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Belluno
27 aprile | 17:16

Emergenza casa, Longarone corre ai ripari: due ristrutturazioni per quasi 900 mila euro. “C’è lavoro, ma niente alloggi: creiamo appartamenti per il settore sanitario”

C’è lavoro, ma mancano alloggi: un tema non nuovo per la provincia di Belluno, cui molte amministrazioni comunali cercano di far fronte con iniziative diverse. A Longarone, il sindaco Roberto Padrin fa sapere che saranno avviati due interventi di ristrutturazione di edifici pubblici per realizzare mini alloggi destinati a personale scolastico e sanitario: costo totale 860 mila euro

LONGARONE. “Oggi il nostro Comune offre tantissime occasioni di lavoro, anche per lavoratori che arrivano da fuori, ma è frenato dall’assenza di alloggi e appartamenti a prezzo calmierato. Siamo perciò partiti da questa considerazione per mettere in campo un progetto di recupero edilizio che punta a creare abitabilità”. Anche Longarone corre ai ripari. Il tema certamente non è nuovo su tutto il territorio provinciale e le iniziative non mancano, anche se rimangono insufficienti. La provincia di Belluno, come molte a livello nazionale, soffre infatti una forte mancanza di alloggi, tra affitti brevi che si moltiplicano e soprattutto case che rimangono sfitte.

 

Il Dolomiti ne ha parlato recentemente con il vicepresidente di Appc Belluno e Treviso (Associazione piccoli proprietari case) e vice segretario nazionale per le regioni Trentino e Friuli Venezia Giulia: “L’emergenza abitativa è un problema endemico per Belluno, la vedo da almeno dieci anni. Quello che sta facendo l’amministrazione del capoluogo andrebbe replicato a livello provinciale, ma prima di tutto dovrebbero muoversi le aziende: se vuoi far venire le persone a lavorare, devi procurargli una casa” (qui l’intervista completa).

 

L’occasione era dettata dal convegno promosso, tra gli altri, dal Comune di Belluno, che ha costituito circa due anni fa un tavolo di lavoro con una serie di organizzazioni sindacali e associazioni per offrire risposte all’emergenza abitativa. Tuttavia, il nodo cruciale rimangono le risorse: se non si investe in edilizia pubblica, non si risolve il paradosso di lavoratori costretti a rinunciare a un lavoro (e dunque alla residenza sul territorio) perché non hanno un tetto sotto cui vivere - con conseguente peggioramento della crisi di manodopera (i dati Cisl).

 

In questo scenario il sindaco di Longarone Roberto Padrin fa ora sapere di aver dato il via a due interventi per creare alloggi per lavoratori, soprattutto del comparto socio-sanitario della casa di riposo, a partire da vecchi immobili pubblici. “Un progetto - spiega - che vede coinvolti diversi edifici oggi bisognosi di interventi e che punta a dare respiro a un recupero edilizio, ma anche a realizzare una riqualificazione sociale”.

 

In particolare, il Comune punta alla ristrutturazione dell’ex latteria di Fortogna e alla riqualificazione di appartamenti a Podenzoi. I progetti rientrano nel programma di opere pubbliche 2026 e, da programma, sono cofinanziati da fondi Gal (nel caso di Podenzoi) e da fondi aree interne (nel caso di Fortogna). “Complessivamente - aggiunge Elena De Bona, assessora all’urbanistica - il progetto vale 860 mila euro, ai quali il Comune partecipa con un cofinanziamento di oltre 30 mila euro. Siamo ancora in attesa della conferma dei finanziamenti esterni: in caso di esito positivo, entro l’estate potremo procedere. L’intenzione è recuperare e ristrutturare edifici comunali per rigenerarli”.

 

La priorità saranno i lavoratori dell’Azienda speciale consortile - Servizi alla persona Longarone Zoldo, che nel comune gestisce il Centro servizi "Cav. L. Barzan", soprattutto quelli provenienti da fuori territorio. “A Fortogna - conclude Padrin - sono previsti quattro o cinque mini alloggi, che potranno eventualmente essere anche destinati al personale scolastico. A Podenzoi, invece, dobbiamo svincolare gli appartamenti dall’Ater attraverso un progetto sociale per destinarli ad alloggi per operatori socio-sanitari”.

 

Il cronoprogramma prevede la conferma e la deliberazione dei finanziamenti entro giugno e l’esecuzione dei lavori entro il 2028.

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