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Trento
01 settembre | 06:00

Fratelli d'Italia in Trentino, se ne va anche il presidente del circolo Val di Sole. La "fuga" continua: rispetto alle provinciali già "perse" 8.751 preferenze su 22.122

I consiglieri Claudio Cia (2.005), Carlo Daldoss (1.633) e Christian Girardi (1.485) se ne sono andati in tempi diversi, poi bisogna "togliere" i 960 voti di Merler, gli 842 di Elisabetta Aldrighetti e gli 820 di Walter Clauser. E, sicuramente, anche Katia Rossato (520 preferenze) e Danilo Perin (478 preferenze) non faranno più parte della "pattuglia".  Ad oggi 8.751 preferenze non ci sono letteralmente più per una percentuale pari ad un "mastodontico" 39,5%. E, anche considerando il totale dei voti (28.688), il "peso" è elevatissimo, visto che si parla comunque del 32,7% in meno

Fratelli d'Italia in Trentino, se ne va anche il presidente del circolo Val di Sole

TRENTO. I numeri, quelli reali e non confutabili, non mentono mai. Soprattutto in politica.

 

E, allora, nel giorno in cui Fratelli d'Italia del Trentino comunica con entusiasmo l'ingresso nel partito dell'ex vice sindaca di Malè Rita Zanon parlando di "un'adesione che rafforza la presenza del partito in Val di Sole e conferma l'attrattività di una forza politica sempre più radicata nei territori", viene da chiedersi come vengano fatti i "conti" nella sede trentina del partito guidato da Giorgia Meloni.

 

In primis viene da chiedersi come mai, nel processo di radicamento del partito in Val di Sole, Fdi si sia "dimenticata" di comunicare che il presidente del circolo solandro Giovanni Mosconi abbia presentato, ormai da mesi, le proprie dimissioni.

 

Il motivo del passo indietro? Sia per incompatibilità con un nuovo ruolo assunto all'interno di un'associazione, che per un "distacco" programmatico evidente con i vertici provinciali e regionali. Così come, parlando di defezioni, visto che viene sottolineata l'attrattività del partito in terra trentina, nelle scorse settimana hanno già lasciato altri quattro presidenti di circoli, quali Elisabetta Aldrighetti (Alto Garda e Ledro), Danilo Perin (Valsugana e Tesino), Katia Rossato (Trento) e, ultimo della lista, Walter Clauser (Alta Val di Non).

 

Poi ci sono altri "numeri", o per meglio dire "mancanze", che dovranno essere colmate da qui alle prossime elezioni provinciali, in programma ad autunno 2028. Che dovrebbero quantomeno far riflettere, se non preoccupare i vertici, anche se così non sembra.

 

Alla scorsa tornata elettorale su scala provinciale, Fratelli d'Italia raccolse 28.688 voti, pari al 12,34% del totale, risultando il terzo partito più votato della provincia di Trento, dietro il Partito Democratico (16,64%) e la Lega (13,04%), anche se il risultato del Carroccio va implementato, almeno in partite, con il 10,73% conquistato dalla lista Noi Trentino - Fugatti Presidente, riconducibile in maniera diretta al Governatore e alla Lega.

 

Il risultato di Fdi è stato, in ogni caso, ottimo, soprattutto se paragona a quello di cinque anni prima, quando il partito si fermò appena all'1,45% non riuscendo ad eleggere alcun rappresentante in piazza Dante.

 

Dei 28.688 voti raccolti da Fratelli d'Italia, 22.122 sono stati di preferenza (la "differenza" di 6.566 costituisce i voti attribuiti solamente "al partito"), quindi espressi indicando specificatamente sulla scheda una o due preferenze. Insomma voti diretti ai candidati.

 

Ebbene, quanti di questi oggi si ricandiderebbero nuovamente con il partito meloniano? Cinque, tra i primi dieci più votati dagli elettori, sicuramente no, visto che hanno già annunciato il proprio "addio" a Fdi e un sesto, l'ex consigliere comunale e candidato sindaco a Trento Andrea Merler, ha di fatto abbandonato la politica e al momento deve fare i conti con la richiesta di rinvio a giudizio presentata dalla Procura di Trento con l'accusa di corruzione (Qui articolo).

 

I conti sono presto fatti. Alle spalle dell'attuale assessora provinciale nonché guida del Trentino del partito Francesca Gerosa, la più votata con 2.783 preferenze, ci sono gli altri eletti Claudio Cia (2.005), Carlo Daldoss (1.633) e Christian Girardi (1.485), tutti e tre fuoriusciti da Fratelli d'Italia, in tempi diversi (Cia quasi subito, dopo che gli venne tolto l'assessorato che gli era stato assegnato, è passato a Forza Italia, Daldoss e Girardi prima della votazione sul terzo mandato, con successivo approdo a La Civica).

 

In Provincia, ad oggi, oltre alla presidente provinciale, resiste solamente il capogruppo (di un "gruppo" che non c'è più) Daniele Biada, che di preferenze ne totalizzò 1.406. Poi bisogna "togliere" i 960 voti di Merler, gli 842 di Elisabetta Aldrighetti e gli 820 di Walter Clauser. 

 

E, sicuramente, anche Katia Rossato (520 preferenze) e Danilo Perin (478 preferenze), che non erano entrati in "top ten" ma avevano raccolto tanti voti personali, non faranno più parte della "pattuglia".

 

Chi resta "a bordo" oltre a Gerosa e Biada? La nonesa Francesca Gabos (952 preferenze) e, forse, Federico Secchi (890), anche se quest'ultimo - alle elezioni comunali di Avio di maggio 2025 (quando è stato sonoramente sconfitto dal candidato leghista Ivano Fracchetti) - ha corso senza il simbolo di Fratelli d'Italia.

 

L'elenco dei fuoriusciti è ancora più lungo, a dire il vero (a Trento, nell'Alto Garda e a Rovereto), ma in questo caso vogliamo prendere in esame solamente le scorse elezioni provinciali.

 

Dunque, facendo un rapido conto, sulle 22.122 preferenze (attenzione, non voti) raccolte dai 34 candidati alle scorse provinciali, ad oggi 8.751 non ci sono letteralmente più per una percentuale pari ad un "mastodontico" 39,5%. E, anche considerando il totale dei voti, il "peso" è elevatissimo, visto che si parla comunque del 32,7% in meno.

 

Certo, Fratelli d'Italia sta lavorando per trovare altri candidati "forti" da proporre alla prossima tornata elettorale, in grado di sopperire alle "uscite": il tempo non manca e la speranza dei vertici locali è soprattutto quella di poter contare sul "traino" delle Politiche in programma l'anno prossimo.

 

C'è un "però": le dinamiche provinciali sono estremamente diverse, visto che in tanti, tantissimi votano la "persona" prima del simbolo e la "perdita" di personaggi con ruoli importanti e ben radicati sul territorio significa anche essere meno incisivi in sede di campagna elettorale.

 

Dai comunicati ufficiali emessi da Fratelli d'Italia del Trentino - la cui gestione è ormai un "affare" esclusivamente di Francesca Gerosa e il deputato Alessandro Urzì (che ha anche le proprie "gatte da pelare" in chiave politica, visto che anche il vice presidente della Provincia di Bolzano Marco Galateo ambisce al collegio altoatsino) sembra che tutto vada benissimo, anche se i vertici stanno cercando di "riavvicinare" alcuni dissidenti, che del partito fanno ancora parte, ma sono ai margini, per evitare altre "diaspore".

 

Poi però ci sono le dimissioni, le note ufficiali di chi lascia perché si sente "abbandonato" e inascoltato e le fuoriuscite "silenziose" di chi ha salutato e, magari non ancora in via ufficiale, ha già aderito a Futuro Nazionale o altri partiti del centro destra. Non perché non si senta più parte di Fdi, ma in quanto in totale disaccordo con la governance provinciale e regionale.

 

A Roma, intanto, dove qualcuno - ovviamente all'interno del partito - ricorda che "il Trentino porta meno voti di un quartiere della capitale" tutti questi "colpi di scena" e abbandoni non piacciono per nulla.

 

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