Aggressione in un ambulatorio, minacce e paura per una giovane dottoressa durante il turno. Paoli: "Inaccettabili situazioni del genere"
Il grave episodio è avvenuto mercoledì mattina. La dottoressa ha spiegato a Il Dolomiti che segnalerà l'accaduto alle forze dell'ordine. Una volta uscito il comunicato stampa del sindacato su quello che era successo, si è mossa immediatamente l'Azienda sanitaria e la stessa dottoressa ha spiegato che nelle prossime ore sporgerà denuncia ai carabinieri

TRENTO. Un'aggressione verbale improvvisa, culminata con delle minacce che hanno trasformato una normale giornata di lavoro in un momento di forte paura.
È quanto accaduto a una giovane dottoressa di medicina generale mentre era in servizio nel proprio ambulatorio a Comano Terme mercoledì mattina attorno alle 10 e 20. La professionista, contattata da il Dolomiti, profondamente scossa dall'accaduto, ha preferito non entrare nei dettagli dell'episodio, limitandosi a definire quanto vissuto come “un fatto estremamente sgradevole”.
A denunciarlo è stato il segretario dello Smi del Trentino, Nicola Paoli, attraverso una nota. “La dottoressa – spiega Paoli - stava visitando i suoi pazienti giornalieri. Una persona si prima si è introdotta nella sala d'attesa dell'ambulatorio; poi, senza attendere di essere chiamata, è entrata prepotentemente nello studio aggredendo con minacce verbali la dottoressa fino a sfiorarla fisicamente e cercando anche di non lasciarle chiudere la porta quando la professionista ha cercato disperatamente di barricarsi dentro. Minacciandola e dicendole di 'fargliela pagare'”. Le minacce sarebbero poi proseguite in sala d'attesa al personale dello studio. Nel poliambulatorio c'erano in quel momento tre collaboratrici di studio e tre professionisti.
“La dottoressa – spiega ancora Paoli - è rimasta sotto shock, al limite del pianto, ha avuto difficoltà a terminare la giornata lavorativa e non ha chiuso occhio la notte successiva”.
Un episodio, ha spiegato il sindacato, che va ad aggiungersi ad altri avvenuti negli scorsi mesi con minacce verbali e fisiche avvenute in altre zone del Trentino.
“Smi è già in agitazione sindacale nazionale e ha protestato non più tardi di una settimana fa a Roma, al Ministero della salute, contro la riforma in atto. Che vorrebbe che i medici a ruolo unico, oltre a sobbarcarsi le giornate lavorative diurne, facessero anche le notti e, contemporaneamente, anche i meeting aziendali mentre stanno lavorando sul territorio. Non accetteremo più un solo caso di professionista Smi che segnali violenze, minacce, o altri atti perseguibili per legge” ha affermato Nicola Paoli.
Smi Trentino, viene spiegato in una nota, sta prendendo in considerazione l'azione di fare chiudere tutti gli ambulatori dei propri medici, nella speranza che “la popolazione prenda atto che la situazione attuale, nei nostri confronti, rasenta il dramma. Prima che si avveri anche questo, qualcuno deve darci risposte, non solo pacche sulle spalle di soggetti pubblici che poi si dimenticano degli incresciosi avvenimenti e passano oltre” ha concluso il segretario.
La dottoressa ha spiegato a Il Dolomiti di aver provato a segnalare quanto le era successo al proprio responsabile di distretto senza però riuscirci. Successivamente, una volta uscito il comunicato stampa del sindacato sull'episodio, si è mossa immediatamente l'Azienda sanitaria e la stessa dottoressa ha spiegato che nelle prossime ore sporgerà denuncia ai carabinieri.
L'Asuit, dal canto suo, ha espresso solidarietà alla giovane dottoressa per il grave fatto. “Quello che è successo – ha spiegato a Il Dolomiti la direttrice sanitaria Denise Signorelli – si colloca in una serie di situazioni e di aggressioni nei confronti degli operatori. Episodi sui quali l'azienda sanitaria non abbassa la guardia e si sta muovendo con diversi interventi”.












