Sentieri trentini, 5.700 chilometri pronti per la bella stagione: 1000 volontari nei lavori di sistemazione. L'appello Sat: "Attenzione alle App. Seguire un puntino è pericoloso"
A parlare è Marco Zadra, presidente della commissione sentieri della Sat, che assieme a circa mille volontari, è impegnato a mantenere in buone condizioni tutta la rete sentieristica trentina. Oggi i cambiamenti climatici si fanno sempre più sentire: "I problemi arrivano anche a bassa quota con le forti piogge che causano smottamenti che vanno ad interrompere anche diversi chilometri di sentiero"

TRENTO. Cinquemilasettecento chilometri di sentieri, oltre mille tracciati tra ferrate e percorsi attrezzati. Una rete davvero unica che si trova sulle montagne trentine. Una mappa che però negli ultimi anni è messa alla prova dai continui cambiamenti climatici.
A saperlo bene è Marco Zadra, presidente della commissione sentieri della Sat, che assieme a circa mille volontari, è impegnato a mantenere in buone condizioni tutta la rete sentieristica trentina.
Le piogge sempre più intense e il permafrost che cede: il cambiamento climatico è già un problema quotidiano per chi quei sentieri li mantiene e li percorre. “Oggi – ci spiega – i problemi arrivano anche a bassa quota con le forti piogge che causano smottamenti che vanno ad interrompere anche diversi chilometri di sentiero”.

Ma non solo, i problemi più insidiosi arrivano anche dalle App sul cellulare. Promettono di guidare chiunque ovunque, ma che spesso illudono di poter sostituire esperienza e preparazione. “Le persone pensano di poter andare in montagna e di riuscire a gestire una gita seguendo un puntino ma non è così. Non sanno cosa significhi un sentiero attrezzato e si trovano poi a situazioni davvero pericolose”. Un equilibrio sempre più fragile, quindi, tra natura, tecnologia e sicurezza.
Presidente Zadra, quanti sono i sentieri della Sat e di quanti chilometri parliamo?
Giriamo attorno ai 5700 chilometri, i sentieri sono 1080, incluse le vie ferrate e anche i sentieri attrezzati. Negli ultimi anni c'è uno stallo, si è raggiunto un certo equilibrio e non ci sono aumenti di tracciati. Dobbiamo dire anche che il Trentino è abbastanza saturo e l'importante oggi è riuscire a mantenerli tutti in ordine.
Con l’arrivo della bella stagione, quante sono le persone impegnate e che tipo di lavoro vi aspetta sui sentieri?
Ci sono 84 sezioni che si occupano della manutenzione e poi c'è un gruppo interno il Gis (Gruppo intervento sentieri). Il nostro impegno serve anche a coprire le sezioni che non riescono a fare determinati lavori. In tutto sono impegnati un migliaio di persone, tutti volontari. Accanto a questi ci sono poi le guide alpine che sistemano i tratti attrezzati. Gli interventi sono di vario tipo, dalla pulizia dei sentieri, alla sistemazione o allo studio di varianti sicure.
Qual è oggi lo stato generale della rete sentieristica gestita dalla Società degli Alpinisti Tridentini?
La situazione è sicuramente buona rapportata al resto dell'Italia. L'impegno è sempre massimo anche se non è semplice trovare i volontari. L'attività sta però andando bene e il difficile è mantenere questo livello. Mediamente sul totale dei sentieri ce ne sono circa 60 – 70 che rimangono chiusi o parzialmente chiusi durante l'anno a causa di lavori di esbosco o frane.
Ci sono zone particolarmente critiche o più danneggiate?
Alcune zone sono particolarmente difficili, dalle Pale di San Martino al Brenta. Ma dobbiamo dire che i problemi si possono trovare anche a quote basse a causa delle forti piogge. I problemi, quindi, non arrivano solo da frane dove si staccano grossi pezzi di roccia, ma anche da smottamenti a quote più basse che bloccano il sentiero. Oggi il cambiamento climatico si sente dalle piogge sempre più intense che creano danni al permafrost che cede.
In passato ci sono stati alcuni casi di sentieri dove la segnaletica era stata vandalizzata. E' cambiato il comportamento degli escursionisti?
Oggi da parte degli escursionisti vedo più rispetto di una volta. C'è più sensibilità, anche se magari molta meno preparazione. Dopo il Covid abbiamo avuto molte persone che si sono riversate in montagna senza avere alcuna competenza e capacità, ma comunque sono rispettose e in passato non era così.
Ci sono errori o comportamenti sbagliati che vedete spesso?
C'è molta confusione per via delle App. Le persone si affidano alle app e pensano di gestire una gita guardando solo un puntino che si muove nel sentiero. Ma poi non sanno cosa significa sentiero per escursionisti esperti. Non conoscono i pericoli. La App ti danno la soluzione finale ed è pericolosissimo. Questo una volta, ovviamente, non accadeva. Non ci si fidava.
Un accordo tra la Provincia di Belluno e il Comune di Cortina d'Ampezzo vedrà la presenza per questa estate di agenti di polizia lungo i sentieri per un maggiore controllo. Secondo lei servirà?
Potrebbe essere una soluzione se abbinata ad altro. Oggi abbiamo bisogno di formazione, di cultura. E' importante che gli escursionisti si fidino, per esempio, delle sezioni Sat per avere informazioni, imparare gradualmente come andare in montagna.












