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| 21 marzo | 08:19

Lavori non fatti o non conclusi, truffa del 'Superbonus 110%" per oltre 3,5 milioni di euro: maxi operazione della finanza

Cinque persone sono state denunciate perché ritenute responsabili, in concorso tra loro, dei reati di truffa aggravata per il conseguimento di erogazioni pubbliche ed auto-riciclaggio di proventi illeciti

Lavori non fatti o non conclusi, truffa del 'Superbonus 110% per oltre 3,5 milioni di euro: maxi operazione della finanza
di Redazione

BRESCIA. Truffa del “Superbonus 110%” con un sequestro di oltre 3,5 milioni di euro. L'operazione è stata condotta dai finanzieri del Comando Provinciale Brescia, nell’ambito di un’attività coordinata dalla Procura della Repubblica.

 

In particolare, le indagini condotte dai militari della compagnia Rovato avrebbero svelato l’esistenza di una presunta truffa aggravata ai danni dello Stato, realizzata mediante la generazione e la successiva immissione in circolazione di crediti fiscali fittizi, riferiti a presunti interventi di efficientamento energetico su vari immobili, in realtà mai effettuati o effettuati solo parzialmente, comunque oltre i termini previsti dalla normativa per l’acquisizione dell’agevolazione nella misura pari 110% dell’importo dei lavori effettuati.

 

L’attività investigativa ha tratto origine da una segnalazione dell’Agenzia delle Entrate, relativa ad evidenti anomalie circa crediti d’imposta generati da una società operante quale General Contractor riferiti, proprio, a presunti lavori di riqualificazione energetica su condomini ubicati nella provincia bresciana.

 

Le conseguenti attività d’indagine avevano consentito, già in una prima fase, di individuare crediti d’imposta presumibilmente fittizi per circa 1,6 milioni di euro, sottoposti a sequestro, rinvenuti in parte sul cassetto fiscale del General Contractor e in parte su quello dei cessionari e non ancora compensati.

 

I successivi approfondimenti investigativi, condotti attraverso l’analisi del materiale informatico e documentale acquisito nel corso di diverse perquisizioni effettuate contestualmente all’esecuzione del primo sequestro, hanno poi permesso di ricostruire un più ampio sistema fraudolento, perpetrato attraverso la generazione di ulteriori crediti d’imposta presumibilmente inesistenti riferiti all’esecuzione di lavori, in realtà non effettuati o non conclusi, su 12 condomini dislocati nelle province di Napoli, Frosinone, Messina e Brescia.

 

Pertanto, è stato eseguito un ulteriore provvedimento di sequestro, anche per equivalente, di ulteriori 1,9 milioni di euro. Nel corso dell’esecuzione oltre ai presunti crediti fittiziamente generati presenti sul cassetto fiscale del General Contractor, sono stati sequestrati, tra l’altro, diversi immobili nelle province di Roma e Palermo.

 

In seguito agli accertamenti fatti, sono stati deferite cinque persone alla Procura della Repubblica di Brescia, ritenute responsabili, in concorso tra loro, dei reati di truffa aggravata per il conseguimento di erogazioni pubbliche ed auto-riciclaggio di proventi illeciti, atteso che parte dei crediti potenzialmente illeciti sono stati già ceduti nei confronti di diversi cessionari.

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