Violenza in ospedale, una costola fratturata e 30 giorni di prognosi. La Cisl: "Non è tollerabile lavorare così: la sicurezza non può più attendere"
Il segretario della Cisl Fp, Giuseppe Pallanch, e il segretario sanità del sindacato, Sandro Pilotti: "Un racconto agghiacciante. Nonostante l'aggressione e il dolore, con altissimo senso del dovere, il collega ha terminato regolarmente il proprio turno di lavoro. Solo successivamente, a causa di vertigini, vomito e dolori acuti, si è reso necessario il ricorso al pronto soccorso"

PERGINE VALSUGANA. Una costola fratturata e 30 giorni di prognosi. E' ancora emergenza in corsia e ancora un caso di operatore aggredito sul posto di lavoro.
"Non è più tollerabile lavorare così", commentano Giuseppe Pallanch, segretario della Cisl Fp, e Sandro Pilotti, segretario della sanità per il sindacato di via Degasperi. "Esprimiamo la più profonda e sentita solidarietà al delegato, autista soccorritore dell’Asuit, vittima di una brutale aggressione avvenuta durante il servizio. Quanto accaduto non è solo un attacco a un lavoratore impegnato a prestare soccorso, ma è una ferita inferta a tutto il sistema sanitario trentino e ai valori di servizio alla comunità che i nostri professionisti rappresentano ogni giorno".
L'episodio è avvenuto nella notte tra venerdì 27 e sabato 28 febbraio a Pergine Valsugana. "Il racconto è agghiacciante: il nostro delegato stava cercando di aiutare una persona e di instaurare un dialogo in un clima già teso quando è stato colpito all'improvviso con un pugno all'altezza della spalla e del collo. Nonostante l'aggressione e il dolore, con altissimo senso del dovere, il collega ha terminato regolarmente il proprio turno di lavoro. Solo successivamente, a causa di vertigini, vomito e dolori acuti, si è reso necessario il ricorso al pronto soccorso: gli è stata diagnosticata la frattura della prima costola sinistra con una prognosi di 30 giorni".
Una situazione, quella della violenza fisica e verbale, che si ripete da tempo. "Al nostro delegato va l'abbraccio di tutta la famiglia della Cisl Fp", dicono Pallanch e Pilotti. “Siamo al suo fianco moralmente, ma anche legalmente. Questo episodio conferma purtroppo quanto ribadiamo da tempo: la sicurezza del personale non può più attendere. Non bastano le telecamere se non c’è una cultura della prevenzione e, soprattutto, se il lavoratore viene lasciato solo a gestire le conseguenze fisiche ed economiche di simili gesti".
Il sindacato chiede, ancora una volta, un cambio di passo. "La nuova Asuit non può essere solo un cambio di etichetta, ma deve rappresentare un nuovo modello di tutela", continuano Pallanch e Pilotti. "Ribadiamo con forza la necessità di prevenire attivamente i fatti affinché il personale non debba più subire violenze durante il soccorso, garantire il risarcimento del danno da parte dell’Azienda, anche nei casi in cui l’aggressore risulti non punibile o incapiente, per assicurare giustizia a chi, come il nostro delegato, porta i segni fisici di un’aggressione subita per aver fatto il proprio dovere e superare la logica dell'emergenza perenne, che espone i lavoratori a rischi sempre maggiori e mina la loro serenità".
La Cisl Fp "non farà un passo indietro finché ogni operatore della sanità trentina non potrà svolgere il proprio compito in un ambiente sicuro e protetto. Al collega ferito auguriamo una pronta guarigione, assicurandogli che la sua battaglia per la dignità e la sicurezza è la battaglia di tutti noi", concludono Pallanch e Pilotti.












