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Trento
23 aprile | 16:14

Aggressione a un medico di base, paura negli ambulatori: paziente pretende più giorni di malattia, scatta la violenza. Tonina: “La sicurezza degli operatori è una priorità”

L'episodio è avvento nei giorni scorsi a Mattarello. Da parte dei sindacati la richiesta di maggiore sicurezza. L'intervento dell'assessore Tonina: "E' necessario estendere con decisione l’attenzione anche ai contesti territoriali. Gli ambulatori di medicina generale, le sedi di continuità assistenziale e, più in generale, tutti i presidi di prossimità rappresentano un elemento essenziale del sistema sanitario"

TRENTO. “La sicurezza degli operatori sanitari è una priorità”. Usa queste parole l'assessore alla salute della Provincia di Trento, Mario Tonina, nel'esprimente solidarietà e vicinanza al medico di medicina generale che, nell’esercizio delle sue funzioni presso l’ambulatorio di Mattarello, è stato vittima di un episodio di aggressione. 

 

A denunciare la vicenda nei giorni scorsi è stato lo Smi. Secondo quanto ricostruito dal sindacato, una persona originaria dal Marocco pretendeva, dopo la visita effettuata e la terapia prescrittagli , un certificato Inps di malattia con all'interno un numero di giorni maggiore rispetto a quelli che gli erano stati prescritti. L'uomo sarebbe andato in escandescenza e avrebbe aggredito il medico danneggiando l'ambulatorio. Un episodio che ha, fra le altre cose, bloccato le visite delle persone che ne avevano bisogno. 

 

Oltre a Smi che ha denunciato quanto accaduto ad intervenire nelle scorse ore sono state anche le  organizzazioni sindacali della Medicina Generale Fimmg Trentino e Snaimi Trento chiedendo, fra le altre cose, maggiore sicurezza degli studi medici in particolare nelle sedi a gestione pubblica (allarmi, videosorveglianza, accessi controllati, vigilanza) con il coinvolgimento diretto dei medici nella progettazione e organizzazione degli spazi di cura (sedi di continuità assistenziale, case di comunità) oltre ad una maggiore educazione sanitaria e cultura del rispetto.
 
Sull'impegno per garantire un ambiente di lavoro sicuro “resta massimo” ha spiegato l'assessore Tonina. “In questa direzione si inserisce il percorso avviato lo scorso anno con la sottoscrizione del Protocollo per la sicurezza insieme al Commissariato del Governo, che ha già portato al potenziamento della vigilanza e del servizio di Polizia nei principali ospedali della provincia”.

 

Allo stesso tempo, viene spiegato in una nota della Pat, è necessario estendere con decisione l’attenzione anche ai contesti territoriali. Gli ambulatori di medicina generale, le sedi di continuità assistenziale e, più in generale, tutti i presidi di prossimità rappresentano un elemento essenziale del sistema sanitario e devono essere adeguatamente considerati nei percorsi di prevenzione delle aggressioni, attraverso misure organizzative, tecnologiche e di supporto agli operatori.

 

In questa direzione si muove anche la sperimentazione avviata presso il pronto soccorso del Santa Chiara di Trento, che prevede l’utilizzo di sistemi di videosorveglianza avanzati. “Siamo in una fase sperimentale – spiega l’assessore Tonina – e al termine di questo periodo saranno valutati i risultati, con l’obiettivo di individuare soluzioni che possano essere progressivamente adattate e rese coerenti anche con i contesti territoriali, tenendo conto delle specificità organizzative degli ambulatori e delle sedi diffuse sul territorio”. 

 

Fondamentale è un impegno condiviso. “Rafforzare le condizioni di sicurezza – continua Tonina - ma anche promuovere una maggiore consapevolezza dei diritti e dei doveri nel rapporto tra cittadini e professionisti sanitari. Garantire la serenità necessaria per svolgere un

lavoro così delicato è una priorità”. 

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