Contro la zanzara tigre, il comune mette in campo altre zanzare tigre: rilasciati nell'ambiente 30 mila esemplari, ecco perché
Le zanzare si combattono con altre zanzare, al via il progetto pilota del comune per contenere la proliferazione degli insetti: non prevede l'impiego di organismi geneticamente modificati e non ha effetti negativi sull'ecosistema, ecco i dettagli

BOLZANO. Le zanzare tigre si combattono con altre zanzare. Ha preso ufficialmente il via questa mattina al cimitero comunale di Oltrisarco il primo rilascio di maschi sterilizzati nell'ambito del nuovo progetto pilota promosso dal Comune di Bolzano attraverso l'Assessorato all'Ambiente.
L'obiettivo è contenere la proliferazione della zanzara tigre mediante la tecnica Sit, Sterile Insect Technique, una metodologia innovativa già sperimentata con risultati positivi in diverse realtà italiane e svizzere, dove ha consentito di ridurre fino al 70% la presenza dell'insetto.
L'intervento è affidato alla ditta Centro Agricoltura Ambiente "Giorgio Nicoli" e rappresenta una nuova azione di lotta integrata contro la diffusione della zanzara tigre e la tecnica Sit si basa sul rilascio controllato nell'ambiente di maschi di zanzara tigre sterilizzati tramite raggi X.
Nel dettaglio una volta liberati, i maschi – che non pungono e si nutrono esclusivamente di nettare – si accoppiano con le femmine selvatiche generando uova non fecondate, con una conseguente riduzione progressiva e naturale della popolazione dell'insetto. Si tratta di una metodologia altamente selettiva, che non prevede l'impiego di organismi geneticamente modificati e che non comporta effetti negativi sull'ecosistema.
Il cimitero di via Maso della Pieve, con i suoi 13 ettari di estensione, è stato individuato come area particolarmente critica a causa della presenza diffusa di focolai non eliminabili, come vasi, acquasantiere e lumini, che rendono complessa la lotta antilarvale tradizionale. L'elevata frequentazione da parte della cittadinanza ne fa inoltre un potenziale punto sensibile dal punto di vista epidemiologico.
“Si tratta di un intervento innovativo e sostenibile che punta a ridurre in modo significativo la presenza della zanzara tigre in un’area particolarmente sensibile come il cimitero di Oltrisarco. È una sperimentazione – ha dichiarato l’Assessore all’Ambiente Marco Caruso – che affianca e rafforza le misure tradizionali già in atto e che, se confermata nei suoi effetti, potrà diventare un modello estendibile ad altre zone della città, con benefici concreti per la salute pubblica e il decoro urbano”.
L'intervento avviato oggi si è articolato in due fasi principali: il posizionamento di una decina di ovitrappole, utili al monitoraggio costante della densità della popolazione di zanzare nel corso della stagione estiva, e il rilascio di circa 30.000 esemplari di maschi sterili, distribuiti in dieci punti strategici dell'area cimiteriale.
La sperimentazione proseguirà fino al mese di settembre con rilasci settimanali, affiancandosi ai consueti trattamenti antilarvali già in essere sul territorio comunale. Il costo dell'intervento è stimato in circa 1.000 euro per ettaro, per un investimento complessivo di circa 13 mila euro.
Qualora i risultati confermassero le esperienze già maturate altrove, il Comune valuterà l'estensione progressiva della tecnica anche ad altre aree cittadine particolarmente esposte alla presenza della zanzara tigre.
Parallelamente, l'Amministrazione comunale richiama l'importanza della collaborazione dei cittadini nell'eliminazione dei ristagni d'acqua in sottovasi, contenitori e altri potenziali focolai domestici, un contributo ritenuto importante per rendere più efficace il contenimento dell'insetto sul territorio.












