Il Pride cede il passo (dimostrando tolleranza e pazienza) al raduno degli Alpini che avevano (al contrario) intimato al Comune: ''O noi o loro''
L'ultimo atto della polemica tra gli alpini e il Fvg Pride di Udine vede questi ultimi defilarsi dalla bagarre e lasciare campo libero al raduno degli alpini, fino alla comunicazione di una nuova data. La vicepresidente: “Questi fatti sottolineano quanto ci sia bisogno del Pride”

UDINE. “Penso che i modi e i toni aggressivi con i quali gli alpini si sono rivolti al comune di Udine per evitare di fare il loro raduno in contemporanea alla nostra presenza, non faccia che sottolineare quanto ci sia bisogno del Pride in questa regione”. Non usa mezzi termini Ambra Canciani, vicepresidente di Fvg Pride, per liquidare, sia chiaro, non le forze armate, né tanto meno il corpo degli Alpini tout court, quanto l'atteggiamento perentorio e gratuitamente scontroso manifestato da una lettera della sezione delle penne nere di Udine indirizzata la scorsa settimana al Comune.
Una lettera in cui si affermava di non essere disposti a condividere “neanche un millimetro quadrato di sovrapposizione con Fvg Pride”. Uno di quei classici casi in cui non è tanto il contenuto del messaggio a destare scalpore, anche se nel 2026 due eventi potrebbero tranquillamente convivere senza contrasti e contrapposizioni, quanto il tono aggressivo che è stato usato per scagliarsi contro parte terza, il Comune di Udine, ponendo addirittura un aut-aut ''o noi o loro''. Ovviamente, e ci mancherebbe altro, gli esponenti del Pride si sono sentiti privati di rispetto senza apparente motivo.
Una situazione che si è risolta oggi, 27 aprile, al seguito di una riunione avvenuta negli uffici del comune di Udine con i promotori dell'Fvg Pride che hanno scelto di defilarsi dalla data del 26 settembre lasciando 'campo libero' al raduno degli alpini. Una scelta che dimostra la tolleranza e la lungimiranza di chi si occupa del Pride e che evidenzia come se c'è qualcuno che merita un plauso in questa vicenda sono proprio loro che hanno lavorato per evitare contrasti e problemi al contrario di quanto fatto dagli Alpini.
“Non troviamo condivisibili i toni che sono stati usati, come neanche che venga stabilito arbitrariamente da costoro chi può stare in una piazza e chi no – ha aggiunto Canciani –. Ho letto di passi indietro e bracci di ferro, al contrario, abbiamo deciso di fare un passo avanti ed andare oltre. Pensare di prevaricare i nostri diritti è contro ai nostri valori nonché alla democrazia”. Pride Fvg rende noto di stare lavorando per l'organizzazione dell'evento e il rilascio di una nuova comunicazione con la data dell'appuntamento. Ciò che invece appare certo è il luogo, quella Udine, dove il Pride manca da nove anni.












