Rifiuti pericolosi venduti come prodotti "green", scarcerato il direttore dell'Appa Giulio Angelucci
Lo stesso provvedimento anche per il tecnico Appa Andreas Marri , Andreas Tappeiner presidente del consiglio di amministrazione della Leeg, Hugo Trenkwalder, consigliere della società e l'ex presidente di Seab Rupert Rosanelli

BOLZANO. Nelle scorse ore il tribunale del riesame di Trento ha disposto la scarcerazione del direttore dell’Ufficio gestione rifiuti dell'Agenzia per l'ambiente altoatesina Giulio Angelucci, difeso dagli avvocati Cunaccia e Bertuol, che si trovava in carcere in seguito all'inchiesta “Carbone delle Alpi”.
La carcerazione è stata revocata anche per il tecnico Appa Andreas Marri e Andreas Tappeiner, presidente del consiglio di amministrazione della Leeg, Hugo Trenkwalder, consigliere della società e la stessa decisione è arrivata anche l'ex presidente di Seab Rupert Rosanelli.
Nessuna decisione sarebbe stata presa, invece, per le altre persone che si trovano in carcere.
LA VICENDA (Qui l'articolo)
Una "filiera nera" che trasformava ceneri industriali tossiche in prodotti venduti come green ed ecologici: questo quanto emerso dopo anni di indagini coordinate dalla Procura di Trento e che hanno portato allo smantellamento di una vera e propria organizzazione internazionale che agiva tra Italia, Austria, Germania, Croazia, Serbia e Svizzera.
Secondo l'accusa queste ceneri contenevano sostanze pericolose come idrocarburi policiclici aromatici, inquinanti organici e diossine, ma invece di essere trattate come rifiuti speciali da smaltire con costi elevati sarebbero state commercializzate come bricchette per barbecue, fertilizzanti agricoli o additivi per il calcestruzzo.
L’inchiesta vede complessivamente indagate 19 persone e 3 società, a vario titolo ritenute responsabili dei reati di traffico illecito di rifiuti transnazionale e frode nell’esercizio del commercio ed altri, in relazione a fatti accertati dal 2019 ad oggi.
Accogliendo le richieste del pm, il giudice per le indagini preliminari aveva disposto la misura cautelare della custodia cautelare in carcere nei confronti di 12 dei complessivi 19 indagati oltre al sequestro preventivo di un impianto di cogenerazione con sede in Alto Adige, affidato ad amministrazione controllata.
Ora il provvedimento con il quale è stato revocato il carcere per tre delle persone coinvolte: Giulio Angelucci, Andreas Marri, Andreas Tappeiner e Rupert Rosanelli.












