Fratelli d'Italia in difficoltà, arriva Donzelli da Roma per un vertice. Zanetti: "Urge il commissariamento. Gerosa è debole sia nella Giunta che nel partito"
"Nominando qualcuno che possa essere garante delle istanze di tutti - spiega Zanetti -, un commissario che rappresenti un vero collante tra i vertici e la cosiddetta "provincia", che sappia delegare, faccio lo spelling de - le - ga - re, perché una forza politica per rafforzarsi e crescere non deve accentrare il potere in poche persone, ma far crescere i propri dirigenti sul territorio e dare fiducia alle persone, non limitarsi a controllarle e impartire ordini"

TRENTO. Prima il punto stampa durante il quale, è prevedibile, verrà detto che "va tutto bene", "siamo contenti", "si lavora" e altre amenità del caso (ah, questi giornalisti "disfattisti", alla fine è sempre colpa "loro") e poi il vertice con la governance provinciale del partito, ovviamente a porte chiuse.
Domani, venerdì 1 ottobre, il deputato di Fratelli d'Italia Giovanni Donzelli salirà a Trento in qualità di responsabile nazionale dell'organizzazione del partito e la sua non sarà una semplice visita di cortesia.
In Trentino la forza meloniana è in evidente difficoltà e a certificarlo vi sono i tanti, tantissimi addii registrati nei mesi scorsi, dei quali avevano già raccontato nelle scorse settimane (Qui articolo).
A cominciare dai tre consiglieri provinciali (su cinque) persi in corso di legislatura, passando poi i cinque presidenti di circolo che se ne sono andati - tutti più o meno con la stessa motivazione (non ci sentiamo considerati, non siamo considerati e viviamo d'imposizioni calate dall'alto) - per concludere con esponenti territoriali - leggasi consiglieri comunali e circoscrizionali - che si sono "staccati", chi per affrancarsi a Futuro Nazionale e chi, invece, per proseguire in autonomia.
Insomma, non va tutto bene, nonostante una narrazione che prosegue imperterrita sulla linea del "raccontiamo solo ciò che ci va", cioè gli ingressi di alcuni esponenti politici del territorio, obiettivamente di secondo piano, che sono stati accolti con invidiabile entusiasmo.
La motivazione di tutti quelli che si sono chiamati fuori dal partito che guida la coalizione di Governo è la medesima: la presidente Francesca Gerosa e il commissario regionale Alessandro Urzì decidono "loro", impongono e non ascoltano.
Ecco, allora, che il confronto di con Donzelli, che conosce bene la situazione trentina, la ha "attenzionata" da settimane (con tanto di corposa rassegna stampa), assume una grande importanza in chiave futura e potrebbe rappresentare un vero e proprio momento spartiacque per Fratelli d'Italia del Trentino.
Francesca Gerosa, che guida il partito in provincia di Trento dallo scorso mese di novembre, quando venne eletta con il 68% dei consensi, deve fare i conti con un malumore diffuso. All'elezione interna l'attuale assessora provinciale all'istruzione e cultura superò lo sfidante Cristian Zanetti, che si fermò al 32% delle preferenze dopo essere entrato in corsa a poche settimane dalla scadenza per la presentazione delle candidature.
L'ex consigliere comunale del capoluogo, che ha una visione completamente diversa su come dovrebbe essere gestito il partito, non ha mai avuto paura di esporsi e oggi parla addirittura di "commissariamento".
"Nominando qualcuno che possa essere garante delle istanze di tutti - spiega Zanetti -, un commissario che rappresenti un vero collante tra i vertici e la cosiddetta "provincia", che sappia delegare, faccio lo spelling de - le - ga - re, perché una forza politica, per rafforzarsi e crescere, non deve accentrare il potere in poche persone, ma far crescere i propri dirigenti sul territorio e dare fiducia alle persone, non limitarsi a controllarle e impartire ordini. Ben venga l'arrivo in Trentino dell'onorevole Donzelli, che certamente ripartirà con un quadro esauriente della situazione, a patto che i vertici non vogliano dipingere una situazione idilliaca, chiamando a raccolta amici, parenti e affini per far vedere che siamo tanti, compatti e felici. Non è il momento di pensare a trovate in stile "vacche di Fanfani", è il momento di operare un confronto serio, senza nascondersi dietro ad un dito. Invece, qui in Trentino, va sempre tutto bene, è tutto a posto, i problemi vengono nascosti o derubricati a fatti di poca importanza quando, invece, dovrebbero rappresentare momenti di riflessione".
I problemi, secondo il candidato sconfitto, che oggi siede nel coordinamento provinciale partono da lontano, addirittura da prima del congresso provinciale che ha portato Francesca Gerosa alla guida del partito. Perché era contrario alla sua candidatura?
"Molto prima del congresso provinciale - prosegue - avevo espresso, e non ero stato l’unico, le mie perplessità sul fatto che l’unica rappresentante di Fratelli d’Italia in Giunta ricoprisse anche il ruolo di presidente del partito. Per una questione di impegni, opportunità, trasparenza, forza ma, anche in quella circostanza, l’attuale guida di Fratelli d’Italia ha deciso di non ascoltare nessuno. Il risultato quale è? Che l’assessore Gerosa è debole sia all’interno della Giunta che all’interno di FdI. Avere un’altra governance sarebbe stato molto meglio anche per lei, perché il partito avrebbe potuto “difenderla” quando ve ne fosse stato bisogno. Ora, invece, chi lo fa? Gerosa difende Gerosa: la commistione di ruoli non fa mai bene e risulta inefficace".
Insomma, secondo Zanetti, serve un cambio radicale, sia di passo che di governance.
"E anche un cambio d'atteggiamento - conclude l'ex consigliere comunale di Palazzo Thun, già vice commissario trentino - da parte dei protagonisti. Prendo in esame il Ddl scuola: condivido temi e contenuti, ma che spaccatura ha creato? Che appoggio ha avuto dal resto della maggioranza? In queste condizioni ritengo che il disegno di legge debba essere ritirato. La sua posizione in Giunta è debole da tempo, è evidente, e alle spalle non ha una forza compatta che la possa sostenere, come invece dovrebbe essere, rischiando di danneggiare non soltanto la sua figura, ma complessivamente anche la proposta politica di Fratelli d’Italia. Non parlo a titolo personale, ma sono preoccupato per il futuro del partito in Trentino: a livello nazionale siamo la guida del Paese, mentre in Provincia, dove dovremmo recitare un ruolo da prim'attori, siamo ridotti a semplice comparsa. Serve una svolta, ora perché siamo vicini ad un punto di non ritorno".












