito nazionale?

 

"Mi sono cadute le braccia - conclude - per due volte nelle ultime settimane. Alla festa di Bari, per celebrare il Governo più longevo della storia repubblicana d'Italia la delegazione trentina da quante persone era composta? Una decina al massimo. Insomma, governiamo la Provincia, i vertici si riempiono la bocca che il partito è presente sul territorio, coinvolge, siamo tanti, eccetera, eccetera e poi ci presentiamo con un manipolo di persone alla celebrazione. Secondo: ma veramente una parlamentare che arriva dal Trentino ha organizzato la conferenza stampa di presentazione del Festival della Polenta di Storo nella nobilissima cornice della sala stampa della Camera dei deputati, portando nella capitale una quindicina di trentini di cui solo due di Fratelli d’Italia? In entrambi i casi è evidente che manchi una guida che abbia un seguito all’interno del partito. Se siamo questi agli occhi di Roma e dei vertici... siamo a posto".



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