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| 18 febbraio | 09:52

Gestione illecita di rifiuti in amianto, scattano i sequestri. Dopo la frantumazione materiale interrato anche in aree boschive: l'indagine

Le indagini sono portate avanti dai finanzieri della tenenza di Gardone Valtrompia e dai carabinieri del Nucleo forestale di Concesio, che hanno portato avanti una serie di perquisizioni e sequestri in diverse aree della Bassa Bresciana e dell'Alta Valtrompia

di Redazione

BRESCIA. Gestione illecita di rifiuti contenenti amianto: scattano perquisizioni e sequestri nel Bresciano. A portare avanti le indagini sono i finanzieri della tenenza di Gardone Valtrompia insieme ai carabinieri del Nucleo forestale di Concesio che, sotto il coordinamento della Procura di Brescia, sono entrati in azione in diverse aree della Bassa Bresciana e dell'Alta Valtrompia nelle quali sarebbero stati conferiti e abbandonati rifiuti contaminati da amianto.

 

Le attività, dicono le autorità, si inquadrano nell'ambito di un'indagine che avrebbe portato alla luce un sistema di gestione illecita di rifiuti derivanti dalla demolizione di un vasto complesso industriale dismesso della Bassa Bresciana, realizzato da un'impresa della Valtrompia. In particolare, spiegano le Fiamme gialle, le investigazioni avrebbero accertati gravi violazioni a partire dal trattamento non autorizzato di rifiuti pericolosi.

 

Migliaia di metri cubi di materiale – contenente in misura significativa amianto – sarebbero infatti stati sottoposti a frantumazione meccanica in loco e trasportati dall'impresa, risultata priva di autorizzazioni ambientali e documenti di tracciabilità. Una situazione che rappresenterebbe di per sé un potenziale pericolo per la salute, scrivono le autorità, dato che la frantumazione meccanica aumenta drasticamente la volatilità di fibre aerodisperse, incrementando il rischio sanitario e ambientale.

 

Da considerare infine anche la potenziale contaminazione dei siti di destinazione. In dettaglio, spiegano i finanzieri, i rifiuti sarebbero stati conferiti o occultati e, in alcuni casi, interrati o usati per il livellamento di terreni in almeno cinque aree ubicate, come detto, nella Bassa Bresciana e nell'Alta Valtrompia. Tra queste ci sarebbero cantieri edili, aree boschive e un impianto di produzione di calcestruzzo. In questo caso, dice la Guardia di finanza, il materiale contaminato potrebbe addirittura essere stato immesso nel ciclo produttivo, con potenziale diffusione del contaminante nella filiera commerciale del prodotto finito.

 

Attualmente, concludono le autorità, si stima che le condotte fraudolente avrebbero garantito all'impresa un vantaggio economico derivante dal mancano sostenimento dei costi di smaltimento di rifiuti pericolosi di circa 250mila euro. I militari hanno proceduto con l'ausilio di personale specializzato di Arpa Lombardia alla campionatura, per le successive analisi, dei rifiuti rinvenuti.

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